Occhio turco e greco, amuleto tradizionale portafortuna

Appesi ai rami spogli come fossero coriandoli azzurri che si muovono nel vento, o legati accanto alle porte, oppure minuscoli ciondoli usati per qualsiasi cosa, collane, bracciali, orecchini, portachiavi. L’occhio turco o greco è un potente talismano che affonda le radici nella tradizione e in epoca moderna diventa un perfetto souvenir per ricordare un viaggio.

Conosciuto in tutto il mondo, l’occhio turco è detto anche Nazar Bonjuk o occhio di Allah, comunque sia è amuleto benaugurante, che protegge il destinatario del dono (non va mai acquistato per sé, ma solo regalato, altrimenti perde efficacia) dalla cattiva sorte e dal malocchio.

Per tradizione nei Paesi affacciati Mar Egeo, dove è molto popolare, il talismano viene subito
fatto indossare ai neonati con una spilla da balia, per difenderli e come augurio di buona vita.
Tutto per via di una antica leggenda, che spiega anche la forma simbolica dell’amuleto.

Gli occhi sono lo specchio dell’anima vera e lo sguardo rappresenta il modo più diretto
con cui comunichiamo i pensieri, anche quelli più reconditi. Da qui, nasce la convinzione
che i complimenti contengano tutti una piccola dose di invidia, anche inconsapevole, e si esprime soprattutto verso qualcosa di nuovo.

Per i turchi è soprattutto legata alla nascita di un bambino. Si narra che una donna avesse partorito un bambino bellissimo dalle guance paffute e chiunque vedesse quel neonato si complimentasse con lei per l’ottima salute del piccolo. Dopo un paio di settimane, il bimbo si ammalò.

Da allora, in ricordo di questo mito, ai neonati viene immediatamente donato un braccialetto
o un ciondolo così vengono allontanati i cattivi auspici.

L’occhio turco o greco è riconoscibile anche per il colore azzurro/blu dal forte valore simbolico: infatti un tempo si pensava che chi nascesse in quelle terre, abitate da popoli di sfumature cromatiche più scure, con gli occhi chiari fosse portatore di sfortuna, così l’azzurro dell’amuleto serve ad esorcizzare le energie negative.

Anche se viene chiamato occhio di Allah in alcune regioni, non ha niente a che fare con la
religione. Anzi, la sua nascita è legata ad un’altra leggenda turca.

Si racconta con cento uomini cercassero di spostare un enorme masso dalla riva del mare
che occultava il passaggio. Ricorsero a molti stratagemmi per toglierla di mezzo, compresa
la dinamite, ma la roccia rimase intatta. Alla fine si rivolsero a un uomo famoso per essere capace di scacciare il malocchio: a questi bastò guardare il sasso per frantumarlo in mille pezzi
davanti a tutti. Da lì è nata la tradizione portafortuna dell’occhio turco.

L’antico mito sopravvive nei secoli e anche oggi è di rigore regalare l’amuleto, appenderlo
alle porte e al collo per respingere i cattivi auspici e proteggersi dalla sfortuna.
In Turchia e in Grecia c’è l’imbarazzo della scelta per il modello: di ogni dimensione,
usato in bigiotteria, inserito in insegne di benvenuto sulla porta, appeso sui rami
degli alberi. Mai più senza l’occhio turco o greco per chi crede al potere degli amuleti.

Info: www.turchia.it
www.visitgreece.gr

Foto photo-ac.com, Pixabay, Sonia Anselmo

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