Il trombettiere che salvò Cracovia

mongols3okSecoli addietro, l’Hejnal, o Inno a Nostra Signora, veniva suonato in direzione dei quattro punti cardinali dalla sommità di una delle due torri della chiesa e annunciava l’apertura e la chiusura delle porte cittadine. Non se ne conoscono esattamente né l’origine, né l’autore e storicamente se ne fa menzione per la prima volta in un documento del 1392. Ma secondo una leggenda del secolo scorso, un giorno del 1241, il trombettiere addetto al compito scorse in lontananza una nuvola di polvere che segnalava l’avvicinarsi minaccioso dei mongoli, ormai alle porte della città. Fu allora che il trombettiere capì che l’unico modo per dare l’allarme senza perdere tempo prezioso era quello di suonare l’inno ripetutamente, in modo che più giù, al suolo, ci si accorgesse che qualcosa non stava andando come avrebbe dovuto. La leggenda parla anche di un primo stupore da parte della popolazione all’inconsueta ripetizione del segnale, ma anche di una repentina presa di coscienza che si trasformò in una chiamata alle armi da parte delle armate di difesa. Improvvisamente, mentre la cittadinanza correva al riparo, mentre i soldati si apprestavano a respingere gli invasori e mentre ogni uomo capace di portare un’arma contribuiva con la propria presenza alla mobilitazione, l’inno proveniente dalla torre cessò di risuonare.

hejnokAccadde infatti che galoppando verso la città, i mongoli videro quella figura in cima al campanile che, come una vedetta col suo corno, stava avvisando i concittadini del pericolo. E lo fecero smettere con il solo mezzo che ai tempi era permesso dalla distanza: uno degli attaccanti scoccò una freccia che trafisse la gola del trombettiere. Ma ormai l’allarme era stato dato, Cracovia non fu colta di sorpresa e dopo una dura battaglia la città si salvò. Da quel giorno, in segno di immortale riconoscenza per il sacrificio del trombettiere, l’Hejnal viene suonato e troncato a metà. Nel tempo l’Hejnal è rimasto una testimonianza molto sentita. Per ogni polacco è infatti un secondo inno nazionale, da eseguire soprattutto nelle occasioni legate proprio al concetto di sacrificio. Nel 1944 ad esempio, furono queste note a salutare la vittoria alleata a Monte Cassino, suonate dai trombettieri del secondo corpo paracadutisti polacco, che aveva contribuito a espugnare la rocca difesa dai tedeschi. A Cracovia, nell’ultimo secolo, sono stati i trombettieri dei vigili del fuoco a eseguire l’inno dal vivo e oggi vi sono quattro araldi che si alternano dalla torre di Santa Maria. E per chi capita in città per la prima volta e, smarrito, si chiede cosa sia questo strano segnale incompiuto, resta una bella storia d’altri tempi da narrare.

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