Lungo la strada degli Artigiani in Corsica

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Sembrano usciti direttamente da un film western, con quest’aria polverosa e deserta, con la vegetazione brulla e le chiese bruciate dal sole, oppure sembrano presi di sana pianta da un paesaggio messicano o nord cileno. Una strana sensazione, insieme a quella di visitare un paese fantasma. In giro solo turisti, affascinati dalla possibilità di scoprire panorami, angoli e tradizioni della Corsica più inconsueta. Come a Pigna, dove le stradine sfiorano in salita le facciate delle case, le persiane azzurre e i vasi fioriti  sono un tocco di colore nell’ocra dominante,  la chiesetta all’entrata del villaggio che appare come la scenografia di “Mezzogiorno di fuoco”. Salire su queste vie non è certo facile e agevole, la terrazza in alto con la veduta sulle valle verdeggianti e sul mare in fondo, merita lo sforzo. Pigna, a 260 metri d’altezza, è minuscola, ma antica: risale all’anno Mille, ma oggi è popolata solo di pittoresche botteghe, tutte da scoprire tramite i cartelli dipinti agli angoli delle stradine. Sin dal 1964, da quando è stata fondata un’associazione, Corsicada, per promuovere le arti e i mestieri di un tempo,  Pigna è diventata uno scrigno per conoscere le tecniche e l’abilità degli artigiani, con le case risalenti al Settecento trasformate in studi, atelier e laboratori, senza dimenticare che la regione, la Balagne, è agricola, così non mancano pasticcerie e gastronomie. Tra i vicoli in pavèe, c’è l’imbarazzo della scelta: vasai, scultori, pittori, incisori, musicisti come quelli specializzati in pirula, un tipo di flauto corso, e in cetera, il liuto, persino carillion in legno. Artisti di ogni genere.{gallery}/artigiani/artigianigallery2:190:150{/gallery}
Anche se i piccoli negozietti che attirano più l’attenzione sono quelli dedicati alle ceramiche: dentro una sala espositiva che è un trionfo di oggetti in gradazione di colore, dal luminoso azzurro al tenue celeste, dall’accecante arancione al giallo più pallido, ciotole, piatti, piastrelle, vasi, soprammobili a forma di gufetti, di tutto e di più, che facilmente fanno provocare la voglia di acquistare al visitatore, e dietro la zona con il tornio, il laboratorio vero e proprio. Spesso si possono vedere gli artigiani al lavoro, offrendo così un qualcosa in più, una sorta di lezione per andare più in profondità sull’abilità dei maestri e sulle tradizioni corse. Da non perdere, poi, per i golosi un salto nelle botteghe che producono specialità gastronomiche: immancabile assaggiare il fiadone, un dolce fatto con il brocciu, il formaggio locale che ricorda la ricotta, magari da mangiare accompagnato ad  un gustoso caffè. Non è certo l’unica ghiottoneria: dai salumi ad altri formaggi, stagionati e non, di pecora o di capra, dai tantissimi dolci, come i canestrelli impastati con il vino della zona o i biscotti a base di castagne, alle marmellate come quella di fichi, vanto del posto, quella al cedro o ad altri agrumi. I limoni sono una costante della via degli artigiani. Grossi e succosi, nei bar preparano quelli del proprio giardino spremuti puri o come confettura, rimedio utile per la sete che viene sotto il sole corso scalando questi paesini di pietra. 
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Come San Antonino, chiamato qui “il nido d’aquila” perchè si trova prorpio in cima alla montagna, a 400 metri di altezza, immerso nel blu del cielo. Risale al Medioevo, è il più vecchio dell’isola, domina a 360 gradi la Balagne e ha circa un centinaio di abitanti, vedute mozzafiato sulla valle, salite acciottolate, androni antichi, vestigia delle fortificazioni dell’antico Castellu, molte botteghe artigiane e parecchi turisti e corsi in gita. Per arrivare la strada non è certo agevole, tra curve e pareti a strapiombo, ma è amata dai motociclisti che qui giungono a frotte per provare il brivido del percorso tortuoso. Arrivati a Sant’Antonino, però, devono lasciare la moto nel grande piazzale davanti alla chiesa barocca dell’Annunciazione e proseguire a piedi o a dorso d’asino per accedere al labirintico centro di uno dei borghi  considerati più belli di Francia. Qui, come un tempo, si producono olio, mandorle e vino e la tradizione continua con i negozi che espongono questi prodotti insieme ad altre specialità. Spendendo verso Calvi, la strada degli artigiani, che nel 2014 compie vent’anni, fa scoprire altri borghi come Lumio, affacciato sul golfo. Tra le bouganville e le antiche residenze, il villaggio scopre il suo cuore agricolo con le offerte di olio, vino e frutta, ma anche una concittadina molto nota: Laetitia Casta viene molto spesso nel paesino d’origine del padre, ha acquistato il vecchio palazzo nobiliare per regalarlo alla nonna che qui faceva la cameriera, e ha iniziato la sua carriera come Miss Lumio, prima di diventare modella e attrice di fama mondiale. Un pizzico di “beau monde” nel percorso così legato alle tradizioni, al passato e all’antica Corsica.
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Info: www.routedesartisans.fr, www.balagne-corsica.com

 

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