I monumenti più strani del mondo


Manneken-Pis, la statua del bambino che fa pipì – Bruxelles, Belgio

Si trova nel centro storico di Bruxelles, all’incrocio tra Rue de l’Étuve e Rue du Chêne, vicino alla Grande Place, ed è il simbolo della città. Il Manneken-Pis è una statua in bronzo, alta una cinquantina di centimetri, simbolo dell’indipendenza di spirito degli abitanti della città belga. La fontana rappresenta un piccolo ragazzo che sta orinando. Le parole “Manneken Pis” significano appunto il ragazzetto che fa pipì. L’origine non è accertata, ma sono numerose le leggende che circolano sulla figura che la statua rappresenta. Fra la tante, una racconta che durante un assedio un bambino avrebbe salvato la città spegnendo la miccia di una bomba con la pipì. Un’altra, narra di un bambino perso che sarebbe stato trovato da suo padre, ricco borghese, nella posizione che lo raffigura nella statua. È tradizione offrire al Manneken-Pis degli abiti in occasioni speciali, in particolare per onorare una professione (o la squadra di calcio locale, l’Anderlecht, come nella foto). Il guardaroba attuale comprende più di seicento costumi.

La Fontana di mercurio di Calder – Barcellona, Spagna
Opera dello scultore americano Alexander Calder, la fontana, eretta nel 1937, è un tributo all’antifascismo. La particolarità di questa opera d’arte è che si tratta di una fontana al mercurio, elemento notoriamente velenoso. Ospitata nella Fondazione Mirò, della quale rappresenta una delle principali attrazioni, la fontana fu realizzata per il Padiglione della Repubblica Spagnola, all’interno dell’Esposizione Internazionale di Parigi, con mercurio proveniente dalle miniere di Almadén. La scultura si erge nel giardino ed è costruita in ferro e alluminio: il liquido tossico si dirama attraverso un canale che emerge in una fontana ‘mortale’ di forma circolare, all’interno di un padiglione adiacente alla scultura.

La Galleria sottomarina – Grenada
Si tratta di una serie di sculture sommerse nella acque basse dell’isola di Grenada, nei Caraibi. La particolarità è che l’insieme di opere è accessibile solo ai sommozzatori, sebbene – a dire il vero – le statue possano essere viste anche attraverso i vetri posti sul fondo delle barche turistiche. Il creatore di questa opera, che rappresenta una serie di figure umane in varie posizioni e raggruppamenti, è lo scultore Jason de Caires Taylor. Oltre a essere il primo parco di sculture sottomarine del mondo, la galleria subacquea di Grenada è anche una barriera artificiale per promuovere la conservazione di questo tipo di ambiente.

La statua del Duca di Wellington – Glasgow, Scozia 
Arthur Wellesley, duca di Wellington, fu il comandante delle forze britanniche che sconfissero Napoleone nella battaglia di Waterloo. La famosa statua che lo raffigura esiste dal 1844, e si trova nella Queen’s Street a Glasgow, in Scozia. Fin qui nulla di strano: semplicemente un’opera d’arte costruita per celebrare un grande condottiero. Tuttavia, negli ultimi vent’anni, la statua è diventata una calamita per i burloni, che la scalano e la coprono di… coni stradali! Gli abitanti affermano che i coni sono ormai diventati parte integrante della statua, così come dell’identità della città. Alcuni ritengono che il fatto, già assunto a tradizione, abbia a che vedere con lo spirito irriverente del popolo scozzese, che si prende gioco in questo modo dell’autorità – specialmente in questo caso, trattandosi di un militare inglese: molti scozzesi ritengono infatti che il loro paese sia ‘occupato’ dagli inglesi.

