Tahiti, nei musei alla scoperta di tradizioni e arte

fiori con tiki

Il mare ha le mille sfumature del turchese, sembra un dipinto. Ma anche il resto della vegetazione, i grandi fiori, i vulcani, gli atolli, le creature sottomarine, tutto appare l’opera di un pittore estremamente bravo e lascia esterrefatto in Polinesia, dove i sogni e il paradiso possono diventare realtà.

Non è un caso che molti artisti si siano ispirati alla bellezza della natura e del luogo. Così un’attività sicuramente curiosa da fare a Tahiti è andare per musei. Già, proprio la cultura e la storia che si mettono in mostra nell’isola delle meraviglie. Un modo inconsueto per arricchirsi ancora di più l’anima nel viaggio nell’arcipelago dell’oceano Pacifico. Di sicuro il primo nome che si associa alla Polinesia è quello Paul Gauguin.

Il pittore francese arrivò a Tahiti, per la prima volta nel 1891 per cercare, attraverso il contatto con la natura, la semplicità dell’arte e anche una sorta di pace interiore. Sceso a Pape’ete, il porto più importante dell’isola, restò deluso dalla presenza degli europei e così si trasferì a Mataiea, a sud e a circa 80 chilometri dalla città, dove l’ambiente era ancora selvaggio come lo cercava. Si stabilì in una tipica capanna di bambù, immersa nella vegetazione e affacciata su una laguna. Qui Gauguin dipinse una settantina di opere di vario genere, dai ritratti ai nudi, dai dai paesaggi ai soggetti simbolici ed allegorici. Gli stessi quadri famosissimi che oggi vengono in mente appena si parla di Polinesia.

Il pittore visse qui per alcuni anni, prima di stabilirsi alle Isole Marchesi dove morì, e da gossip locale si dice che abbia lasciato in eredità la sifilide a molte ragazze del posto. Oggi nella casa dove dimorò c’è il museo a lui dedicato, tappa immancabile a Tahiti. Si trova all’interno dei giardini botanici e sono questi che lasciano incantati i viaggiatori occidentali:
fiori enormi, migliaia di varietà di alberi tropicali, bamboo, banani e palme.

Voluti dal botanico americano Harrison Smith nel 1919, sono un vero spettacolo, così come la laguna con i pesci che si vedono ad occhio nudo e il panorama intorno. Al centro dell’orto botanico, la casetta dal tetto di foglie di banano di Gauguin, dove attraverso un percorso con le
riproduzioni dei suoi quadri “polinesiani” più celebri si racconta la sua permanenza nell’isola.

Non mancano anche alcuni oggetti del pittore, come pennelli, tavoli, qualche foto. Ospita anche opere di artisti ispirati sempre dalle isole polinesiane. Il museo è meno interessante, non essendoci nemmeno un quadro originale, della bellezza del posto in cui è collocato: nei giardini ci sono anche alcuni Tiki, rappresentazioni della divinità polinesiane incise nelle roccia. Ogni Tiki ha il suo spirito e porta in vita le leggende del luogo.

Per scoprire tutta la cultura e la storia delle isole niente di meglio che il museo di Tahiti e le sue Isole. Quello sì che è davvero interessante. Non per niente è considerato uno dei più bei musei del Sud Pacifico. Aperte dal martedì alla domenica, le sale in una tipica casa polinesiana con giardino ospitano retrospettive, mostre di arte contemporanea e di fotografia, ma soprattutto una ricca collezione che ripercorre la storia polinesiana, dalla formazione delle isole fino ai giorni nostri, attraverso alcune rare collezioni di manufatti e suppellettili finemente intagliati.

Curioso è invece lo spazio espositivo dedicato ad un prodotto locale: il Robert Wan Pearl Museum di Tahiti è l’unico museo al mondo interamente dedicato alle perle. Qui si racconta la storia e la coltura della perla attraverso numerose epoche e civiltà. Oltre a un’affascinante panoramica su alcune delle perle più preziose del mondo, la mostra illustra il ruolo che questo piccolo gioiello del mare ha avuto nel corso del tempo nell’arte, nella storia, nella mitologia e nella religione. Il museo è aperto dal lunedì al sabato e l’ingresso è gratuito.

Per conoscere altri aspetti della tradizione polinesiana, soprattutto artigianale, c’è La Maison de la Culture che ospita laboratori di tessitura, arti applicate e molto altro ancora, mostre e recite. Il centro culturale offre sempre attività interessanti per adulti e ragazzi. Per conoscere il calendario degli eventi, visitare il sito internet www.maisondelaculture.pf.

Per finire c’è il James Norman Hall Home è dedicato a uno dei più famosi autori locali. Hall fu coautore del romanzo La Tragedia del Bounty (Mutiny on the Bounty) e scrisse molte altre storie sui mari del sud. La sua dimora è stata mantenuta esattamente come si presentava negli anni in cui Hall viveva a Tahiti, dal 1920 al 1951. I visitatori possono ammirare la sua scrivania originale, una grande collezione d’arte e la sua biblioteca privata, che conta oltre 3.000 volumi. Dopo la visita, i turisti possono degustare un thè nella caratteristica sala con giardino della struttura, all’ombra di uno spettacolare albero di mango.

E infine la cultura e l’arte polinesiana sono un po’ dovunque nella spettacolare natura di Tahiti, sotto forma di Marae, luoghi sacri utilizzati dagli antichi abitanti, monoliti e monumenti. A volte appaiono dal nulla, sotto la vegetazione, come il grande Tiki appoggiato all’albero nel porto di Pape’ete e il colorato mercato, cuore della città.

Foto di Sonia Anselmo e www.tahiti-tourisme.it
Info www.tahiti-tourisme.it

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