Castello di Postignano, il borgo rinato come relais in Umbria

Le ortensie dalle sfumature rosa colorano l’antica pietra del Castello di Postignano, così come i vasi dei gerani sono messi sapientemente per esaltare gli angoli più belli del borgo.

Tris, uno splendido gatto tigrato, accoglie gli ospiti all’entrata della reception del relais per poi accompagnare,
sfrecciando sulle tre zampette, in un’insolita visita guidata tra i vicoli, le scale, le terrazze, le sale, nella scoperta del luogo.

Il Castello di Postignano è un’oasi di pace unica, di serenità data dal paesaggio meravigliosamente verde dell’Umbria e dall’atmosfera calorosa del relais, dove è facile interagire con gli altri ospiti e con lo staff: alla fine del soggiorno sembra di lasciare cari amici o addirittura familiari.

Sospeso tra relais diffuso e residenza permanente, il Castello di Postignano è un posto incantevole, dove l’accoglienza, la capacità di viziare e coccolare il cliente e la cura del dettaglio sono portate all’ennesima potenza. Un’eleganza sussurrata fatta, appunto, dai particolari sistemati o scelti con estremo gusto, dai vasi di fiori alle rose e ai cespugli di lavanda a bordo piscina ai bicchieri colorati della colazione, dall’arredo delle grandi camere, praticamente mini appartamenti, all’illuminazione notturna che esalta la bellezza del luogo.

Il Castello di Postignano è perfetto per un weekend rilassante e romantico, per una fuga dalla città per calarsi nella natura umbra, per ritirare il fiato dopo un periodo di stress.

Perfetto anche come base per scoprire la regione: nella verdissima Val Nerina, vicino Sellano, si trova a pochi chilometri da Spoleto e da Foligno, ma è facile raggiungere anche Cascia, Norcia o Spello, Perugia è un’oretta di strada, così come le Cascate delle Marmore. Senza contare che si trova in piena zona della fioritura delle lenticchie a Castelluccio di Norcia.

Aperto tutto l’anno, durante l’inverno e le festività natalizie diventa ancora più magico con i cammini degli appartamenti e delle sale comuni accesi e l’atmosfera da fiaba, mentre d’autunno è immerso nei colori del foliage.

Inoltre, le stradine in pietra del Castello di Postignano sembrano set ideali per servizi fotografici esclusivi
e per matrimoni intimi e spesso si organizzano workshop, corsi speciali e molti eventi.

Non a caso, tra la terrazza sospesa su un panorama mozzafiato e alcune prestigiose sale si sono svolte per anni manifestazioni culturali di alto livello, mostre ed esposizioni artistiche, concerti classici, un famoso festival jazz, presentazioni di opere letterarie: la rassegna “Un Castello all’orizzonte” ha portato qui innumerevoli artisti da tutto il mondo, dallo scrittore Daniel Pennac al musicista Ezio Bosso. Purtroppo quest’anno, per le disposizioni relative alla pandemia, tutto è saltato e rimandato alla prossima estate, mentre il relais ha riaperto
seguendo alla lettera tutte le disposizioni governative per la sicurezza.

Il Castello di Postignano è un fiore all’occhiello non solo dell’ospitalità tutta made in Italy, ma anche dell’architettura, della storia, della cultura, dell’arte. Una riscoperta delle radici della zona che parte da molto lontano.

Postignano nel Medioevo era un borgo fiorente, creato sul declivio di una collina lungo la via di commercio tra Umbria, Marche e Lazio, a pochi chilometri dal Ducato di Spoleto. Costruito in maniera spontanea, senza un piano urbanistico, dagli stessi abitanti, in prevalenza contadini ed artigiani, aveva case che si intrecciavano una all’altra e una torre di avvistamento posta in alto, sopra al borgo di forma triangolare.

Agli inizi del XVIII secolo la sua popolazione cominciò ad abbandonarlo progressivamente fino agli inizi del Novecento quando i suoi abitanti emigrarono, soprattutto verso gli Stati Uniti.

Negli anni Sessanta, però, le poche famiglie rimaste furono fatte evacuare a causa di alcuni smottamenti del terreno che avevano reso pericoloso il borgo. Gli abitanti lo lasciarono così, con le loro case, la scuola,
la chiesetta, ancora piene di attrezzi di lavoro, le bottiglie di pomodoro messe a riposare, i cappelli di paglia,
gli utensili da cucina.

