Caffè turco, tra tradizione, convivialità e arti divinatorie

Un sorso di antica tradizione, convivialità, gusto. Il caffè turco è un mix di tutto questo, alla base della vita sociale e dell’atmosfera di un Paese.

Il viaggiatore poco preparato, come lo fu Mark Twain, rimane leggermente indispettito davanti al caffè turco, ma con un po’ di accorgimenti si può superare l’ostacolo e apprezzare profondamente la bevanda. Soprattutto a non masticare i fondi che rimangono nella tazzina: quelli, secondo la tradizione, servono ad altro, a leggere il futuro.

Ci si imbatte subito nel caffè turco, nei bazar, dove i venditori di dolciumi lo offrono ai loro più assidui clienti, sulle tavole apparecchiate, a fine pasto, nelle bancarelle trasformate in bar agli angoli delle strade. Un rituale che fa parte del quotidiano, perché quello che conta è l’ambiente e con chi sorseggiarlo. Insomma, un modo per stare in compagnia, una scusa buona per fermarsi un attimo e condividere una chiacchiera, un lokum o un sorriso.

Il caffè turco si prepara con chicchi macinati molto fini ed è denso, ma non forte, non un’impennata di caffeina. Per farlo alla perfezione servirebbe un cezve, un tipico bricco di rame e ottone con un lungo manico dove far bollire l’acqua. Lo zucchero, a piacere, va aggiunto subito, mescolando prima di accendere il fornello.

Una volta arrivato ad ebollizione, si toglie il cezve dal fuoco e si aggiunge un cucchiaino di caffè turco a persona e si ripone sul fuoco per altri pochi minuti. Una volta pronto, mescolarlo bene e inserire un cucchiaio di acqua fredda per accelerare il deposito di polvere di caffè sul fondo e versarlo poi in tazza senza filtrarlo.

Spesso il caffè turco, che si beve in tutto il Medio Oriente e in alcune zone dei Balcani, viene aromatizzato con spezie, in particolare cardamomo e cannella. Servito nei locali, viene accompagnato da un bicchiere d’acqua e soprattutto da un piccolo lokum, il tipico dolcetto di gelatina.

Chiamato turkish delight, soprattutto per il mercato internazionale, è tradizionalmente profumato alla rosa o con i pistacchi e si vende dovunque in confezioni e scatole tagliato a quadretti. Ma per apprezzarlo al meglio sarebbe necessario assaggiarlo nelle pasticcerie e al bazar di Istanbul dove viene proposto artigianalmente in lunghi rotoli da affettare al momento e in mille
gusti diversi, alcuni molto golosi, come con il cioccolato, le noci, o spolverati con i petali di fiori commestibili. Perfetto dopo il sapore amaro del caffè.

Proprio il fatto di dover decantare i fondi, senza inghiottirli, è uno dei segreti del caffè
turco, legati a doppio filo alla tradizione. I sedimenti assumono forme curiose e particolari che si prestano ad essere interpretati per anticipare il futuro.

La lettura dei fondi di caffè, la caffeomanzia, è un’antica pratica che viene insegnata da generazione in generazione nelle famiglie. Dopo aver bevuto il caffè turco, la tazzina viene rovesciata sul piattino e viene appoggiata sopra la mano, facendo ruotare il contenitore mentre ci si concentra su quello che si desidera scoprire e poi lasciandolo raffreddare.

Poi la tazzina viene ribaltata e inizia la lettura, interpretando i segni, le figure
e le tracce lasciate sul fondo, che rappresentano il futuro, mentre i residui colati sul piattino sarebbero il presente. È bene non muovere il piattino in quanto la posizione in cui le figure si presentano ha un aspetto fondamentale per la divinazione.

Di probabile origine della Mesopotamia, la lettura del caffè turco si è estesa insieme all’Impero Ottomano e oggi si è anche adeguata ai tempi: infatti in Turchia esistono alcune app apposite per interpretare i fondi.

La bevanda è anche un’espressione culturale e gastronomica molto amata. Per questo all’interno Museo delle Arti Turche ed Islamiche a Istanbul è stata dedicata al prezioso simbolo una piccola sala, un mini museo per il caffè con tanto di cucina per creare l’originale caffè turco a chiunque
lo desideri.

L’altro emblema similare in Turchia è il te, servito in bicchieri di vetro a forma di tulipano e preparato in una maniera speciale, con l’acqua bollente sopra l’infuso. Bere il te è una parte importante della giornata e costituisce una fonte più forte di caffeina rispetto al caffè turco.

Una zona senza te e caffè è inconcepibile in Turchia: per questo ogni angolo è ricco di locali dove assaggiare queste bevande con la calma necessaria, magari in una piazza, su una banchina di un porto o in un bazar.

Il te e il caffè turco sono ideali souvenir da portare a casa per i visitatori. Non solo la miscela per farli, ma anche il bricco per preparare, le tazzine e i bicchierini in vetro. Una volta a casa il caffè turco non perde la sua magia e il suo tocco unico.

Info www.turchia.it/

Foto Pixabay

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