via Margutta, la strada degli artisti con il nuovo Maison Roma

Il gelsomino in fiore inonda di profumo via Margutta, scendendo come una cascata verde dall’alto proprio vicino all’ingresso del nuovo Maison Roma Piazza di Spagna, l’hotel della catena Una Esperienze da poco aperto nel centro di Roma.

L’albergo si cala perfettamente nell’atmosfera di via Margutta, un’oasi di pace nel caos cittadino, a due passi dalla scalinata di Trinità dei Monti e dal via vai di abitanti e soprattutto turisti, nel rione Campo Marzio, a metà tra piazza di Spagna e piazza del Popolo.

Appena si gira l’angolo di via del Babuino per andare nella parallela via Margutta si entra in un mondo a parte, rilassato, verde, dove il tempo sembra fermarsi nella pace e lasciare spazio alla meditazione. Non a caso, sin dal Medioevo questa è la strada degli artisti di Roma, qui si trovano
botteghe artigiane, gallerie d’arte, atelier e laboratori, qui vissero Artemisia Gentileschi, Picasso, Federico Fellini, tra gli altri.

Una piccola strada dalla grande tradizione, con i rampicanti che scendono dai muri dei palazzi storici, i cortili ben nascosti, come quello dove fu girato “Vacanze Romane” con Gregory Peck e Audrey Hepburn, la fontana degli artisti, con i mascheroni teatrali e gli strumenti del mestiere, realizzata negli anni Venti del Novecento, un editto del 1740 circa affisso con la richiesta
di tenere pulite le strade.

In questa realtà è perfetto il nuovo Maison Roma Piazza di Spagna, che già nel nome vuole rievocare l’ospitalità, il far sentire a casa il visitatore che sceglie una delle 46 camere, divise in varie tipologie, Superior, Deluxe, Premium e Suite.

L’hotel 4 stelle, il terzo della catena italiana nella capitale, tutti in location ottime ( UNAHOTELS Decò Roma in un palazzo liberty vicino alla stazione Termini, UNAWAY Empire Hotel Roma nei pressi di via Veneto, e UNAHOTELS Trastevere Roma, con la sua terrazza panoramica), si trova al civico 56 di via Margutta, dove un tempo c’era l’Art Hotel.

Interamente rinnovato, su sei piani, è una sapiente unione di elementi moderni e di design con quelli storici e antichi del palazzo, un ex collegio religioso per i figli degli ufficiali francesi a Roma nell’Ottocento.

Proprio le stanze degli allievi e degli insegnanti sono state trasformate nelle camere del Maison Roma, rifatte adeguandosi al comfort attuale e a un’eleganza sobria, con dettagli come Smart-TV, minibar e Wi-Fi di ultima generazione, mentre i bagni presentano la linea amenities di UNA Fragranza, firma esclusiva degli hotel di catena che avvolge gli ospiti con note delicate e raffinate.

L’impatto immediato è con la hall, la vecchia cappella del collegio, dove ancora resistono elementi, come il soffitto e il pavimento, originari insieme a specchi, marmi policromi, ottone e ceramiche colorate. Dove un tempo c’era l’altare, si trova il bar Margutta, dove viene servita la colazione tutta fatta in casa e snack durante il giorno, oltre ad apertivi e cocktail.

Il punto di forza della Maison Roma, come dice la giovane direttrice Francesca Fiumanò, è la ricerca della qualità assoluta in tutto quello che viene proposto al cliente, dal cibo alla disponibilità dello staff, oltre alla location.

Non solo, essendo parte di Una Esperienze, l’hotel di via Margutta offre una serie di proposte per cimentarsi in molte attività, principalmente legate all’arte, trovandosi in una strada così speciale.

Una di queste esperienze da provare è quella di pittura e doratura, insieme all’associazione
Botteghiamo, un progetto nato per volere di Simona Basili per stimolare l’interazione e i processi culturali nel territorio, tramite realizzazione di tour, eventi, percorsi inediti a base d’arte e con la certosina mappatura delle botteghe artigianali ancora presenti nel centro di Roma.

Per la collaborazione con Maison Roma, Botteghiamo si avvale di Bollicine d’arte, ovvero Michela Piovano, doratrice proveniente da una storica famiglia artigiana, e Veronica Colantonio, pittrice, per una divertente sessione che aiuta a far venire fuori l’artista che è in ognuno di noi dipingendo a modo proprio un esempio di quadro e poi decorandolo con la foglia d’oro. La lezione viene anche proposta in combinata con una degustazione di vini.

Un’altra esperienza da fare con Botteghiamo e Maison Roma è la visita guidata alle botteghe di via Margutta. Ormai quelle storiche sono rimaste poche, a causa di burocrazie e mancanza di tutela da
parte delle istituzioni, ma qui si può dare un’occhiata a laboratori di incisione di marmo o di doratura, negozi con alle spalle cinque generazioni familiari, gallerie d’arte, come la Galleria Vittoria, aperta nel 1955, della signora Tiziana Todi, una fonte di aneddoti legati alla strada.

Come quello che racconta su Afro Basaldella che si ritrovò lo studio affittato dal fratello a un collega squattrinato, Alberto Burri. Oppure di quando Mastroianni si fermava per dire: “potete avvertire Federico che Marcello è passato?”. Federico ovviamente era Fellini che abitava proprio al portone accanto alla galleria, dove oggi c’è un’insegna in marmo che ricorda anche la moglie Giulietta Masina.

Facile respirare arte a via Margutta. E’ ovunque, nelle insegne che ricordano che nell’ottocentesco palazzo Patrizi Naro c’era lo studio di Novella Parigini e che Pablo Picasso affittò uno spazio nel 1917: si narra che il pittore sporgeva da una finestra con un cestino per farselo riempiere di cibo per il pranzo, in modo da non distrarsi e abbandonare il lavoro. Qui dipinse due capolavori:
“L’Italiana” e “l’Arlecchino e donna con collana”.

A via Margutta l’arte è persino nella piccola effige della Madonna in un angolo quasi coperto
delle foglie d’edera, come tante locandine votive di Roma. Sotto l’icona venivano a pregare gli studenti e i modelli sperando di essere ingaggiati per un lavoro.

Via Margutta è sempre stata un’oasi diversa dal resto cittadino. Nel Medioevo, dove c’erano orti e vigne, uno sconosciuto artista aprì una bottega per realizzare ritratti creando una tradizione secolare arrivata sino a noi. A inizio Seicento Orazio Gentileschi aprì il suo atelier, dove passò pure Caravaggio e dove venne allevata la figlia, Artemisia.

In seguito arrivano artisti di ogni genere, ci abitarono attori come Anna Magnani, ci furono laboratori di fotografi di moda, divenne set cinematografico, dal 1953 ospita “100 pittori”, una mostra che trasforma la strada in una galleria a cielo aperto. Lo stesso cielo che Luca Barbarossa racconta in una celebre canzone, “via Margutta”, appunto.

La Montmartre romana, con “scale, scalette, corridoi che si aprivano fra gli orti, poi altre scale e scalette, un paesaggio verticale sommerso nel verde, fino sotto il viale di Trinità dei Monti”, come diceva Fellini. In questo modo, con il nuovo hotel Maison Roma, via Margutta resta un angolo semi nascosto del centro affollato, dove respirare pace e arte.

Info:
https://www.gruppouna.it/esperienze/maison-roma-piazza-di-spagna
www.botteghiamo.it
https://turismoroma.it/

Fot:o Sonia Anselmo e Gruppo UNAHOTELS, che si ringrazia per la concessione delle foto a corredo
dell’articolo
In collaborazione con Gruppo UNAHOTELS

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