Dodoni, meraviglia dell’antica Grecia in Epiro

gradinate

Le cicale cantano, invisibili tra gli arbusti, e sembrano riportare a cori e musiche arcaiche. A quando i sacerdoti leggevano i vaticini dal fruscio delle foglie della quercia sacra. Dodoni ha la capacità di stregare e far viaggiare nel tempo i visitatori.

A una ventina di chilometri da Ioannina, in Epiro, e ai piedi della montagna Tomaros, è uno dei siti archeologici più importanti della Grecia e non serve molta immaginazione per capire come dovesse apparire 2300 anni fa. Soprattutto il teatro da 18 mila posti, uno dei più ampi di sempre.
Oggi fa ancora impressione con gli enormi muri che lo sorreggono, alti 21 metri e usati dai gheppi per nidificare, e le possenti torri, le capienti gradinate che scendono fino al vasto palco, le cinquantacinque file per gli spettatori. Chissà come dovevano essere affascinanti le rappresentazioni teatrali durante il periodo di maggior splendore.

Costruito nel III secolo a.C, sotto Pirro, il re che unì le tribù dell’Epiro e combatté i Romani con gli elefanti, è diventato il simbolo di questo sito già esistente. Infatti qui c’era già un centro abitato nell’età  del Bronzo e più tardi si adorava la Grande Dea della fecondità e fertilità, venerata anche come ninfa delle cento sorgenti, ovvero il significato del nome Dodoni.

Più tardi, intorno al 1000 a.C, venne sostituita nel culto da Zeus Naios e dalla Dea Madre Dione: al sommo Dio fu consacrato l’Oracolo, considerato il più antico e importante di Grecia, secondo solo a quello di Delfi. A quei tempi, non c’era nulla, nessuna costruzione e i sacerdoti dormivano per terra, ma era già molto popolare e ne scrivono Euripide e Omero nell’Illiade.

Secondo Erodoto, fu fondato quando in Egitto alcune colombe nere si alzarono in volo a coppie e si fermarono in luoghi da consacrare a Zeus: le prime atterrarono in Libia e le altre arrivarono qui, in Grecia, nella valle del monte Tomaros, si poggiarono sulla cima di una quercia e chiesero, con voce umana, di adibire lì un santuario per venerare Zeus. Comunque sia, l’oracolo di Dodoni crebbe di importanza e venerazione. I sacerdoti e le sacerdotesse, assistiti dagli abitanti del villaggio vicino a cui era affidata la missione di custodire l’oracolo, svolgevano le celebrazioni e i riti.

L’albero era circondato da tripodi contenenti diversi calderoni di bronzo disposti vicini: le profezie venivano fatte interpretando i suoni provocati dal vento che colpiva i contenitori e dal fruscio contemporaneo delle foglie. I postulanti scrivevano le loro domande su tavolette di piombo, lette da una sacerdotessa e rivolte a Zeus: alcune di queste sono state rinvenute, insieme a tanti altri reperti, durante gli scavi e ora si trovano tutti al Museo archeologico di Ioannina.
Gli antichi riponevano grande fiducia nell’oracolo, al punto che anche Giasone, durante la sua ricerca del vello d’oro, volle un ramo della quercia sacra da attaccare alla sua nave.

Nel III secolo venne costruita una specie di corte intorno all’albero, insieme ad un tempio, di cui ora rimangono le fondazioni. Era la trasformazione del santuario voluta da Pirro e includeva, nelle vicinanze, uno stadio, un’acropoli, l’agorà e altri edifici: una vera cittadina. La più imponente di tutte le opere era proprio il teatro, usato dagli greci per le rappresentazioni teatrali.

Durante l’epoca romana fu trasformato in un’arena per i combattimenti tra animali, mentre negli anni Settanta del Novecento la struttura fu restaurata per recuperare la funzione originale, con spettacoli teatrali. Gli scavi archeologici sono ancora in attività e illustrano anche il periodo bizantino, dove fu costruita una basilica: a quei tempi Dodoni era una prospera città, con molte case e una piazza del mercato con i prodotti provenienti dalla zona. Cadde in rovina nel VI secolo d.C, quando l’imperatore Giustiniano l’abbandonò preferendole la vicina Ioannina.

Anche la quercia sacra subì una brutta fine. Venne sradicata nel 393 d.C per volere di Teodosio ufficialmente per distruggere qualsiasi pratica pagana, ma la leggenda racconta che l’imperatore riteneva che sotto l’albero fosse nascosto un tesoro.

Oggi al posto dell’oracolo c’è una quercia secolare, dove le cicale fanno sentire il loro frinire, e sicuramente gli archeologi e gli studiosi hanno trovato il loro tesoro: tanti reperti utili a riportare in vita il mondo antico.

Del resto, tutta la zona di Dondoni, con i suoi villaggi, i campi che hanno visto battaglie
e prosperità economiche, i monasteri arroccati e le chiese che hanno sostituito i culti pagani, ha la capacità di portare in un’altra dimensione attraverso i secoli e raccontare la Storia e le tradizioni, anche quelle più vicine a noi. Nel villaggio di Meliggi, poco lontano dal sito, c’è un piccolo e prezioso museo del folklore e delle usanze, con oggetti quotidiani e abiti tipici.

Dopo tanto passato, una sosta nel presente rincuora mente e soprattutto stomaco. A pochi chilometri dal sito, c’è il Mirtali Art Hotel (www.mirtali.gr), un elegante e originale albergo affacciato proprio sull’antico teatro. L’edificio colorato rivela molta ironia e fantasia nella cura dei dettagli e attenzione agli ospiti: la gentilezza di Katerina, la giovane proprietaria, e la bravura di sua madre, lo chef che prepara piatti semplici e gustosi, anche vegetariani, con verdure appena raccolte dal proprio orto, ne fanno un’ottima occasione di relax dopo le scarpinate tra le meraviglie dell’antica Grecia del passato.

Come arrivare: Dodoni si trova a un’oretta di auto dal porto di Igoumenitsa, lungo la strada per Ioannina. Minoan Lines collega Ancona, partenza tutti i giorni tranne il martedì, la rotta è operata da due traghetti che proseguono fino a Patrasso, e viceversa. Le navi hanno diversi tipi di cabine, anche pet friendly, ristorante alla carta e uno self service, sala giochi, negozi, piccola piscina, tre bar, spa. Inoltre, Minoan Lines, della compagnia Grimaldi, collega Trieste con Igoumenitsa e Patrasso una volta alla settimana e offre per le rotte molte offerte e riduzioni. Info: www.minoan.gr

Foto di Sonia Anselmo e www.travelioannina.com
Info: www.travelioannina.com
In collaborazione con www.visitgreece.gr, www.travelioannina.com, www.minoan.gr, www.tourismplus.travel

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