Leccornie dal Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise 1

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La tradizione non è da tenere sotto vetro, anzi è materia prima per il quotidiano, in molti campi di attività. Come con le ceramiche del Gatto Matto (www.gattomattodesign.it) che si avvalgono di mani artigianali e disegni antichi rielaborati con software digitali. Il Gatto Matto realizza oggetti per imbandire la tavola di qualità salutare, piatti, tazze e simili senza piombo e cadmio, ceramiche prodotte con terre certificate, estratte arrecando il minor  danno possibile all’ambiente. La creatività dell’arte femminile per antonomasia, cioè il ricamo che l’Associazione Culturale “Il Legaccio” (www.facebook.com/a.legaccio) oggi trasforma in collane, bracciali ispirati al multiuso, riuso, affiancando impegno sociale.
Gli antichi saperi del Laboratorio Erboristico di Mario Caira (www.cairabiolab.com), il cui fondatore, per circostanze familiari drammatiche, venne in contatto con la conoscenza erboristica della tradizione monastica e oggi insieme al figlio porta avanti  il suo laboratorio erboristico, dove impiega molte erbe officinali spontanee. Storie lontane dalle strategie di marketing. Chi si innamora dello zafferano, come il titolare de I Tesori dei valloni Val Comino (www.itesorideivalloni.it), e vorrebbe colorare il mondo di questo meraviglioso e prezioso fiore. I frutti della terra più antichi come il vino eppure ancora da comprendere. I produttori di vino, i giovani fratelli della Masseria Barone (www.masseriabarone.com), Azienda Agricola Poggio alla Meta (www.poggioallameta.it) la prima azienda viticola italiana ad aver ottenuto, nel 2010, la certificazione di zero emissione.
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Il legame con la tradizione si trova nella riscoperta dei vitigni autoctoni spinti verso nuove letture come il Maturano Bianco barricato dell’Azienda Agricola Nardelli (www.vininardelli.com), nella denominazione, l’Azienda Agricola Casale Caira (www.vinicasalecaira.com) omaggia, tramite il vino, il curioso primato di questa terra di essere patria di molte modelle  per la pittura. Azienda Agricola Cominium (cantinacominium.com) include nella produzione confetture di vino bianco e rosso, olio evo e grappa. Azienda Agricola I Ciacca (www.sottolestellepicinisco.it) produce confetture, miele e olio, la produzione affianca l’altra attività, le gestione dell’albergo diffuso a Picinisco. Azienda Agricola Sarra Annarita impegnata, di Pescosolido (Fr) a produrre olio extravergine d’oliva di alta qualità biologico, da olive selezionate, utilizzando la spremitura a freddo. Cibo della cucina popolare quasi perduti tra gli scaffali del supermercato, la volontà della Società Cooperativa Supremo,  di Atina (Fr) nel far conoscere le produzioni locali come fagiolo cannellino di Atina, piccola produzione di un legume di ottimo  valore culinario, molto digeribile e carico di sali minerali.
Ancora frastornata da tanta vitalità che arrivo per il pranzo alla Caciosteria di Casa Lawrence nei paraggi di Picinisco (Azienda Agricola Pacitti www.casalawrence.it). Come primo assaggio, mi rubo, una pera tardiva caduta a terra, ormai caramellata dal sole, hanno fama di piacere tanto agli orsi, buon gustai. L’attività di ristorazione affianca quella di ricezione di Casa Lawrence,  il nome è un chiaro omaggio all’autore del “L’amante di Lady Chatterley”, che qui scrisse e ambientò “La Ragazza perduta”. Sarà l’alone letterario, ma le patate ripiene sono una buona ispirazione anglosassone. Le Jacket Potatoes di Val Cumino sono farcite di leccornie locali, come lo stufato di pecora o fagioli “bottoncino” e tarassaco, per  proseguire “Grazie al Cacio” per citate lo slogan della Caciosteria, sulla tavola è un’esaltazione di odori, sentori e parole, colpo finale il dolce, altra citazione UK, un cheese cake, con lo yogurt prodotto in azienda, e per proprio  rifinire i liquori come la Ratafià, a base di visciole e la conclusiva Genziana.
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Vale una sosta l’Azienda Agricola La Ferriera di Atina (www.laferriera.it). La cantina è situata dentro la vecchia ferriera, che fu costruita nel 1858 sotto i Borboni per estrarre il ferro delle miniere di Meta, risorsa a cui furono tanto interessati anche gli antichi Romani. L’azienda è l’erede della Cantina Vitocchi. Nel 1860  l’agronomo Pasquale Vitocchi impiantò per la prima volta vitigni francese, così ad Atina arrivò il Cabernet, Syrah, il Pinot,  nel 1867 l’innovativo agronomo al ritorno dall’Expo di Parigi iniziò ad applicare le metodologie di coltivazione osservate oltralpe, così Atina si avviò alla viticoltura moderna. Ormai i vitigni francesi sono perfettamente integrato nella tradizione locale, tanto da ottenere la doc. Sono lunghi i tempi per smaltire l’affollamento gustativo, ma non c’è tregua, già è ora della cena a Pescasseroli (Aq) al Duca degli Abruzzi  (www.ilducadegliabruzzi.it) è un esempio di equilibrio, di bontà e dedizione. Quella buona cucina casalinga con il tocco  della professionalità ed esperienza. La minestra di ceci è una dei miei piatti invernali preferiti per cui posso affermare che quella del Duca di Abruzzi è pregevole. Piccolo albergo con il vezzo del buon ristorante, a gestione familiare e cordialità, mamma Gabriella ai fornelli e la figlia Nunzia in sala.
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