Gatti di Hemingway, curiosità simbolo di Key West

Ava Gardner era sensuale e bellissima come l’attrice. Al contrario, Mark Twain è più riflessivo mentre passeggia all’ombra delle magnolie. I gatti di Hemingway sono una delle attrazioni più curiose e un simbolo di Key West, l’isola all’estremità della Florida.

Scorrazzano pacifici sotto le piante, si rilassano a bordo piscina, stanno in attesa vicino alla macchina da scrivere, si acciambellano sul lettone: i gatti di Hemingway sono i veri re della casa e discendono tutti da Snowball, Biancaneve, gattina tutta bianca che lo scrittore adorava. Come lei, molti dei suoi pronipoti che non ci sono più e sono sepolti in un angolo tranquillo del giardino, a eterna memoria e affetto.

Snowball ha anche tramandato ai suoi posteri una curiosa caratteristica: i gatti di Hemingway sono famosi anche perché sono polidattili, cioè hanno sei dita sulle zampe. A volte, come Bumby, un grosso tigrato, hanno anche sette falangi.

Una curiosità che attira ancora di più i visitatori nella casa dei gatti di Hemingway, pronti a immortalare i felini più che a scoprire la vita dell’ex proprietario.

Legata alla faccenda dei polidattili, ci sono anche antiche leggende e superstizioni: i marinai, infatti, credono che avere a bordo un gatto con questa caratteristica porti fortuna. Se negli Stati Uniti orientali questa condizione genetica si trova spesso, in Europa è rara perché durante il Medioevo i gatti polidattili, come quelli neri, venivano associati alle streghe e quindi sterminati, mentre al contrario in Inghilterra sono ancora considerati di buono auspicio.

Lo scrittore era innamorato dei gatti polidattili e oggi nella sua casa, divenuta museo, esiste una vera e propria colonia felina. Da tradizione, hanno tutti nomi di personaggi dello spettacolo, della cultura e dell’arte: così Pablo Picasso, Clark Gable, Spencer Tracy, Marylin Monroe, Simone De Beauvoir rivivono nella loro controparte felina, insieme a protagonisti di romanzi come Dorian Gray. Bumby, invece, oltre all’eccezione di avere sette dita, porta il soprannome del primo figlio del Premio Nobel per la letteratura.

I gatti di Hemingway oggi sono una sessantina, hanno subito molte disavventure, come uragani, crisi economica che ha fatto licenziare molti addetti al mantenimento, ma rimangono al loro posto, coccolati dai veterinari che si occupano della loro salute e dai turisti che vogliono fotografarli.

Anzi, i visitatori vanno al numero 907 di Whitehead Street, a Key West, soprattutto per i micetti, meno interessati alle opere e alla vita di Hemingway, che qui visse dal 1931 e dove scrisse tanti capolavori come “Addio alle Armi” e “Per chi suona la campana”.

Questa particolare capacità di attrarre il turismo ha salvato i gatti di Hemingway da un grande pericolo.

Nonostante la fama d’autore, hanno rischiato di subire lo sfratto e di finire in un gattile.
Tutto perché la legge della Florida impone che non si possano tenere più di quattro animali domestici in una casa.

Contro i micini si era persino scatenato il ministero dell’Agricoltura di Washington. Ma il consiglio comunale di Key West, dopo una lunga battaglia legale di ben cinque anni, ha deciso di fare un’eccezione e di lasciare i sessanta pronipoti di Snowball dove sono cresciuti.

Del resto, i gatti sono una delle attrazioni più importanti della cittadina e della casa museo di Hemingway: il bookstore, oltre a t-shirt, cataloghi e romanzi, vende pure souvenir ispirati agli adorati felini.

Hemingway acquistò questa abitazione immersa nel verde e costruita nel 1851, nel 1931, e ci abitò fino al 1940, quando divorziò dalla moglie Pauline, a cui rimase la casa, e si trasferì a Cuba con la sua terza moglie, Martha.

Ma la sua passione per i gatti rimase sempre attiva e spesso appare tra le sue pagine. Ad esempio in “Isole nella Corrente” uno dei protagonisti, Thomas Hudson, venne descritto proprio attraverso il rapporto con il suo felino.

“I gatti dimostrano un’assoluta onestà emotiva. Gli esseri umani, per una ragione o per l’altra,
quasi sempre riescono a nascondere i propri sentimenti. I gatti no”, diceva di loro Ernest Hemingway.

Eppure lo scrittore era un appassionato di caccia grossa, spesso fotografato in pose con il fucile e la preda, ma con i mici diventava tenero. Oggi, inoltre, i gatti di Hemingway hanno un merito in più: quello di portare visitatori a Key West.

Info: www.hemingwayhome.com/
www.visitflorida.com/en-us

Foto dreamstime.com e pixabay

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