Bordeaux, non solo vino

dolce

Vino rosso e ostriche. E non solo. Le tavole imbandite di Bordeaux e dell’Aquitania rispecchiano i prodotti locali. Basta un’occhiata intorno, ai vigneti che si perdono all’orizzonte, nel territorio e si comprende cosa si potrà  degustare. Ovviamente il vino: inevitabile associarlo alla città francese e alla sua campagna. Di ogni sfumatura di rosso, di enorme qualità, per ogni gusto e tasca. Intorno a Bordeaux ci sono centinaia di Chateau dove passeggiare tra le vigne e assaporare questo nettare.

Una gita a Saint Emilion, ad esempio, permette di entrare in contatto con la vite e i suoi frutti, con i vari tipi di vino, oltre che con la Storia e un borgo molto interessante. Ma anche in centro a Bordeaux si possono fare degustazioni pregiate. Ovunque ci sono cantine e wine bar, ma Max Gallery (14 Cours de l’Intendance, Bordeaux www.maxbordeaux.com), a due passi dal Teatro dell’Opera, offre un metodo sofisticato e moderno: con una tesserina prepagata, da acquistare in loco, si possono assaggiare molti tipi di eccellenze locali, basta appoggiare il bicchiere sotto l’erogatore e voilà il gioco è fatto. Si può persino pagare 35 euro per un sorso di esclusività e qualità. Un modo nuovo e divertente per provare, alternativo come è Bordeaux, che nel 2016 aprirà
un intero spazio sul fiume Garonna dedicato alla Città del Vino e a diciannove secoli di tradizione vinicola.

Ma non c’è solo quello a Bordeaux. I suoi ristoranti, alcuni dei quali di chef stellati,
sono un trionfo delle ghiottonerie tipiche come l’entrecote, anche se sui frutti di mare sembrano imbattibili. Arrivano in tavola alcune alzate cariche di lumache, granchi, scampi e quant’altro l’Oceano Atlantico, distante poche decine di chilometri, offre in tema di molluschi e crostacei. Sono le ostriche, però, le vere regine dei piatti: qui si possono mangiare anche a colazione, quando si vuole. Quelle freschissime si trovano al mercato dei Capucins, famosissimo
e frequentato dagli abitanti proprio per gli acquisti di pesce e dintorni.

Ovviamente non mancano i dolci, le pasticcerie sono un attentato ai golosi con le loro esposizioni di classici macaron, elaborati cioccolatini e soprattutto i canelés. Sono questi piccoli e tozzi cannoli, semplici ma ricchi di zucchero e con un tocco di rum, i simboli gastronomici di Bordeaux. Si trovano anche i macaron tipici di Saint Emilion: diversi da quelli modaioli e colorati, sono spartani biscotti di mandorle creati per la prima volta nel 1620 dalle suore che vivevano nei conventi sparsi per il borgo medievale, famoso per le chiese e i monasteri.

A Bordeaux c’è la cultura del “bon”, di tutto quello che è buono, gustoso e, perchè no, fa bene. Di solito a fine novembre si svolge un festival gastronomico, “Bordeaux So Good”, che coinvolge tutti i ristoranti, pub e locali della città con degustazioni in piazza, nei mercati e esposizioni a tema “cibo”. Spesso quello su cui punta Bordeaux è biologico.
Come il mercato sul lungofiume che si tiene due volte alla settimana e che è sempre pieno di gente: in bella mostra verdura, dalle zucche ai carciofi e ai cavoli, formaggi, carne, pesce, vino, spezie, pane e persino patate arrosto già  pronte.

Ma il biologico ha il suo tempio in Darwin (8, quai des Queyries, Bordeaux, magasingeneral.camp, www.darwin-ecosysteme.fr ). Uno spazio davvero alternativo, voluto da due imprenditori locali che hanno riportato in vita un enorme zona in riva al fiume, un tempo caserma e deposito militare, abbandonata: oggi è l’antitesi di quello che c’era prima, si parla di pace e non di guerra, in tutti gli angoli della vasta superficie. Dedicato a Darwin per la teoria dell’evoluzione, anche qui lo spazio si è trasformato: soprattutto in un centro d’unione e intrattenimento, con lati per lo skate e lo sport, per le mostre di artisti internazionali che possono creare graffiti a secondo dell’ispirazione, mercatini natalizi, feste e serate di musica, discoteca a cielo aperto, angoli per i bambini, mini casette per chi decide di passare un po’ di tempo qui, ma anche un piano dato in affitto a uffici open space di associazioni non di lucro o start up che rispettino l’ambiente. Tutto arredato con legno riciclato e mobili di seconda mano, restaurati.

Il cuore palpitante, che ospita anche duemila avventori al giorno, tra pranzi, cene e solamente pausa caffè, è il ristorante, il più grande biologico di Francia. Alcuni prodotti a chilometro zero, birra prodotta in proprio, ma anche il meglio del bio sul mercato e in vendita anche al piccolo supermercato annesso:da assaggiare la pizza, cucinata da un chef italiano. Un luogo rilassante e piacevole, oltre che capace di fare un menù da leccarsi i baffi, dove gira indisturbato Darwin, il gatto mascotte del luogo. Facile imbattersi nel micio che attende che si aprano le porte scorrevoli o mentre dorme sugli scaffali mentre i bambini giocano davanti a lui.
Un’immagine pacifica e alternativa della Bordeaux gastronomica.

Foto Sonia Anselmo, Office de Tourisme De Bordeaux, Vincent Bengold,
Info: www.bordeaux-tourisme.com
In collaborazione con www.tourisme-aquitaine.fr, www.france.fr, www.airfrance.it

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