Nel 1979 il fotografo e architetto americano Norman Carver Junior, durante un suo viaggio in Italia, si imbatté nel Castello di Postignano e dedicò ad esso una serie di scatti finito poi nel libro “Italian Hilltowns” dove lo definì l’archetipo dei borghi collinari italiani. Oggi le sue foto costituiscono una memoria storica e sono esposte in una struttura del relais, dove si può anche assistere ad un documentario esaustivo sulla storia e la rinascita di Postignano vista attraverso gli occhi degli ex bambini del borgo, protagonisti anche delle foto di Carver.

Il colpo finale al deterioramento di Postignano fu dovuto al terremoto del 1997 che fece crollare l’intera
sezione centrale ma portò a un’eccezionale scoperta: nella piccola chiesetta sconsacrata, dove erano già iniziati i lavori di restauro di un’opera pittorica, crollò la parete absidale e rilevò un altro affresco al di sotto ancora più antico, databile alla seconda metà del XVI secolo, e attribuibile alla cerchia del De Magistris, detto il “Caldarola”.

La rinascita del Castello di Postignano è dovuta ad un caso fortuito. L’architetto e armatore napoletano
Gennaro Matacena, durante un’escursione in zona con il figlio, si innamorò del borgo distrutto e, insieme all’architetto Matteo Scaramella, decise di comprarlo e riportarlo in vita.

“Fu un percorso lungo – racconta ora l’architetto – soprattutto nel cercare i proprietari delle case del borgo, spesso emigrati all’estero, mi aiutò il postino del paese a rintracciarli tutti. Facemmo 250 rogiti e alla fine cominciammo i lavori cercando di recuperare tutte le tipicità dal borgo, fornendo tutti i servizi necessari, prima qui non c’erano bagni, e con particolare attenzione alle esigenze anti sismiche”.

Infatti, quando arrivò il devastante terremoto del 2016, le uniche cose a rompersi furono due bottiglie di vino nella cantina: c’è ancora la macchia a terra, per ricordare il tragico momento.

L’architetto Matacena, con il suo gentilissimo e preparato staff, si è preso cura di ogni singolo dettaglio del Castello di Postignano e questa solerte attenzione è riscontrabile in ogni angolo del relais. Una parte delle case del borgo sono in vendita o vendute a privati, spesso stranieri, come un prestigio appartamento che ha una parete con un affresco antico, si dice sia stato un mini convento nel Medievo.

Il resto del borgo vive come un albergo diffuso, dove gli ospiti soggiornano in varie tipologie di camere e suite, tutte con arredi preziosi, e hanno a disposizione la piscina immersa in un giardino e una spa con trattamenti estetici su richiesta, oltre a sala biblioteca e sala biliardo.

Uno dei tanti punti di forza del Castello di Postignano è la colazione servita sulla terrazza panoramica e con squisiti prodotti locali, dai formaggi ai salumi, oltre agli estratti di frutta e alle torte salate, ai dolci, al pane e ai prodotti da forno preparati dalla chef del relais, la signora Maria.

Lei è anche l’artefice dei raffinati e gustosi piatti proposti, secondo un menù con ingredienti stagionali, del ristorante La Casa Rosa, aperto anche ai visitatori esterni del relais: da assaggiare i ravioli di parmigiana, la lasagna di verdure, la pappa al pomodoro, le tagliatelle con il ragout di verdure e il tartufo estivo fresco, i semifreddi e l’insuperabile profitterol. I golosi si trovano viziati e coccolati dalla bravura della chef.

Tanto poi per smaltire le calorie bastano le passeggiate, tra scalini in pietra e salite e discese (anche se c’è un ascensore nella roccia che porta ai due livelli del relais) e il percorso nel bosco che conduce alla torre del borgo.

Tris, il coccolone gatto mascotte, fa da guida speciale tra i vicoli portando a scoprire la bottega dei tesori vintage, dove tra arredi e accessori si ammira un’artigiana al telaio, la bottega di vini e oli dove poter
acquistare le preziosità umbre, le sale adibite a mostre fotografiche e artistiche.

Alla fine, al momento della partenza, Tris e tutto lo staff di Castello di Postignano si saranno guadagnati un posto nel cuore dei visitatori e degli ospiti di quest’angolo antico e verde dell’Umbria.

Info: www.castellodipostignano.it
Foto © Gratet&Maglione e Sonia Anselmo

In collaborazione con Castello di Postignano

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