Auto che passione al museo della Mercedes

Mercedes

Chissà quale dama con il vestito charleston, i capelli a caschetto e i fili di perle, avrà ospitato quell’auto così elegante. Magari un corteggiatore con il completo bianco, con l’aria da Grande Gatsby, sarà  corso ad aprirle lo sportello per poi sedersi a guidare. La fantasia vola osservando le splendide Mercedes Benz degli anni Venti, dal fascino retrò e immutabile. Ogni macchina ha la sua vicenda e vengono subito in mente tante domande: chi sarà  stato il proprietario, quali strade avrà percorso, cosa avranno visto quei fanali. Piccole storie dentro una grande storia, quella dell’automobile.

Il Museo della Mercedes Benz di Stoccarda racconta l’epopea di un’azienda e quella dell’auto, ma anche uno spaccato di storia vera. Come ricordano le bellissime foto, anno per anno, che accompagnano la discesa nelle varie sale, o i frammenti video che illuminano i pilastri mentre si sale sull’ascensore. Il museo, uno dei più visitati della Germania, non è un’esposizione fredda e didascalica. Al contrario, a leggere tra le righe, è un viaggio nel passato, nel presente e nel futuro, nel costume, nello sport, nella moda, nei sentimenti. Anche grazie alla splendida costruzione, creata dieci anni fa, perfettamente adeguata allo scopo.

Si sale, appunto, con l’ascensore trasparente fino all’ultimo piano e poi si scende a spirale: dal passato remoto al futuro, dal cavallo e dalle prime biciclette fino ai bolidi avveniristici. In mezzo tutto quello che è stata la Mercedes dagli albori, nel 1886, con l’invenzione del veicolo. I primi ambienti del museo raccontano proprio questo, come grazie alla tenacia di due persone molto
creative e all’avanguardia, Gottlieb Daimler e Carl Benz, siano nati i motori: il primo fu quello strano triciclo, il Benz Patent-Motorwage, messo su un piedistallo al centro della sala iniziale, quella dei pionieri. Si racconta anche l’affascinante vicenda di Bertha Benz, la prima donna a guidare, la moglie dell’ingegner Carl che per far ottenere al marito il brevetto e dimostrare le reali potenzialità dell’auto si mise al volante nel 1888, con i due figli dietro, e intraprese il primo viaggio della storia dell’automobile, da Mannheim a Pforzheim, città natale di Bertha, 106 km di imprevisti e di successi.

Da lì si è sviluppato tutto: continuando nel museo si attraversano le zone dedicate alle varie sezioni: dal 1900 al 1914 con la nascita dell’azienda, il cui nome è dovuto a Mercedes, una ragazza dagli occhi verdi, figlia di Emil Jellinek, commerciante austriaco, tra i primi a credere nelle vetture Daimler-Motoren-Gesellschaft (DMG) e che ebbe l’idea di battezzare una nuova serie di modelli con il nome “Daimler-Mercedes”. Appassionato delle emergenti gare automobilistiche,
convinse i pionieri a creare una vettura competitiva: ed ecco la Mercedes, nel 1901.

Continuando ad esplorere il museo, si scoprono le sale dedicate ai periodi tra il 1914 e 1960 e poi dagli anni Settanta ad oggi: evoluzione, cambio di sistemi, motori e design, in linea con il segno dei tempi. Al Museo della Mercedes Benz si ammirano le creazioni di quasi 130 anni di storia, tra leggende e 160 veicoli in mostra. Sotto il simbolo della stella argentata, sfilano anche i modelli dedicati alle gare automobilistiche, alcuni esempi entrati nell’immaginario collettivo grazie a vittorie sportive o a film famosi e persino quelle “vip”. In una sala
apposita sono raccolte alcune macchine appartenute a celebrità come Lady Diana, l’imperatore giapponese Hirohito (la sua fu la prima auto blindata della Storia), Ringo Starr dei Beatles e tanti altri: ci sono persino il pullman della squadra di calcio tedesca Campione del Mondo del 1974, la “Papamobile” di Giovanni Paolo II e il furgone di “Jurassic Park II”.

Inoltre, il museo propone visite guidate e specifiche per gruppi di studenti, eventi particolari soprattutto nel grande spazio esterno, un ristorante gourmet e un negozio. Di sicuro è una delle tappe più amate da chi visita Stoccarda, città dell’auto, unica al mondo ad avere due musei dedicati alle vetture (l’altro è quello della Porche).

Non solo, per gli appassionati d’automobilismo, Stoccarda propone un interessante mix di sale espositive, hotel e ristoranti interamente dedicato a questa passione. In periferia, infatti, c’è il Motorworld, un’atmosfera unica e rilassata dove poter ammirare in un lungo “hangar” un’incredibile collezione d’auto d’epoca e non, di tutte le marche. Un tempo qui c’era un aeroporto militare e la costruzione è rimasta come base per sviluppare un progetto insolito: la vecchia torre di controllo, ad esempio, ospita una suite a più piani con vista panoramica sulla regione, del V8 Hotel (www.v8hotel.de). L’albergo, sempre sold out, è molto curioso: ogni stanza
è a tema automobilistico, come quella dedicata al garage, quella al lavaggio auto, quella al benzinaio, quella al Drive In. Si dorme praticamente su un letto costruito come un auto, mentre nella stanza ci sono tantissimi dettagli, come il sapone a forma di macchina e lo specchio del bagno ricorda le ruote. Un luogo sorprendente e divertente che mette l’accento ancora di più su
Stoccarda, come città delle auto.

Foto di Sonia Anselmo, www.mercedes-benz.com, www.stuttgart-tourist.de
Info: www.mercedes-benz.com, www.stuttart-tourist.de
In collaborazione con www.germany.travel

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