Bath, essere Jane Austen per un giorno nell’età della Reggenza

accoglienza al museo

Essere Jane Austen o Elisabeth Bennet per un giorno. Calarsi letteralmente nei panni delle eroine descritte dalla scrittrice, addobbarsi come una gentildonna dell’età  della Reggenza, tutta cappellini, cuffiette, abiti lunghi, scialli e fiocchi, è divertente per poi magari fare una foto così vestite per Facebook. E’ la possibilità  che offre il Jane Austen Centre, il museo dedicato all’autrice inglese a Bath, luogo che l’ispirò molte volte.

Anzi, la splendida cittadina di origine romana e oggi Patrimonio Mondiale dell’Unesco sembra
essere dominata dallo spirito fiero e moderno, sempre molto avanti rispetto al suo secolo, della scrittrice molto amata in ogni latitudine. Jane è ovunque a Bath: ci sono tour organizzati sulle sue orme e su quelle dei suoi romanzi, festival letterari, appuntamenti in costume e quant’altro.

Il cuore peò di questa devozione è al centro a lei dedicato: un museo molto particolare, in un’antica casa georgiana a pochi metri da quella dove visse realmente, con annessa sala da tè a tema, dove si può scoprire ogni segreto della vita e delle opere della Austen (40 Gay Street
Bath; BA1 2NT www.janeausten.co.uk).

Il primo impatto si ha con Mister Knigthley, il protagonista maschile di “Emma”. Ovviamente non è l’originale, ma una simpatica e bravissima guida, che, alternandosi con altri colleghi che interpretano altri ruoli dai romanzi, aiuta ad addentrarsi nell’esistenza della scrittrice e persino a comparire nelle foto in abiti d’inizio Ottocento.

Il museo è un susseguirsi di sale interattive, dove attraverso filmati molto efficaci ci si rende conto di come fosse Bath ai tempi della Austen: già una meta turistica famosa grazie alle terme romane e alla cura dell’acqua, con l’abbazia e i vicoli esattamente come sono rimasti ora. E infatti in uno dei video più curiosi si vede Jane, come un fantasma, girare per la città di oggi.

Non solo filmati, ma anche i ritratti dipinti dalla sorella Cassandra, a cui era molto legata,
cimeli d’epoca, foto e ricordi dai set dei film e fiction girate in base alle sue opere, persino alcuni dolcetti da gustare, fatti secondo l’antica ricetta della mamma della Austen.

Non manca un ampio spazio dedicato alle sue eroine più amate, in particolare Anne Elliot di “Persuasione”, il romanzo pubblicato postumo dal fratello della scrittrice e ambientato a Bath, ed Elisabeth Bennet di “Orgoglio e pregiudizio”, forse il libro di Jane più amato e letto anche oggi. E infatti, davanti all’entrata del museo, quasi a dare il benvenuto alle lettrici e alle fan c’è il ritratto di Mister Darcy: in verità è Colin Firth, l’attore che forse ha incarnato al meglio, in una fiction di qualche anno fa della BBC, l’eroe romantico della Austen.

Una volta visitato il museo e preso un tè nella sala stile Reggenza, ci si può addentrare nella città alla scoperta dei luoghi di Jane, che in realtà visse pochi anni a Bath.
La scrittrice nacque esattamente 260 anni fa, il 16 dicembre, a Steventon, un piccolo paese dell’Hampshire, figlia di un reverendo, penultima di otto figli. Nel 1801 quando il padre volle trasferirsi a Bath: Jane già la conosceva, in quanto ci era venuta più volte in visita agli zii materni e deve aver sentito parecchi aneddoti su quando suo padre ebbe il primo incarico di pastore nella chiesa di St Swithin e dove sposò Cassandra Leigh. Tuttora il reverendo Austen è
sepolto nel giardino della chiesa.

In una lettera alla sorella del maggio 1801 Jane descrive il suo arrivo: “Il primo impatto con Bath col tempo buono non corrisponde alle mie aspettative: penso che la vedrò più distintamente attraverso la pioggia. Il sole faceva da sfondo a tutto e dalla cima di Kingsdown l’aspetto del
luogo, appariva tutto vapore, ombra, fumo e confusione”. Gli Austen vissero in diverse case e Jane abitò anche con i ricchi zii presso il Sidney Gardens, il grande parco spesso ricordato nei suoi romanzi. Lasciò la città nel 1806 per trasferirsi a Southampton e infine a Chawton nell’Hampshire.

A Bath Jane è ovunque anche per via di “Persuasione” e de “L’abbazia di Northanger”: i personaggi si muovono nelle strade, al giardino, nella Pump Room. Oppure nella piazza di Abbey Green, con ancora al centro l’albero sotto il quale passeggiava Jane, il negozio d’angolo dove veniva
a fare shopping, oggi diventato una boutique di artigianato locale, e il palazzo dove è passata più volte a visitare alcuni amici, ora un b&b con le stanze, inevitabilmente, intitolate alle sue eroine.

In qualche modo, Bath è diventata un palcoscenico ideale dove ambientare romanzi: la Austen vanta innumerevoli imitazioni e molte scrittrici attuali sono debitrici alle sue storie, alcune volte attingono senza pudore alle sue opere, altre volte la omaggiano ambientando romanzi rosa a fondo storico, soprattutto nel periodo d’inizio Ottocento, proprio negli stessi suoi luoghi di Bath.
Testimonianza che Jane è ancora un’autrice amatissima e moderna. In fondo, al museo a lei dedicato nessuno resiste alla tentazione di vestirsi almeno per un quarto d’ora come lei e provare ad essere una delle sue protagoniste indimenticabili.

Dove dormire: Three Abbey 3 Abbey Green, Bath BA1 1NW,Regno Unito, www. threeabbeygreen.com +44 1225 428558. Se si vuole continuare a vivere come Jane Austen, questo b&b a conduzione familiare è l’ideale. A pochi passi dall’Abbazia e dalle Terme Romane, è composto da due edifici georgiani con le camere tutte intitolate ai personaggi femminili della scrittrice. Dotate di ogni confort, hanno un fascino senza tempo. Colazione freschissima e con prodotti bio a chilometro zero al piano terra dei due palazzi. La famiglia proprietaria è sempre disponibile per qualsiasi informazione e curiosità su Bath e Jane.

Foto di Sonia Anselmo
Info: www.visitbritain.com

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