Cammeo, arte e tradizione nei gioielli di Torre del Greco

I profili dei volti femminili sono cesellati finemente, intorno fiorellini, dettagli e minuzie.
L’antica arte del cammeo non smette mai di stupire per l’abilità artigianale.

Oggetto sospeso tra bigiotteria d’autore e gioielleria, il cammeo ha un lunga e storica
tradizione, in Italia legata a Torre del Greco e alla baia di Napoli.

Qui, ancora oggi la lavorazione del cammeo avviene artigianalmente con i maestri orafi che tramandano i segreti del mestiere di padre in figlio.

Orecchini, ciondoli, bracciali, ma soprattutto spille, il cammeo arriva dal passato e in certi
casi, nella memoria collettiva, si unisce all’uso da parte di re e regine, di aristocratici, come fosse uno status symbol.

Inevitabile che venga alla mente la regina Vittoria di Inghilterra che amava sfoggiare vari tipi
di cammeo, rendendolo popolare nell’Ottocento. Più recentemente, la principessa ereditaria
Vittoria di Svezia si è sposata indossando una famosa tiara di cammei, proveniente dai gioielli della sua antenata Giuseppina de Beauharnais Bonaparte.

Gioiello e simbolo di prestigio, il cammeo ha sfiorato i secoli restando sempre di moda. Oggi
anche a portata di tutti, riciclato su resina o conchiglie meno preziose, con una larga gamma
di soggetti, da angioletti a fiori e frutta, persino ironici teschi, e colori di sfondo,
dal verde al viola, adeguandosi ai gusti moderni e alla varietà di usi.

Il vero cammeo ha antiche origini, già apprezzato da Greci, Etruschi e Romani che lo
realizzavano con pietre dure, come l’agata e l’onice. I primi cammei furono ritrovati in alcune
tombe in Crimea e risalgono al 281 a.C.

Durante il periodo imperiale romano si sviluppò lo stile e la tecnica e molti reperti preziosi si trovano nei musei di tutto il mondo, tra coppe, medaglie e monili veri e propri.
Durante il Rinascimento gli artisti italiani si distinsero anche in questo settore e nel XVI
secolo si cominciarono ad usare le conchiglie per l’intaglio.

Quest’arte, tra il XVIII e il XIX secolo, trasforma Torre del Greco, città portuale al centro
del Golfo di Napoli, nella capitale mondiale della lavorazione del cammeo su conchiglia e non solo: la gioielleria qui sfrutta altri doni del mare, come i coralli che vanno a decorare collane, bracciali, orecchini e quant’altro.

Inoltre, nell’Ottocento venne realizzato un nuovo di tipo di cammeo, usando la lava pietrificata
e colorata estratta da uno scavo archeologico a Pompei: era di gran moda per le dame che facevano tappa a Napoli per il Grand Tour e li acquistavano come ricordo di questi viaggi.

Tuttora a Torre del Greco si realizza un cammeo dalle conchiglie: quelle usate sono diverse,
quelle più comuni sono la Cypraecassis rufa, la Cassis Cornuta e la Cassis Madascarensis. Quest’ultima è la preferita in quanto ha un forte contrasto di colori tra lo strato superiore bianco e quello inferiore marrone scuro, che permette di isolare meglio il disegno e i suoi dettagli.

La lavorazione di un cammeo è molto elaborata ed è divisa in più fasi: per prima la scoppatura (il
taglio della parte convessa della conchiglia, la coppa), poi avviene la segnatura e la sagomatura
del pezzo, ovvero tracciare i contorni del cammeo ed eliminare le parti superflue. Segue
la aggarbatura, che consiste nel dare la forma voluta all’oggetto.

I pezzi così ottenuti vengono fissati su un fuso di legno per procedere alla scrostatura, ovvero
l’abrasione della parte esterna della conchiglia per lasciare in superficie lo strato da incidere.
Infine arriva l’incisione del cammeo, con il soggetto da riprodurre: spesso volti femminili e
figure mitologiche, ma anche animali, paesaggi e lettere. L’oggetto ottenuto andrà poi ad essere inserito in collane, supporti per ciondoli e spille, orecchini e braccialetti.

Ancora oggi alcuni cammei vengono realizzati in pietra dura, hanno un alto valore in quanto
l’agata o l’onice, i materiali più usati, sono difficili da intagliare e richiedono ancora più
abilità per essere realizzati. Così, in un filo conduttore che attraversa i secoli, il cammeo
resta un oggetto pregiato e unico, simbolo di artigianato artistico.

Info
www.agenziaturismocampania.it/campaniadivina/

Foto Sonia Anselmo, dreamstime.com, Pixabay

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