Graceland, alla corte di Re Elvis

Il nome le venne dato dal precedente proprietario, S.E.Toof, editore del giornale cittadino, il Memphis Daily Appeal, in onore della figlia Grace. Elvis acquistò la casa nel 1957, per circa 100mila dollari. Cercando privacy e sicurezza, il cantante vi si trasferì con i suoi genitori, Vernon e Gladys. Oltre le gigantesche colonne bianche in stile corinzio, secondo un neoclassicismo molto di moda negli Stati Uniti nel dopoguerra, la casa conta 23 stanze, tra cui otto camere da letto e altrettanti bagni. Elvis stesso partecipò alla ristrutturazione, apportando modifiche rilevanti, alcune di dubbio gusto, ma entrate nella leggenda: il cancello a tema musicale, un muro di pietra che circonda la proprietà, una piscina, un campo da tennis e la famosa stanza Giungla, che conteneva al suo interno una cascata. Questa stanza, che vide di sicuro le molte feste a cui potevano partecipare solo ragazze di 18 anni dai capelli scuri (guarda caso come Priscilla Beaulieu, che poi sposerà Elvis), nel 1974 venne trasformata in uno studio di registrazione.

Un’altra importante modifica fu la creazione del giardino di meditazione, dove sono sepolti il cantante, i suoi genitori, sua nonna e dove è presente una piccola lapide a ricordo di Jesse Caron, fratello gemello di Elvis morto alla nascita. Il giardino venne aperto al pubblico nel 1978, mentre  Graceland aprì le sue porte il 7 giugno 1982. Attualmente, il piano superiore non è visitabile, per evitare la morbosità sulla stanza da bagno dove il re del rock’n’roll venne trovato morto il 16 agosto 1977, ufficialmente in seguito ad un attacco di cuore. Tutto è rimasto così com’era da quel giorno. Chi visitò la casa, parla di una piscina nella stanza privata di Vernon, e di un grande juke-box accanto alla piscina, da dove suonavano i maggiori successi del figlio. Elvis era talmente innamorato della sua casa da passare ore a guardarla attraverso le telecamere del circuito chiuso. A dire il vero, quella per la televisione era per lui una vera mania, tanto da fargli creare una stanza in cui poter guardare tre schermi in contemporanea.

Nel salotto è ancora possibile vedere l’enorme divano bianco di fronte al camino di colore identico, così come bianca è la dépendance usata dal padre come ufficio. Al suo interno, per non dimenticare le proprie radici, un modellino della casa di Tupelo, dove era nato. E accanto, la porta della stanza dei trofei, con gli abiti del matrimonio, i tre Grammy vinti e cimeli inestimabili come i copioni dei film e gli abiti di scena. Graceland è parte integrante del mito di Elvis, e lo riflette in ogni angolo. Negli arredi eccessivi, nel circo che è stato creato intorno al mito stesso. Un giro d’affari che ora si basa, oltre che sulle visite, anche sull’Heartbreak Hotel, un albergo da 128 stanze, un museo e svariati negozi di souvenir. Questo però è destinato a cambiare, perchè nei piani della società che amministra Graceland c’è la costruzione di un anfiteatro per concerti, un centro congressi, un albergo extralusso da 500 stanze, ristoranti, negozi e un nuovo e più grande centro per i visitatori. Graceland diventerà così una gigantesca Disneyland del rock. E che rischia di essere sul filo del kitsch. A Elvis sarebbe piaciuto di certo.

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  Puntate precedenti:
 
1 – Neverland, la casa giocattolo di Jacko
 2 – Abbey Road, la strada della musica
 
 

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