Skull 5, il primo europeo era in Georgia

skull

Veniamo tutti dalla Georgia, da questo Paese sospeso tra Europa e Asia, ancora poco conosciuto ma in crescita di popolarità. Eppure come razza umana le siamo debitori. Qui è stato ritrovato “Skull 5”, un teschio di ominide che sta rivoluzionando la scienza.

Lui, questo antenato dell’uomo, non avrebbe potuto certo saperlo, ma oggi è diventato una star internazionale. E’ arrivato persino a Roma dove, lo scorso inizio marzo, è stato presentato con grandi onori alla stampa e al popolo. Il suo “papà“, o meglio l’archeologo georgiano David Lordkinpanidze, che ha fatto questa interessante scoperta, ha spiegato in un affollato
convegno le nuove teorie. “A Dmanisi, in Georgia – ha raccontato l’illustre professore- abbiamo scoperto scheletri umani risalenti a 1,8 milioni di anni fa, ciò significa che il genere umano ha lasciato l’Africa quasi 1 milione di anni prima di quanto pensassimo e questo ha destato enorme sorpresa tra gli scienziati; stiamo cambiando la visione sull’evoluzione del nostro genere: gli uomini erano molto più primitivi quando hanno cominciato a colonizzare il mondo e possiamo
dire che in diverse parti del pianeta esistessero generi umani differenti ma con molte caratteristiche simili. 

Skull 5 è stato trovato insieme ad altri quattro teschi a Dmanisi, una cittadina nella regione di Kvemo Kartli, a un centinaio di chilometri dalla capitale Tbilisi, dove si stanno facendo svariati scavi archeologici. E’ un cranio completo dell’homo erectus e risale a 1,8 milioni di anni fa: testimonia la migrazione dei primi ominidi fuori dall’Africa e la loro diffusione nella zona dell’attuale Georgia, in un’anticipo di Europa. Skull e i suoi amici avrebbero preceduto l’Homo Sapiens e rappresenterebbero un’unica specie, quella umana, mandando in tilt la teoria evoluzionistica di Darwin.
Gli studiosi sono ancora al lavoro e alla conferenza romana GeorgiaOne, organizzata dall’associazione Scudo di San Giorgio, si è scatenata la discussione dei grandi esperti con la capacità di coinvolgere il pubblico, nonostante l’argomento scientifico.
La star, appunto, è stata Skull 5, il primo europeo, mostrato in tutta la sua importanza e mistero ancora da svelare completamente.

Una cosa è certa, il teschio si è fatto portavoce di portare all’attenzione anche la sua terra, la Georgia. La conferenza e i suoi illustri partecipanti, infatti, hanno provocato molta curiosità verso questo Paese.
Ponte strategico tra l’Europa e l’Asia, dopo la fase di declino seguita all’indipendenza dal regime sovietico e al confronto militare con la Russia nel 2008,
oggi la Georgia vive una fase di vero e proprio boom turistico con una notevole crescita di presenze di visitatori nelle antiche città di Tbilisi, Kutaisi, Telavi e Batumi con le sue splendide spiagge ma anche nelle aree montuose del Caucaso. La buona stabilità politica raggiunta, insieme al favorevole regime fiscale, ai costi competitivi, ai dazi limitati e al basso livello di corruzione, portano in Georgia numerosi investitori da tutto il mondo, che qui avviano imprese in
diversi settori, dal finanziario al manifatturiero. Infine, il porto di Anaklia, un esempio dello slancio e dell’apertura verso l’Europa e il mondo, diventato un punto focale per 40 miliardi di dollari di investimenti da parte della Cina, ripristinando la storica Via della Seta in tutta la sua potenzialità e permettendo a beni e merci cinesi di viaggiare attraverso la più breve via geografica. A questo si deve aggiungere la popolarità di Dmanisi come sito archeologico e soprattutto come “casa” dei primi europei. Tutto grazie a Skull 5, il primo europeo.


info www.scudosangiorgio.com

Foto di Francesca Fago e Ambasciata Georgia in Italia

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