Choco Tour per golosi in Stiria

{gallery}/zotter/zottergallery1:190:150{/gallery}
Perchè il cioccolatiere più famoso d’Austria è proprio un personaggio unico e originale, un po’ come i sapori che esplora con le sue tavolette. Il laboratorio è aperto alle degustazioni ed è sempre pieno di gente, tanto che spesso è necessaria la prenotazione. Qui i golosi saranno ampiamente soddisfatti, faranno scorte, visto che questo prodotto si trova solo nella manifatturiera, on line sul sito www.zotter.at e in qualche negozio di eccellenze gastronomiche, oltre nella succursale nientedimeno che a Shanghai. A molti sembrerà di sognare, di essere nel paradiso del cioccolato e di tornare bambini. Tutto qui si fa ammirare, e gustare, con stupore fanciullesco. Il choco tour si apre con una sala cinematografica dove lo stesso Zotter in video spiega la politica dei suoi prodotti: si usano solo fave di cacao di importazione equosolidale, da Paesi come il Belize, il Perù, la Colombia, l’India e altri, coltivate organicamente e con il marchio Fair Trade. Nessun addittivo chimico e nessun sapore artificiale.
{gallery}/zotter/zottergallery2:190:150{/gallery}
Peraltro, è l’unico laboratorio “Bean to Bar”, ovvero si passa dalla fava fino al tavoletta, svolgendo qui tutti i processi: nel deposito arrivano direttamente dai Paesi scelti i grossi sacchi di juta con i semi, che poi vengono selezionati, triturati, uniti ad altri ingredienti biologici, mescolati e infine ridotti in barrette o in piccole leccornie. Con il tour della degustazione si possono vedere tutti questi processi, ma soprattutto si può assaggiare ben 365 tipi di cioccolato. Si comincia, per i palati più fini, con capire le differenze tra le fave di cacao provenienti da ogni Paese, ad esempio quello del Perù ha un gusto forte e deciso, mentre quello di Santo Domingo rimane più dolce nella bocca. Ma questa esperienza è più che altro per puristi o maniaci del cioccolato. A portata di tutti è invece la sala successiva con le fontane che grondano nettare di ogni genere: fondente, extra fondente, al latte, bianco, di soya, addirittura per i vegani. Viene voglia di tuffarci in quelle prelibatezze e ridursi il viso come quello di Zotter nella famosa foto. Il tour prosegue tra cuffie da bagno con i fiori anni Cinquanta ripiene di piccoli pezzi, con la sala dedicata ai “balleros”, nocciole, mandorle, fragole, caffè, albiccocche e altro ricoperti di cioccolato, che ruotano in grandi contenitori, con l’ampia terrazza che si affaccia sulle splendide colline della Stiria e che offre il cioccolato da bere: ce n’è per tutti i gusti, freddo, da provare dai termos arancioni, e caldo, facendo sciogliere nel latte le mini barrette che arrivano a bordo di carrellini sospesi in alto. Anche qui, i sapori sono tanti: al cardamomo, extra amaro, al caramello, al chili, alla cannella, al tè verde, e via provando. Si possono assaggiare pure i Mitzi Blue, tavolette a forma di disco che prendono il nome dall’auto parcheggiata fuori al laboratorio e che sono gli unici ad essere reperibili nei supermercati: il più curioso è senz’altro Rock’N’Roses, con le rose essiccate. Ma il meglio deve ancora venire: l’ultima sala è una goduria che mette a dura prova anche i malati di cioccolato più esigenti. Su un nastro trasportatore sfilano gli assaggi delle barrette in produzione, difficile scegliere il preferito, talmente tanti sono le combinazioni di sapori da lasciare meravigliati. Sono, infatti, una delle dimostrazioni della creatività di Zotter, che negli anni Novanta, stufo dei consueti aromi, si lanciò in esperimenti. C’è di tutto: marzapane e locali semi di zucca della Stiria, canapa e caffè, carote e zenzero, prugne e brandy, pera e cannella, marroni, caipirinha, noci e ananas, bacon, lavanda, mango e frutto della passione, persino cocco e pesce. Zotter sembra convinto che il cioccolato stia bene con tutto.
{gallery}/zotter/zottergallery3:190:150{/gallery}
Anche se a volte gli esperimenti non gli riescono: allora ha creato un cimitero delle idee, con tanto di lapidi e ceri, nel bel parco che circonda l’azienda. Qui giaciono sepolte ad esempio le combinazioni paprika-ananas o banana-curry. Un’idea bizzarra e che fa sorridere. Non è certo l’unica dell’estroso mastro pasticciere. Tutto qui è intriso di fantasia e ironia: da un oblò del bagno delle signore si vede un acquario, dovunque ci sono statue divertenti, come quella che fa pipì innaffiando i fiori, alcuni cioccolatini hanno forme strane, come quelli a lampadina, oppure si sciolgono in bocca tramite mini siringhe di plastica, una vera iniezione di golosità. Anche le confezioni delle tavolette sono estramente allegre e colorate, create da un amico grafico e artista, Andreas H. Gratze.  Il parco, poi, riserva altre sorprese: un enorme spazio verde visitabile a fine del choco tour, con animali in libertà, come mucche, galline, caprette, lama e maiali, giochi per bambini, laghetti con fontane azionate dai pedali di biciclette, angoli coltivati ad orto, i cui prodotti vengono serviti nel ristorante annesso, ovviamente esclusivamente biologico e a chilometro zero. Tra le curiosità più particolari, una cornice dorata che inquadra il castello di Riegersburg in lontananza, postazione ideale per le foto, un’auto Golf fuxia crivellata di colpi, a rappresentare un campo di golf a nove buche, fontanelle d’acqua da bere collocate su un water, il cimitero dell’idee e altre follie. Tante le stranezze per Zotter, un creativo e geniale imprenditore al servizio della golosità fatta cioccolato, mentre il suo laboratorio è una delle esperienze più curiose che si possano fare nella Termenland Stiriana.
{gallery}/zotter/zottergallery4:190:150{/gallery}

compass1ok Clicca qui per vedere la mappa su Google

mondo Articoli correlati
Riegersburg, il castello delle streghe
Nella Stiria paradiso del gusto

Foto di Sonia Anselmo  e Harald Wohnhas
In collaborazione con www.thermenland.at

0 Condivisioni

Lascia un messaggio