I colori delle bancarelle sono una ricarica di energia: il rosso dei peperoncini, il verde delle zucchine, il giallo della curcuma e il viola della buccia dei frutti della passione. Il cibo a Mauritius passa anche come una gioia per gli occhi, oltre che per il palato.
La cucina mauriziana è lo specchio di un’isola che è un incontro di culture e etnie: tutte le influenze racchiuse in un solo piatto, in una ricetta, in uno stand al mercato di Port Louis
o sulle tavole. Il cibo a Mauritius è non è soltanto un patrimonio gastronomico, ma riflette
un’identità profonda e multiculturale tra Africa, India, Cina, Francia e Inghilterra.
Tutti i sapori del mondo si ritrovano nel cibo a Mauritius: spezie indiane, legumi tamil, metodi di cottura cinesi, salse ereditate dai francesi. Ma soprattutto cucinare è un atto
di condivisione, di ospitalità e tradizione.
In un’isola così varia, non può esistere una cucina tipica, ma tanti piatti da provare
e molti modi, dallo street food o la bancarella in spiaggia ai ristoranti stellati nelle
antiche case coloniali delle piantagioni di canna da zucchero, sospese tra museo e luogo
di ristoro.
Per capire la varietà del cibo a Mauritius un salto al mercato del Central Market di Port Louis, la capitale, è d’obbligo. Qui, in un’esplosione di colori e profumi, si trovano cumuli di spezie fresche, frutta tropicale, verdure locali e snack di strada appena fritti. È uno dei luoghi più fotografati dai viaggiatori, dove è possibile assaggiare un farata caldo o un dholl puri
condito al momento.
Anche il mercato di Mahébourg, sul versante sud-orientale dell’isola, rappresenta un punto d’incontro tra tradizione e modernità: pescatori, contadini e artigiani locali si danno appuntamento ogni settimana per vendere i loro prodotti, in un’atmosfera vivace e genuina.
Nel nord dell’isola, Grand Baie è invece il cuore pulsante della cucina contemporanea del cibo a Mauritius: ristoranti e bistrot propongono reinterpretazioni gourmet dei piatti della tradizione, mentre progetti di sostenibilità valorizzano la pesca locale e la filiera corta.
La cucina, per i mauriziani, è un vero e proprio atto sociale. Le ricorrenze religiose – come il Thaipoosam Cavadee o il Festival di Divali – diventano occasioni per preparare piatti speciali in grandi quantità da offrire alla comunità. Anche nelle cerimonie creole e nelle feste di villaggio, il cibo rappresenta un momento sacro di unione e celebrazione.
Molte ricette sono tramandate oralmente, custodite nelle famiglie come piccoli tesori. Non serve un libro per cucinare a Mauritius: bastano il ricordo, la pratica, la condivisione.
La nuova generazione di chef mauriziani sta riscrivendo le regole della gastronomia isolana. Nei ristoranti emergenti di Bel Ombre o nei resort eco-chic della costa orientale, il fusion food mauriziano prende forma attraverso piatti eleganti che uniscono il terroir locale a tecniche internazionali, senza mai perdere autenticità.
Alcuni prodotti si distinguono nel cibo di Mauritius. Oltre alla frutta tropicale e alle spezie, impossibile non imbattersi nel tè di Bois Chéri, nella vaniglia Bourbon e soprattutto nel rum. Tra distillerie artigianali e altre più commerciali, il liquore è presente ovunque e Mauritius ne è uno dei grandi esportatori, dopo quello dei Caraibi.
Al centro dell’isola dove si estendono le piantagioni di canna da zucchero, si possono anche visitare le distillerie. La più famosa di tutte è la Chamarel, che si trova vicino anche al parco della Terra dei Sette Colori e delle cascate. Nata nel 2008, la Rhumerie de Chamarel ci ha messo poco a diventare un faro nella produzione e nell’attrazione turistica, ma è anche una delle poche in attività che coltiva la propria canna da zucchero, accuratamente selezionata in esclusiva per i suoi rum. (www.rhumeriedechamarel.com).
Il liquore è davvero una parte integrante della produzione e del cibo a Mauritius e completa al meglio il viaggio dal piatto al palato del visitatore.
Info:
www.mymauritius.travel/it
https://mauritiusnow.com/
Foto di Sonia Anselmo, Mauritius Tourism Promotion Authority concesse dall’ufficio stampa della destinazione
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