La statua di Gengis Khan a cavallo – Tsonjin Boldog, Mongolia
Genghis Khan (1162-1227), il cui nome significa “Signore di tutta la Terra”, fu un conquistatore e un imperatore mongolo. La statua in questione, alta più di 40 metri e realizzata con oltre 250 tonnellate di acciaio, lo raffigura a cavallo. Situata a un’ora di macchina dalla capitale Ulan Bator, è stata inaugurata nel 2008. Si tratta senza dubbio della statua a tema equestre più grande del mondo: i visitatori possono prendere un ascensore per raggiungere la terrazza panoramica, situata sulla testa del cavallo, dalla quale ammirare la vastità della steppa mongola. L’opera fa parte di un parco tematico progettato con le comunità nomadi (?), fornito di ristoranti che servono carne di cavallo.

La Fontana Kindlifresser – Berna, Svizzera
Nonostante le molte leggende, non si conoscono con esattezza i significati di questa statua. La fonte, datata anno 1546, rappresenta la figura di un uomo vestito di rosso e verde, intento a mangiare la testa di un bambino. Nel suo sacco, altri piccoli aspettano il tetro destino. Alcuni ipotizzano che la statua servì come allerta alla comunità giudaica di Berna, forse per il cappello indossato dall’uomo, riferimento ai giudei. Altri sostengono che la figura rappresenti il titano Cronos della mitologia greca, che mangiò i suoi figli per impedire loro di usurpare il trono. L’ipotesi più probabile, però, è che la fontana sia stata eretta come una specie di ‘uomo nero’, per ricordare ai bambini della città di comportarsi bene. Non lascia dubbi il nome: Kindlifresser, in dialetto bernese, significa “divoratore di bambini”.

Le Georgia Guidestones – Elberton, Georgia, Usa
Il monumento è considerato come un insieme di istruzioni per la ricostruzione della civiltà dopo l’apocalisse. Progettate e ordinate da un gruppo anonimo, le pietre-guida della Georgia sono composte da cinque lastre di granito alte quasi cinque metri, disposte a forma di stella. Il monumento funziona come bussola, calendario e orologio. Alcuni cristiani locali considerano le lastre come una creazione dei Dieci Comandamenti dell’Anticristo, data la loro natura inquietante. Tra gli ammiratori celebri dell’opera, si conta anche Yoko Ono.

La statua di San Venceslao su un cavallo morto – Praga, Repubblica Ceca
Svatý Václav, o San Venceslao, è conosciuto come il patrono della regione della Boemia, nella Repubblica Ceca. La statua lo raffigura montato su un cavallo morto, appeso per le zampe e con la testa penzolante. L’autore di questa scultura, David Cerny, nato nel 1967, ha voluto fare una parodia della statua originale, situata di fronte al Museo Nazionale di Praga, che raffigura – questa sì – il santo in sella a un cavallo. Per più di cento anni la statua originale è stata fonte di orgoglio nazionale per i cechi, anche durante gli anni bui del regime comunista. Con questa parodia, appesa nel Palazzo di Lucerna, sempre nella capitale ceca, la figura di San Venceslao ha acquisito un risvolto umoristico irriverente.

Il carrarmato rosa – Praga, Repubblica Ceca
Ancora un dono dall’est e dalla mente di David Cerny. Il tank in questione era stato piazzato dai sovietici in una piazza di Praga alla fine della Seconda guerra mondiale per commemorare il sacrificio dell’Armata rossa nella liberazione della Cecoslovacchia dal nazismo. Col tempo e con le mutate vicende politiche era però diventato un dono un po’ ingombrante, tanto che nel 1991, l’artista, in un blitz notturno, lo dipinse tutto di rosa come una caramella. La reazione dell’esercito fu immediata e il carrarmato riacquistò il suo originale verde oliva già dal giorno dopo. Ma ecco il colpo di scena: a distanza di pochi giorni furono addirittura i deputati del Parlamento cecoslovacco che, armati di secchi e pennelli, ridiedero al veicolo il gentil colore. In seguito il carro fu spostato dal piedistallo di pietra alto cinque metri su cui faceva bella mostra di sé nel centro della capitale e portato al museo dell’aviazione, dove si può tuttora ammirare.

 Foto di apertura: Ed O’Keeffe

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