Batik, creatività, tradizione e artigianato in Indonesia

Fiori, foglie, animali, disegni astratti, colori sgargianti o più rarefatti. C’è tanta arte e creatività nell’antica tradizione del batik, il tessuto tipico dell’Indonesia.

In realtà, l’origine del batik è sconosciuta. Anche se il nome è indonesiano e deriva dal termine ambatik, che significa tessuto con tante gocce.

Si dice che il batik sia nato da una serie di errori causali nella tintura, con macchie che impedirono l’uniformità del colore o dove i lacci usati per tenere insieme il filato lasciarono il segno.

Comunque sia si tratta di una tecnica molto antica che viene praticata in Indonesia, in India del Sud e in altre regioni dell’Asia meridionale dal V secolo. I primi ritrovamenti di questa particolare tecnica, però, vengono identificati con l’Egitto del IV secolo a. C.

Qui infatti le bende per le mummie venivano ricavate da strisce di stoffa intrisa di cera d’api, poi disegnate con un ago appuntito, tinte con sangue e cenere e successivamente lavate in acqua calda per eliminare le tracce di cera.

Un metodo similare era praticato in Cina, in India e in Giappone nel IX secolo d.C, ma anche in Africa presso alcune tribù della Nigeria e del Senegal.

Il rapporto con il sacro affiora anche in Indonesia dove il batik agli inizi veniva usato per le cerimonie religiose e riturali. Soprattutto nelle isole di Giava e Bali, la tecnica venne sviluppata fino a diventare un’arte creativa destinata all’abbigliamento e all’arredamento, il tutto con una lavorazione manuale.

A Giava, inizialmente la stoffa era riservata alle donne nobili, ma in poco tempo diventa un costume nazionale, diffuso su tutto l’arcipelago. Anzi, un po’ come con i fiori, i disegni del batik assumono un linguaggio tutto loro per comunicare: legato al simbolismo indonesiano, ogni forma, colore o foggia diventa specifica per un rango e per ogni uso o circostanza come il matrimonio o la nascita.

Giava resta ancora l’isola dove le tradizioni vengono tutelate e mantenute. Yogyakarta e Solo sono vere miniere per scoprire i batik, come nei mercati, mentre esistono interi villaggi, come Trusmi, a quattro chilometri dalla città di Cirebon, nella costa nord est, specializzati nella produzione. Qui vivono e lavorano oltre mille artigiani che ogni giorno si dedicano al tessuto, dove ovviamente si possono fare preziosi acquisti.

Tradizionalmente i colori usati nei batik di Giava sono il blu, che simboleggia la terra, il marrone per indicare il fuoco e il bianco come emblema di aria e acqua. Normalmente i disegni cambiano a seconda delle zone dell’isola: i tessuti prodotti nell’entroterra sono di solito basati sulla filosofia, le tradizioni e la religione, mentre sulla costa sono più vari, si ispirano alla natura e vengono usati anche dai pescatori del luogo.

Anche a a Bali si possono visitare centri dove il batik viene creato dalle abili mani di tessitori e pittori, come perfetto souvenir per quelle terre.

Il batik viene creato con tessuti naturali leggeri, soprattutto cotone e lino, che prendono bene sia la tinta, spesso e volentieri naturale, che la cera. Una volta preparato il disegno, spesso con uno stampo fatto di lamelle di rame, si copre con la cera liquida le parti da colorare: normalmente si usa un piccolo strumento con il becco per far colore le gocce, altre volte aghi, stampi o pennelli, a secondo dell’effetto che si è scelto.

Una volta asciugata, la cera impermeabilizza le fibre e impedisce al colore di aderire mentre si fa un secondo bagno di tintura. Seguono il risciacquo, l’asciugatura e l’eliminazione della cera tramite calore, inserendo tra il tessuto strati di carta e passando un ferro da stiro caldo che la scioglie e la fa assorbire dalla carta. Si formeranno alcune screpolature sulle tracce di cera, che contribuiscono a rende questa tecnica ancora più unica ed affascinante.

Per i batik con più colori si ripete tutto per ogni nuova tinta, partendo dalle tonalità più chiare e finendo da quelle più scure. In Indonesia il batik è creato su entrambi i lati, senza avere diritti o rovesci del disegno.

In Europa, il batik si fa conoscere solo nell’Ottocento quando un mercanto olandese regalò
al museo etnografico di Rotterdam alcuni campioni presi in Indonesia, mentre soltanto con l’esposizione universale di Parigi del 1900 il tessuto divenne noto al grande pubblico e capace di influenzare gli artisti. Oggi il batik è un oggetto di arredamento o di moda che subito rivela le sue origini, oltre che un esempio di grande artigianato e creatività.

Info:
www.indonesia.travel/gb/en/home

Foto Pixabay

Articoli correlati:
https://www.latitudinex.com/asia/mandalay-citta-dacqua-templi-doro.html
https://www.latitudinex.com/rubriche/curiosita/tartan-il-tessuto-scozzese-tra-storia-e-leggende.html

0 Condivisioni

Lascia un messaggio