Mele e frutteti in festa in Val di Non

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Con il cambiamento di sede, oltre a molte novità, ci sarà ancora più spazio per le isole espositive dedicate al cibo, alla ristorazione e alle attività, rispettando lo spirito che da sempre contraddistingue Pomaria e che seleziona unicamente realtà agroalimentari al  massimo 0-40 km.
L’idea di organizzare l’evento in una altra località è nata dal desiderio di dare maggiore visibilità a tutta la valle, cambiando sede, anno dopo anno, e di offrire ancora più spazio a una manifestazione molto amata dal pubblico che, nel corso del tempo, da festa in omaggio  delle mele, ha saputo evolversi diventando un laboratorio diffuso sul rapporto di identità che in Val di Non si è instaurato tra la coltivazione e il territorio. Questo legame ha consolidato tradizioni, ha modellato “in verde” il panorama, ha favorito eccellenze gastronomiche collaterali alla produzione della frutta e ha fatto venire voglia a chi le mele le coltiva da decenni di far  incontrare il proprio mondo a chi ne ha la curiosità. Questa è la cosa più bella di Pomaria: il suo carattere radicato autenticamente sulla dimensione locale che si è aperto a un incontro con gli ospiti nello spirito della condivisione, elemento fondante del turismo esperienziale, modalità di vacanza  incentrata autenticamente sulle occasioni di viaggio finalizzate al “vivere con i locali”.
Anche nella nuova edizione, questo spirito, che schiudeva le case degli agricoltori di Casez ai visitatori per ospitare laboratori “con le mani in pasta”, degustazioni, teatralizzazioni di attività, si trasferisce a Cles. Il capoluogo si vestirà a festa e riserverà tutto il suo centro storico,  con i palazzi di impronta mitteleuropea, a Pomaria, per nuove visioni di un’agricoltura che sa che la sua natura maggiormente autentica potrà vivere e prosperare quanto più saprà raccontarsi al mondo. 
A Cles apriranno le proprie porte alle forme vive di cibo e agricoltura edifici storici come il Palazzo assessorile,  esempio straordinario di conservazione architettonica che risale al XVI secolo e che offre uno spettacolare ciclo di affreschi. Tutto il centro storico, con le sue piazze, le sue vie e i suoi palazzi storici farà da quinta a questo evento che, dal suo esordio, ha coinvolto, edizione dopo edizione, sempre più appassionati da tutta Italia.
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Gli spazi riservati agli espositori diventano sessanta e non solo dedicati alle mele. Si potranno trovare la profumatissima mortandela, che con la sua miscela di spezie è diventato uno dei salumi più famosi e apprezzati del Trentino, ma anche numerosi prodotti caserari artigianali a latte crudo come il Casolet o quelli del caseificio di Pejo, l’unico a essere ancora turnario in Trentino. Non mancheranno inoltre, piccole produzioni spumantistiche di Trento D.O.C., distillati, mieli artigianali, dolci e pasticceria secca 
e altre leccornie di piccoli artigiani. Tra le novità più belle, i prodotti di “Dal Gran al Pan”, realtà della Val di Non dedita alla panificazione  e alla pasticceria nata dalla passione dei suoi creatori per le farine che una volta erano tipiche dell’alta montagna. Per disporne e ritrovare i cereali della tradizione, si sono messi a coltivare segale, mais, orzo, grano saraceno e particolari varietà di grano. Hanno fatto una ricerca sui mulini a pietra e hanno iniziato a trasformare  le loro coltivazioni in farine pregiate che poi hanno deciso di far diventare pane e dolci profumatissimi che che sanno di antico.  Il recupero di coltivazioni tradizionali, che affiancano quella delle mele in zone che, per l’altitudine e il microclima, non sono adatte per la crescita dei meli, sta diventando sempre più diffuso in Val di Non ed è stata favorito proprio dall’anima  “consapevolmente” contadina di questa parte del Trentino che, da molto tempo, ha avviato un interessante lavoro di “tracciatura” della propria storia e dei processi che l’hanno portata ad essere quello che è oggi. Pomaria, dunque, diventa anche un modo per scoprire tutta la gastronomia della zona.
Naturalmente, anche nella sua nuova dimensione, la manifestazione ospiterà le degustazioni organizzate con la condotta locale di Slow Food, i corsi per confezionare strudel (la ricetta autentica non prevede l’uso della pasta sfoglia), confetture, composte, succhi di mela, aceto, persecche.
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Ancora più spazio sarà riservato alle esposizioni artistiche e fotografiche e alle attività per bambini, che saranno organizzate con la preziosa collaborazione delle Fattorie Didattiche del Trentino. 
Tra le cose nuove più interessanti, per chi desidera avvicinarsi alla storia della coltivazione delle mele, ci sarà la possibilità di prendere parte a cicli di visite guidate del frutteto storico di Cles, raggiungibile a bordo di una comoda navetta, che raccoglie circa 80 varietà di piante di melo e 12 varietà di pere.  Il frutteto è stato progettato non come una semplice collezione di vecchie varietà di melo e pero ma vuole essere  anche un luogo dove è possibile ripercorrere l’evoluzione della frutticoltura nonesa.  Ma forse l’aspetto più gioioso della manifestazione è la possibilità di cogliere le mele dall’albero. Il campo che i visitatori avranno a loro disposizione proprio per imparare come si fa a raccogliere i frutti direttamente dalla pianta. Il raccolto è in corso, le mele sono ancora fresche e non è certo difficile acquistarle appena confezionate. Gli organizzatori e i contadini della Val di Non vogliono però che i visitatori vivano un’esperienza vera. Il campo “intonso” a loro disposizione sarà ancora più grande, i maestri raccoglitori saranno al  loro fianco con cassette, scale, racconti di vita e insegneranno agli allievi come si fa a raccogliere una mela nel modo migliore per farla durare nel tempo. I movimenti sono delicati ma, al tempo, stesso fermi e decisi. È propro grazie al “come si fa” che il frutto si stacca di colpo,  con il suo picciolo, dato che è fondamentale per la conservazione. Così come lo è il modo in cui viene maneggiato e riposto. Tutte  le azioni devono essere svolte con la massima cura e attenzione, altrimenti le mele si ammaccano e perdono la loro croccantezza. 
Sono previsti anche pacchetti turistici speciali per il weekend, offerrti dagli agriturismi e dagli hotel che aderiscono all’iniziativa. Per due pernottamenti, la tariffa parte da Euro 135,00 a persona in camera doppia, in agriturismo, con trattamento di pernottamento e prima colazione. Due pernottamenti in hotel, con la mezza pensione, partono da 165,00. Tra le altre cose, il prezzo include: pranzo con degustazione presso una delle isole del gusto di Pomaria, visita degustazione con pranzo presso un’azienda dove si produce il raffinato balsamico di mela e il sidro, un’escursione nei canyon della Valle di Non e allo spettacolare Castel Thun. (per informazioni Guida Vacanze, via C.A. Martini 1, 38023 Cles (TN) Tel. 0463 423002 Fax 0463 424510 info@guidavacanze.itwww.guidavacanze.it).
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Foto Apt Val di Non, Archivio Strada della Mela, Fototeca Trentino Marketing Ugo Visciani
Info: www.pomaria.org, www.visitvaldinon.it, www.stradadellamela.it, www.melinda.it

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