Museo di Geografia, il primo d’Italia è a Padova

A Padova la Geografia non si studia solo sui libri ma si scopre al museo. E non un museo qualsiasi ma il Museo di Geografia dell’Università di Padova, inaugurato qualche mese fa, primo in Italia ad essere dedicato a questa disciplina, nell’ateneo in cui la geografia si insegna dal XVI secolo.

A chi pensa che la geografia sia noiosa, che costringa ad imparare a memoria nomi di fiumi, laghi, montagne, questo museo fa cambiare idea svelando il lato avventuroso, di scoperta e di conoscenza di questa materia.

L’Università di Padova arriva al suo dodicesimo museo con questo piccolo gioiello che mira ad accompagnare il visitatore a scoprire come la geografia sia materia affascinante, fatta non solo di studio dei luoghi e del territorio ma anche di avvicinamento ai temi di attualità, riflessione sulle relazioni tra uomo e spazio geografico. Il percorso fa capire come dal concetto ottocentesco di geografia con gli elenchi di fiumi, città e monti si sia passati allo studio scientifico delle relazioni tra fenomeni fisici e umani sulla superficie terrestre. 

“Il Museo di Geografia di Padova – spiega Mauro Varotto, Responsabile scientifico del Museo – non è un museo che si rivolge al passato, è un progetto che guarda al futuro di una disciplina spesso bistrattata e insegnata male, ma utile a capire i grandi cambiamenti del mondo contemporaneo e il significato dei luoghi in cui viviamo. La geografia non serve solo a mandare a memoria fiumi, monti e capitali anche se non guasta, ma a capire da dove proviene ciò che mangiamo a colazione, perché migliaia di persone fuggono dal lago Chad e arrivano nelle nostre periferie o quando probabilmente scomparirà il ghiacciaio della Marmolada”.

Esplora, misura e racconta sono le tre parole che campeggiano nell’atrio di Palazzo Wollemborg, sede del Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità. L’edificio di via del Santo, in pieno centro storico a Padova, acquistato dall’Università nel 1966, apparteneva all’importante famiglia di Leone Wollemborg, celebre economista padre delle Casse Rurali italiane.

L’imponente scalone porta al salone del piano nobile dove, in un elegante ambiente in stile neoclassico, gli studenti hanno spazi per studiare. Va data un’occhiata al camino e alla cornice del finestrone centrale: l’impronta eclettica rivela la mano di Gino Coppedè, architetto che lascerà il segno in un celebre quartiere di Roma e che qui ha eseguito il suo primo lavoro certificato.

Da una delle porte laterali si accede alla Sala della musica: le grandi carte geografiche alle pareti e tre globi seicenteschi allineati al centro fanno respirare l’atmosfera di questo luogo dove ricerca e didattica sono sempre vive e attive. E non sarà facile resistere alla tentazione di fermarsi ad osservare questi globi e immaginare grandi viaggi.

Il percorso vero e proprio del Museo di Geografia è organizzato in tre sale, ideate per approfondire le tre parole chiave del museo.

La prima sala è “Misura”. Qui gli strumenti di misurazione ricordano storiche spedizioni mentre display interattivi fanno riflettere sul clima. La sala è dedicata ad un grande personaggio, il geografo Luigi De Marchi: autore della voce “clima” nell’Enciclopedia Treccani e presidente dal 1928 al 1936 della prima commissione internazionale sui cambiamenti climatici. Proprio come chiaro esempio dei cambiamenti climatici in atto e spunto di riflessione sul riscaldamento climatico e sulla responsabilità individuale di ciascuno c’è il grande plastico del ghiacciaio della Marmolada, con le linee che tracciano l’inesorabile arretramento del fronte del ghiacciaio dal 1905 al 2018.

La seconda sala, “Esplora” , è un piccolo viaggio avventuroso a seguito di grandi personaggi e delle loro spedizioni. Macchine fotografiche d’epoca, bussole, diari di spedizioni leggendarie fanno scoprire che esplorare è fondamentale per i geografi. Vi soffermerete ad ammirare le foto di esploratori di un tempo e allo stesso tempo a riflettere sulla sostenibilità. E come non pensare agli atlanti quando si parla di geografia? Per poter consultare l’immenso patrimonio universitario c’è Phaidra, un contenitore multimediale dei patrimoni di atlanti, studi, ricerche, vite e ricerche dei geografi.

La terza sala del Museo di Geografia si focalizza sulla parola “Racconta”. Immersi in un’atmosfera quasi sospesa, video, suoni, luci ripercorrono il racconto della geografia dalle prime mappe alle riflessioni sulle nostre azioni di ogni giorno che coinvolgono luoghi, territori e paesaggi.

Alla fine del percorso tornate nella Sala della musica. In una piccola teca sono conservati alcuni pezzi di antichi globi: scoprirete che si tratta di carta pesta fatta con pagine di vecchi libri, gesso e infine un foglio stampato con la mappa. I globi soffrono di vecchiaia e per questo è stata attivata una campagna di raccolta fondi per il restauro dei disegni delle stelle e delle costellazioni del globo celeste del 1630 e del restauro del globo terrestre del 1645.

Scendendo lo scalone, soffermatevi infine di fronte alle parole di Antoine de Saint-Exupery che fa scoprire al Piccolo Principe come la geografia sia la disciplina che descrive le cose eterne. Usciti dal museo forse anche il visitatore avrà un’idea più chiara della geografia, materia non più noiosa ma invece legata all’attualità e all’avventura.

Al tempo del Coronavirus lo staff del Museo di Geografia ha ideato l’iniziativa dal titolo “Questo è il luogo in cui la mia mente viaggia”: suggestioni di viaggio nei luoghi dell’ordinario e della mente, proposti da educatrici ed educatori, professoresse e professori, personale tecnico e amministrativo attraverso il profilo Facebook.

Inoltre, il Museo di Geografia, in collaborazione con l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) ha creato il portale www.missionigeografiche.it con l’idea di proporre a grandi e piccoli divertenti sfide per scoprire che la geografia è ovunque e invitando tutti a osservare in maniera creativa il mondo che ci circonda.
Il sito propone ogni giorno una missione specifica oltre a missioni per bambini, ragazzi, adulti, da fare all’aperto o da fare in casa. Tra le missioni, quella che ha ottenuto un grande successo è quella che propone di riorganizzare la dispensa di casa in base al luogo di provenienza degli alimenti. Non mancano suggerimenti per scoprire i siti Unesco nel mondo, andare a caccia delle radio internazionali, visitare musei, disegnare una mappa di tutti i luoghi virtuali visitati nella giornata analizzando la cronologia. E i più esploratori possono anche proporre nuove missioni geografiche.

Informazioni
www.musei.unipd.it/it/geografia
www.unipd.it/savetheglobes
https://phaidra.cab.unipd.it/collections/teatro_del_mondo
https://www.missionigeografiche.it/

Foto: Unipd Museo di Geografia

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