Al castello di Rivau i cavalli del Re

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E oggi che in queste terre amate a dismisura dal sovrano rinascimentale si celebrano proprio i cinquecento anni della salita al trono (per i dettagli delle manifestazioni  http://francois1er.org), nemmeno Rivau si esime dalla ricorrenza. Lo fa ricordando proprio i cavalli di Francesco in una mostra interattiva che si tiene nelle antiche stalle. Sua maestà amava farsi riconoscere come la perfetta incarnazione del re cavaliere.  L’esposizione presentata nelle scuderie del castello di Rivau (classificate monumento storico nazionale) trascrive  le evoluzioni dell’arte equestre durante il regno di Francesco I. Il re, grande comunicatore, lasciò l’impronta del cavaliere «per piacere» con l’armatura da cerimonia, diventando rapidamente il simbolo degli ideali del Rinascimento. L’iconografia del re a cavallo proiettata in maniera innovativa sui muri ad arco delle scuderie rinascimentali del castello mostra perfettamente come il Valois ha saputo affermare le sue qualità di audacia e coraggio  e imporre l’autorità reale.
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Ma il palazzo di Rivau vale la pena di essere visitato in tutta la sua interezza. Già entrando, con le aiuole coltivate ad orto, appare come un’oasi di serenità, nella bella e rilassata campagna della Loira. La fortezza medievale, ristrutturata con grande amore dalla famiglia Laigneau, ora proprietaria della struttura, si scaglia bianca nel cielo azzurro e sembra proprio un maniero delle fate. Anche i quattordici giardini che la circondonano non sono da meno: ognuno di loro è ispirato ad una favola, con tanto di opera d’arte moderna e perfettamente integrata al centro. Tutto qui ha una doppia lettura, per i bambini, che sono ben accolti e per i quali si organizzano giornate in costume con animazione, e per gli adulti: due significati, quello più fiabesco e quello più celebrale per ogni forma d’arte, ad esempio l’enorme stivale abbandonato può significare sia un lascito del gatto con gli stivali e sia un’accusa al consumismo. Qui tutto sembra giocare con il visitatore: le collane sui rami, i buffi guardiani di legno appaggiati agli alberi, i sette nani, il labirinto dedicato ad Alice nel Paese delle meraviglie a forma di testa di Stregatto, le tantissime e diverse casette degli uccelli sparse ovunque. E poi i fiori, di ogni foggia, colore e intensità, per tutte le stagioni: 450 varietà di rose profumate, narcisi, tulipani, iris, peonie, allium e più tardi i crisantemi. Senza dimenticare le zucche: se ne coltivano di varie specie, il 13 settembre si svolge una festa in loro onore, fanno da ingrediente principale nelle marmellate, da assaggiare insieme al rabarbaro e in vendita nel piccolo negozio della tenuta, e nelle zuppe che vengono proposte, insieme a ingredienti locali, nel ristorante. Durante l’anno, si svolgono qui anche tornei in armature medievali, festival ed esposizioni artistiche varie, si organizzano anche matrimoni. Del resto, le ampie sale del castello, curiosamente sospese tra l’antichità delle mura e della struttura e la modernità delle opere d’arte e dell’ironica sistemazione, oltre ad una mostra sulle chimere, si prestano perfettamente. Dentro il palazzo, c’è anche una piccola cappella e una sala dedicate a Giovanna d’Arco che veniva qui, proprio come Francesco I secoli dopo, a scegliere i cavalli. Anche se è il Valois il protagonista di quest’anno, il re vero di Rivau è Leo, uno splendido pavone che gira indisturbato nei giardini mettendo in mostra la sua maestosa coda davanti agli obiettivi dei fotografi. La mascotte è vanesia, un po’ come doveva esserlo stato il sovrano. 
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I cavalli per Francesco servivano anche alla caccia e proprio a questa sua passione è interamente dedicato un altro castello della Loira, a poco più di un’ora di strada da Rivau: Montpoupon. Non proprio un vero maniero, piuttosto una residenza nobile, tuttora abitata dai proprietari, che consente la visita ad alcune stanze, una delle quali ospitò molte volte Francesco e oggi dà un’idea chiara di come si viveva nel Rinascimento. Tutto Montpoupon, costruito su un promontorio roccioso di importanza strategica e circondato da boschi, è consacrato alla caccia: nelle vecchie scuderie è allestito il museo dedicato a questa attività, tra divise, selle, animali impagliati e armi, oltre ad una mostra temporanea su Francesco in versione cavaliere e cacciatore, compresa una sezione sulla falconeria, amata dal re. Tra i cavalli di Rivau e l’arte venatoria di Montpoupon (entrambi appartenuti a compagni d’arme e amici del Valois)  si ha un’immagine più completa e privata del grande sovrano, in quest’anno di festeggiamenti.

Dove dormire: Hotel Diderot, 4 Rue de Buffon, 37500 Chinon. A Chinon, a dieci minuti dal castello di Rivau, un delizioso albergo a conduzione familiare a due stelle molto curato nei particolari dai proprietari che parlano italiano. Stanze accoglienti, dotate di ogni confort, wi-fi gratuito, zona relax con libreria, giardino fiorito di glicini e peonie. Colazione con prodotti locali, in particolare da assaggiare una delle tante marmellate prodotte in casa, alcune originali come quella ai fichi e anice, altre ricchissime di frutta come quella all’arancia.
Dove mangiare: L’Océanic, 13 rue Rabelais, 37500 Chinon, www.loceanic-chinon.com. Elegante ristorante di pesce nel centro di Chinon, gustose ed elaborate pietanze, molta cura nell’apparecchiatura, selezione di formaggi locali, piatti vegetariani su richiesta.
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Foto di Sonia Anselmo e www.chateaudurivau.com
Info: www.chateaudurivau.com, www.chateau-loire-montpoupon.com, www.visaloire.com www.rendezvousenfrance.com

In collaborazione con www.rendezvousenfrance.com

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