Plaza de Espana a Siviglia, set ideale

scorcio

Lo spazio enorme e semicircolare, i colori delle piastrelle, l’acqua del canale, i palazzi elaborati. E’ una scenografia ideale, una piccola Venezia in terra spagnola, illuminata dal sole dell’Andalusia e dai fiori dai mille colori. Plaza de Espana è quel che resta dell’Expo Iberoamericana del 1929 a Siviglia: un incanto dove rilassarsi, passeggiare e fare fotografie. Un set vero e proprio.

Tanto è vero che è stata usata innumerevoli volte come sfondo per film, spot tv o servizi fotografici: è facile imbattersi in uno di essi, magari con la modella che aspetta il posizionamento delle luci su una delle panchine e con la truccatrice pronta a rinfrescarle il viso. Ma la piazza è entrata di diritto nell’immaginario per Guerre Stellari: vale la pena ricordare, ora che il settimo capitolo è nei cinema, che il semicerchio sivigliano è stato lo scenario di “Star Wars II Attacco dei Cloni”. In una scena della sagra cult si vedono Anakin Skywalker e Padmé Amidala passeggiare sotto i portici, in compagnia di R2-D2, che fu
aggiunto digitalmente: la piazza rappresenta nel film la città di Theed nel pianeta Naboo e il palazzo sullo sfondo è quello della regina. Centinaia di fan assistettero alle riprese di George Lucas e spesso vengono qui per rammentare la scena.

Non solo, Plaza de Espana è apparsa anche in Lawrence d’Arabia, in altri film meno famosi, in diversi videoclip, spot e servizi di moda.
Immersa nel parco Maria Luisa, è sicuramente la piazza più suggestiva della già splendida Siviglia: larga 200 metri, ha la forma di un ferro di cavallo rivolto verso il Guadalquivir e rappresenta l’abbraccio della Spagna alle sue colonie, con il fiume che indica la via per l’America.

Del resto, tutta la costruzione, ideata dall’architetto Annibale Gonzàles, anche direttore di
quell’Expo,è piena di simbolismi. Si può andare a scoprirli girando tutto intorno alla piazza, affollata purtroppo anche di venditori di ventagli e souvenir. A prima vista la piazza può sembrare un incrocio tra una Venezia in miniatura e una reggia, con il palazzo di ispirazione neo rinascimentale, la fontana al centro, le due torri all’italiana che danno accesso a gallerie dominate da rivestimenti murali con azulejos e al canale che la divide.

E qui c’è il primo simbolo che si incontra: i quattro ponti pedonali che attraversano il piccolo canale navigabile con barchette si identificano con i quattro regni di Spagna, Leòn-Castiglia, Aragona, Granada e Navarra. Passando i ponti e scattando le dovute fotografie, si arrivano ai
portici del palazzo che circondano l’intera piazza. Le panchine affacciate sulla piazza, quasi delle nicchie colorate, sono decorate con maioliche e ognuna di essa rappresenta una delle 50 province spagnole, con gli stessi relativi, mentre nella parte alta di questi angoli suggestivi ci sono i mosaici che illustrano i principali eventi storici.

Plaza de Espana è la costruzione più imponente e stravagante di quelle fatte per l’Expo del 1929: lo spazio per crearla fu trovato all’interno del parco ricavato dai giardini del Palazzo di San Telmo, ex residenza ducale trasformata nel Seicento in scuola navale per istruire i naviganti del Nuovo Mondo e oggi destinata all’Assemblea d’Andalusia.

Il grande parco di Maria Luisa, attraversato dall’Avenida Isabela la Catòlica, con le carrozze che attendono i visitatori per portarli in giro tra i sentieri, è un magnifico luogo di relax. A sud della vecchia settecentesca fabbrica di tabacco, che ispirò Bizet per la “Carmen”, fu lasciato in eredità  a Siviglia da Maria Luisa d’Orlèans e fu profondamente trasformato per l’Expo che
si svolgeva qui, a poca distanza dal centro della città. Oltre a Plaza de Espana, furono realizzati Plaza de América, un’ellisse con tre edifici che coniugano i diversi stili sivigliani, oggi destinati al Museo di Arti Popolari e al Museo Archeologico, e una fontana bordata di palme, alcuni sontuosi palazzi con tegole e cancelli in ferro battuto che ospitarono i vari
padiglioni dei Paesi Sudamericani e che ora sono dell’Università, il Casino de la Esposiciòn, il padiglione di Siviglia che funziona tuttora come casinò, teatro, sale per mostre e concerti. E poi vasche, fontane, sentieri ombreggiati, aranceti, sculture, prati erbosi: l’ideale per rifugiarsi nelle spesso calde giornate di Siviglia, prima di ammirare la maestosità e unicità  di Plaza de Espana, il cuore pulsante del parco.

Foto di Sonia Anselmo
Info: www.spain.info
www.sevillaonline.es

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