TourismA, come raccontare l’archeologia

firenze

A Firenze dal 19 al 21 febbraio TourismA 2016 ha accolto i viaggiatori del tempo, ha dato parola agli investigatori della memoria, ha divertito con appassionati suggestioni, ha fatto riflettere e commosso sulle amare vicende umane. La manifestazione, dedicata all’archeologia e alle sue implicazioni culturali ed economiche, organizzata da Archeologia Viva (Giunti Editore) e FirenzeFiera, ha srotolato un incredibile serie di incontri, tutti con un comune denominatore: niente è più attuale dell’archeologia.

Difficile fare un riepilogo di tutto quello che è accaduto, ben 250 sono stati gli oratori che si sono susseguiti tra 5 sale e un auditorium, gli argomenti hanno attraversato vari ambiti la storia, l’arte, il turismo, la professionalità dell’archeologo e la sua evoluzione.
Due sono state le tematiche ricorrenti, il nomadismo umano e l’incontro/scontro tra culture, poste come sfondo di uno scenario in cui si proiettavano le tragedie dei nostri giorni.

Ormai è dato scientifico comprovato, la razza umana è, per sua natura, alla ricerca costante di condizioni migliori di vita. Mario Tozzi ha argomentato come i flussi migratori incrementino dopo il manifestarsi di eventi naturali che abbiano determinato un peggiore climatico in un’area del pianeta. L’uomo migrante nei suoi spostamenti porta il bagaglio delle conoscenze, piante, cultura. I manufatti testimoniano come in tempi arcaici esistesse scambio e interazione tra le popolazioni. Quelle tecnologie, che vediamo nei serial polizieschi utilizzate per catturare perfidi assassini, nell’indagine archeologica vengono sfruttate per estrarre informazioni e scrivere o riscrivere la nostra storia, troppo spesso narrata come scontri più che incontri tra uomini.

Il momento emotivamente più denso della manifestazione è stato la testimonianza del Professore Paolo Matthiae, scopritore di Ebla, che ha documentato con le immagini, soprattutto con la voce e le sue parole, che trasmettono ben più dell’impatto visivo, le distruzioni effettuate da terroristi. Paolo Matthiae ha riversato sul pubblico un amore immenso e rispettoso per una civiltà offesa, un cordoglio e stima infinita per Khaled Al-Asaad, l’archeologo ucciso dall’Isis, che ha protetto Palmira, a costo della sua vita. Le perdite di opere d’arte non riguarda una nazione ma coinvolge tutta l’umanità, perché fanno parte della Storia condivisa, questo il messaggio della sua esperienza. Matthiae ha concluso facendo sua una riflessione di un intellettuale medio orientale, l’invito a comprendere le radici storiche del terrorismo.
Infine, il documentario di Alberto Castellani colma l’auditorium di immagini Khaled Al-Assad nella sua Palmira.

L’arte e le rappresentazioni culturali, che sia un libro o un luogo di culto, sono sempre state oggetto di distruzione. L’iconoclastia ai danni del nemico sconfitto è l’affermazione della vittoria stessa è praticata costantemente dall’uomo. Il giornalista Viviano Domenici nel suo intervento ha illustrato molti esempi di questo accanimento. Il passo da fare è diffondere la consapevolezza che la cultura, la storia sono espressioni di un’unica razza umana.

La continuità storica del territorio italiano ci lascia l’impressione che tutto sia conosciuto, svelato, assolutamente no, ci sono pagine nuove da scrivere o da reinterpretare.
La lupa, Romolo e Remo quanto parte del mito ci serve per ricostruire la verità storica? La lectio magistralis del Professore Andrea Carandini sull’origine di Roma è stata appassionate e ricca di informazioni chiare, anche se continuerò a non ricordare l’ordine e il nome esatto dei sette re.

Anche l’affollatissimo intervento di Alberto Angela ha contribuito a rileggere il consueto da una nuova prospettiva, vedere San Pietro dal basso, dalle grotte vaticane. Un labirinto si dipana proprio sotto il pavimento della basilica narrato con toni vivaci e accattivanti da
Angela che ha portato l’attenzione anche su curiosi particolari della cattedrale che sfuggono nella sua vastità e imponenza. Pubblico attento, composto in maggioranza da giovani, molti dei quali, con un suo libro in mano, hanno atteso pazientemente in fila per l’autografo.

Dal buio del Medioevo emergono in semi dell’Europa, in questo i Longobardi, svolsero un ruolo importante tra il declino romano e l’era carolingia. Il sito seriale longobardo, composto di ben sette luoghi dal nord al sud d’Italia, che furono centri di potere sono entrati nel patrimonio dell’umanità, riconosciuto dall’UNESCO. Il fare rete, la capacità di collaborare per lasciare emerge le singolarità è stata la chiave che ha permesso all’Associazione Italia Langobardorum di portare il sito al riconoscimento Unesco.

La divulgazione scientifica ha un ruolo importante, molti gli incontri dedicati agli addetti ai lavori sul tema come raccontare l’archeologia per il grande pubblico. TourismA per specialisti, appassionati e curiosi, ognuno ha trovato proposte adatte, tra gli argomenti trattati, gli stand di tour operator specializzati al turismo archeologico, università, enti, associazioni, musei, angolo libri, laboratorio di tessitura, scrittura geroglifica e archeologia sperimentale.
Per sottolineare l’importanza della comunicazione oltre i confini degli addetti ai lavori, la Società degli Archeologi Medievisti Italiani ha premiato il regista Pupi Avati “per l’opera di divulgazione della storia e della società del Medioevo”.

Un personaggio letterario ci lascia entrare in un mondo comunque di suggestioni, allora le Donne di Ulisse, Penelope, Circe o Nausicaa non sono meno reali di Agrippina? Lorenzo Braccesi e Valerio Massimo Manfredi sono stati i biografi di icone femminili, introdotte alla platea come dive del tempo.

Chi pensi che il turismo culturale sia solo guardare rovine e immaginare antiche avventure, stia lontano dai racconti di Luca Lupi e le sue esperienze in Dancalia (Etiopia), tra la geologia e la sfida, storia dell’uomo e della Terra.

Il Salone Internazionale dell’Archeologia è stato un affascinante viaggio con destinazione il nostro oggi, leggere il passato, ma non per preservarlo in teche asettiche ma come trama delle vicende odierne. Queste è lo spirito di TourismA. Tutti gli studiosi, impegnati in questo campo, posso trasformarsi negli inviati molto speciali dal fronte caldo della Storia di tutte le storie, la narrazione e la didattica sono le modalità che permettono di avvicinarsi del grande pubblico, i musei si stanno muovendo costantemente in questa direzione.

Testo e foto di Maria Luisa Bruschetini

Info www.tourisma.it

0 Condivisioni

Lascia un messaggio