I grandi petali arancioni delle fragili margherite si intervallano a quelli gialli e rossi, salgono verso il cielo della serra dove si intravede lo Space Needle di Seattle. Il giardino di vetro, o meglio il Chihuly Garden and Glass, è una delle attrazioni più sorprendenti della città del grunge, della pioggia e della tecnologia.
Un luogo con un anima pulsante, capace di incantare chiunque, di lasciarlo a bocca aperta. Creatività, abilità, tradizione, intuizione, senso del colore e della bellezza, arte e magia: tutto questo e molto di più, in un parco già ricco di vita per conto suo, ai piedi della torre simbolo della città, tra mercatini di nativi, musica, vibrazioni positive.
Proprio qui il giardino di vetro, la cui entrata sembra un po’ defilata, si rivela in tutta la sua perfezione, ideata e realizzata dall’artista vetraio Dale Chihuly, il massimo esponente del genere in America, che in quaranta e oltre anni di lavoro su figure, tinte e luci, ha messo insieme questo spettacolo per gli occhi, la mente, il cuore.
Con il giardino di vetro Seattle diventa anche una città d’arte in questo spazio espositivo che alterna sale interne, la serra, un angolo per imparare la tecnica vetraia e soprattutto l’esterno dove le sorprese trasparenti e fragili si alternano alla vegetazione reale, ai bianchi fiori del corniolo giapponese, agli aceri, ai crocus e agli allium viola. In un’armonia unica di forme e colori, in un duellare tra reale e riprodotto, tra delicatezze e consistenze. Natura e arte che si mescolano in un equilibrio studiato e sorprendente.
Grandi sfere arancioni unite ad alti e lanciati steli, simil pietre scure che escono dalla cascata a colmare il piccolo bacino e imprigionano l’acqua, palle azzurre, verdi e nere che catturano l’immagine riflessa dello Space Needle, boccioli dalle mille ramificazioni che sembrano anemoni blu, lunghi gambi carminio che spuntano tra i veri fiori viola come se fosse cresciuti da lì, una colonna di petali borgogna che sale verso il cielo, un albero dai rami gialli. Sono tante le opere da ammirare nel piccolo giardino di vetro, a cui si arriva dalla serra delle margherite, vero cuore del museo.
Tutto lo spazio espositivo è un susseguirsi di emozioni nelle varie sale. Gli spazi sono un viaggio dentro l’opera di Dale Chiluly: un talento impressionante, designer, vetraio, architetto, specializzatosi anche alla prestigiosa fabbrica Venini sull’isola di Murano, come primo artista americano a lavorarci.
Ammirando le sculture del giardino di vetro viene inevitabile pensare a Murano, ma anche alla tradizione della Repubblica Ceca, luoghi dove il vetro soffiato è arrivato a livelli artistici
incredibili.
Il legame con Venezia, poi, per il maestro statunitense è continuo e anche attuale: fino al
4 novembre 2026 la città lagunare ospiterà CHIHULY: Venice 2026, un progetto con tre nuove opere monumentali sul Canal Grande e una mostra d’archivio a Palazzo Loredan, in concomitanza con la Biennale e The Venice Glass Week, e che riprendono l’evento diffuso di Chihuly Over Venice di trent’anni fa.
A Seattle il giardino di vetro del maestro è sempre aperto e disponibile, si accede anche con un biglietto in combinata con la salita allo Space Needle. Le sale sono un percorso di magia tra sculture imponenti che ricordano il mare e i suoi abitanti, soffitti di fiori di mille
forme e colori, barche di sfere di ogni dimensione, astri che sembrano scendere dall’alto, boccioli, denominati Macchia in onore dell’Italia, che da sopra rivelano i pistilli nel loro centro ma che dal basso appaiono come gigantesche conchiglie, composizioni che ricordano sinuose ed eteree ballerine o cristalli di ghiaccio. Tutto ad effetto wow, anche grazie alle sapienti collocazioni e illuminazioni.
Fino alla serra dove si specchia lo Space Needle e che si apre sul giardino di vetro vero e proprio: qui in un angolo, si trova anche un forno per realizzare le forme e si fanno dimostrazioni pratiche per chi vuole saperne di più di questa arte.
Del resto, Chihuly ha fondato negli anni Settanta l’autorevole Pilchuck Glass School, per
insegnare e diffondere quest’arte. Inoltre, il maestro vive proprio a Seattle, su una casa galleggiante sul lago Union, dove si trova il suo studio.
Da quando perse la vista ad uno dei suoi occhi in un incidente d’auto del 1976, Chihuly non ha più quella percezione della profondità necessaria a manipolare il vetro fuso, quindi ora concettualizza ogni progetto con tela e vernice e poi incarica un gruppo di artisti di eseguire il lavoro.
Nel 1991, Chihuly cominciò la serie Niijima Floats, alcune tra le più grandi opere di vetro soffiato al mondo, per il Niijima International Glass Art Festival in Giappone, e oggi una parte della sua flotta di sfere rivive proprio in una delle sale del museo giardino del vetro di Seattle, aperto nel maggio del 2012.
Da allora l’esposizione è diventata una delle attrazioni da non perdere assolutamente in città. Ad ogni sospiro emozionato, ad ogni espressione di stupore, ad ogni sillaba di meraviglia, il giardino di vetro di Chihuly a Seattle è un’esperienza unica da vivere tra arte e natura.
Info:
www.chihulygardenandglass.com/
www.chihulyvenice2026.com/
https://visitseattle.org/
Foto di Sonia Anselmo, Silvia Marchini, Alessandra Trombi
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