Strawberry Field e la memoria di Lennon

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L’area, la cui forma ricorda quella di una lacrima, vede il suo fulcro nel mosaico circolare in bianco e nero donato dalla città di Napoli al cui interno c’è la parola “Imagine”, unico riferimento all’artista. Attorno al mosaico, riparate dall’ombra degli olmi americani, diverse panchine e l’elenco delle città che hanno nominato Strawberry Field come giardino della pace. Un giardino molto affollato, a giudicare dal fatto che ogni giorno vengono posati fiori e accese candele attorno al mosaico. I fan si radunano specialmente nell’anniversario della nascita e della morte di Lennon, ma dopo l’11 settembre è nata la nuova tradizione di posare candele a ricordo dei caduti nell’attentato e nelle guerre. Il giardino è un’area verde in cui non è possibile correre, giocare a palla o svolgere altri sport, in cui è vietato l’ingresso ai cani e in cui, paradossalmente, non si possono suonare strumenti musicali. I padroni assoluti dell’area sono gli alberi, a partire dai tre grandi olmi americani che ne decretano l’ingresso, fino ad arrivare a cipressi calvi, una grande magnolia rosa e diverse piante di rose rampicanti. Al di fuori dei cancelli del parco c’è il Dakota, il palazzo dove Lennon abitò prima di morire e dove si svolse il famoso Bed In di protesta. Il palazzo nacque per volontà del presidente delle industrie di macchine da cucire Singer, Edward Clark. Il nome deriva dal fatto che nel 1880 la zona era talmente lontana dal centro che I detrattori dissero subito che il palazzo sembrava costruito nel Dakota. In realtà la posizione si rivelò ben presto strategica e gli appartamenti diventarono ambitissimi, specialmente per I più benestanti. Il palazzo ha visto anche tra le sue mura le viste di molti artisti, come Rudolph Nureyev e Judy Garland, ed è meta di pellegrinaggio anche per I fans del cinema horror, perchè I suoi esterni sono quelli di “Rosemary’s Baby”.

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Si ringrazia www.nycfoto.com  e www.centralparknyc.org per la gentile concessione delle foto.

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