Un tour tra le gang più cattive di Los Angeles

Promotore dell’iniziativa è un ex membro di una gang, il quarantacinquenne Alfred Lomas. Il costo della gita è di soli 65 dollari americani pranzo incluso. Tuttavia il turista che decide di partecipare deve firmare un documento che solleva l’organizzazione da ogni responsabilità. Nel foglio si legge che il visitatore “accetta di partecipare di sua spontanea volontà ben sapendo che l’attività proposta è estremamente pericolosa e potrebbe essere mortale”. L’iniziativa ha preso vita il 16 gennaio scorso e in meno di quattro ore il primo pullmann era già sold out. Sul sito ufficiale la prima data disponibile nel 2010 è il 5 settembre prossimo. Un vero successo che attira visitatori non solo dagli Stati Uniti, ma anche dall’Europa. Il tour prevede 12 fermate in alcuni dei punti chiave per la storia del crimine di strada.
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Il primo stop è al Los Angeles County Jail, la prigione più grande del mondo, non solo perché al momento, secondo dati ufficiali, ospita oltre 20.000 detenuti, ma anche perché dietro quelle sbarre ci sono passati artisti e attori famosi da Paris Hilton a O.J. Simpson fino all’ormai redento Robert Downey Jr, protagonista tra gli altri di Iron Man e Sherlock Holmes. Si prosegue passando per il River Bed, fino al Metropolitan Center gestito dalla Federal Bureau of Prisons, che ospitava il famigerato Al Capone. Il tour prosegue passando per luoghi in cui il sangue sembra ancora macchiare l’asfalto, come nel The Symbionese liberation army shoot out una delle battaglie di strada più crude della storia americana dove rimasero uccise sei persone sotto un fuoco di oltre 10.000 proiettili. E poi ancora prigioni come il Firestone Sheriff Station, centro di comando per la Guardia Nazionale durante i tumulti Watts e la Hall Of Justice Jail, costruita nel 1925, che ha ospitato alcuni dei più noti gangster americani: dal criminale Bugsy Siegel, a Mickey Cohen, braccio destro dello stesso Capone, fino al serial killer Charles Manson. Si prosegue con una visita al Pico Union Graff Lab in cui è possibile ammirare tutti i tipi di graffiti e murales realizzati dagli artisti. Prima di concludere con l’arrivo alla Watts Arts Gallery, c’è spazio per fermarsi al Birthplace to Crips Gang il luogo di nascita della Crips Gang appunto, una delle storiche bande di LA.

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Qui è possibile parlare con i membri della gang e sentire le loro storie: cosa hanno fatto e come sono usciti dalla spirale del crimine dedicando successivamente la propria vita per porre fine alla violenza e cercando di costruire per i figli un domani migliore. Lo scopo del LA Gang Tours non è solo quello di portare i clienti nel cuore del crimine, è piuttosto un modo per creare posti di lavoro per gli abitanti di South Central troppo spesso dimenticati dalle autorità impegnate nei tappeti rossi dei lustrini holliwoodiani. L’iniziativa ha diviso politici e abitanti ma alla fine Lomas in una cosa ha avuto successo: fermare temporaneamente le sparatorie e le vendette. Già perché ha ottenuto dai capi delle gang una sorta di cessate il fuoco. Un accordo che permetterà ai giovani e ai bambini un passaggio sicuro e forse un nuovo modo di concepire la vita oltre la gang. E chi non si ritenesse soddisfatto del tour può sempre comprarsi la maglietta in vendita sull’autobus con la scritta I Got Shot in South Central (Sono stato assalito a Los Angeles).
Skid Row
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 Skid Row è un altro quartiere di LA in cui vivono oltre 8000 senzatetto (secondo le stime ufficiali). Un quartiere ad alto rischio ed un tema scottante per il Governo della California. Il foreporter Giammario Villa, che vive negli Stati Uniti da ormai 8 anni, ha realizzato una serie di foto ad alto impatto emotivo ed ha concesso al nostro giornale la pubblicazione. Siamo quindi orgogliosi di mostravi queste immagini: un collage di scatti commentati da una suggestiva colonna sonora.
GIAMMARIO VILLA. Diritti Riservati. E vietata la riproduzione parziale o totale senza l’autorizzazione dell’autore.  

Curiosità
Ideato e prodotto da Shawn Ryan, The Shield è una delle serie televisive più viste d’America. Interamente girato nei quartieri di Los Angeles, il telefilm si muove sullo sfondo delle gang che lottano per il territorio. E il produttore si è ispirato proprio a loro anche se nella fiction i nomi delle bande sono di fantasia. I luoghi invece, a parte Farmington (ispirato al quartiere Fullerton) sono reali. Anche se in Italia non ha raggiunto le vette di ascolto del più noto House MD, The Shield resta una delle serie più belle e più crude mai prodotte. Negli Stati Uniti ha sbancato gli indici di ascolto e vinto numerosi premi, tra cui Golden Globe ed Emmy Awards. I toni cupi e violenti caratterizzano tutte le sette stagioni in cui si muovono i personaggi di un distretto di polizia. Agenti e detective corrotti che scendono spesso a patti con spacciatori per il proprio tornaconto personale, che rubano, uccidono e organizzano rapine. Protagonista, insieme ai membri di una squadra denominata Strike Team, è Vic Mackey (Michael Chiklis), un detective con tendenze criminali che, nonostante le combini di tutti i colori e anche di più, resta una sorta di icona, un leader nato e un antieroe amato dal pubblico. Così grazie al genio di Shawn Ryan e Scott Brazil il genere poliziesco in tv è cambiato per sempre. The Shield segna il confine definitivo non solo nei modi e nella regia (scene rapidissime e girate spesso in presa diretta con macchina a spalla in modo che lo spettatore sia sempre dentro al fianco dei personaggi), ma distrugge il mito del poliziotto buono e lascia spazio al cattivo al corrotto e al maledetto.

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