Ad Alberobello festa dei Santi Cosma e Damiano

Dal 26 al 28 settembre, Alberobello, la celebre località dei trulli si veste a festa con luminarie, musica, fuochi d’artificio, dolciumi tipici per onorare i
Santi Cosma e Damiano, i Santi Medici. Con l’ammirazione di turisti increduli e abitanti che partecipano alle funzioni religiose
La festa patronale, nella sua veste serale, è fatta soprattutto di riti comuni, d’odori, di luminosità, di prodotti gastronomici da sgranocchiare e di sapori che rimandano a ricordi familiari, ad interminabili pranzi che vedevano radunati amici ormai distanti, zii d’America o cugini d’oltralpe. Ogni anno si riconfermano i fuochi d’artificio, le luminarie, le bande in concerto, la fiera del bestiame, i pellegrini che in piena notte giungono a piedi dai paesi vicini, la magia della prima messa alle 4 del mattino con l’accensione dell’illuminazione.
Le processioni delle due statue settecentesche rendono ancora visibile l’autenticità di sentimenti che induce alcuni pellegrini a prendervi parte. L’adesione di persone scalze, perlopiù anziane, o di genitori che conducono figli diversamente abili, consente di capire che la festività, per alcuni, non è fatta di folclore, ma d’autentica fede. Inoltre, il 28 settembre è prevista una particolare celebrazione per i concittadini residenti in Italia e all’Estero. Il culto è, infatti, ancora molto vivo negli emigranti e addirittura nei loro figli. I Santi patroni di Alberobello, Cosma e Damiano, si dice praticassero con risultati sorprendenti operazioni chirurgiche molto ardite in Cilicia, un distretto sulla costa sudorientale dell’attuale Turchia. Avendo convertito molte persone al cristianesimo, provocarono l’ira di Diocleziano, al tempo governatore di quel distretto, che ordinò la loro decapitazione. 

Nell’Italia meridionale il loro culto fu introdotto dai monaci brasiliani, provenienti dai Balcani che, nell’VIII sec., edificarono molti templi in loro onore.
Ad Alberobello, la devozione per i SS. Medici risale al XVII sec. ai tempi d’Isabella Filomarino, moglie di Giangirolamo Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano. Per grazia ricevuta, infatti, la nobildonna fece edificare una cappella in onore dei due taumaturghi. Il 27 settembre del 1636, il Conte organizzò nella Silva di Alberobello una prima processione cui facevano ala gli armigeri con delle torce e i pochi abitanti del posto, invitando, inoltre, nobildonne e gentiluomini del feudo. Il culto fu gestito dalla famiglia aristocratica fino al 1665, anno in cui il Conte morì.
Da allora gli abitanti fecero propria la devozione, portando in processione un loro quadro, custodito nella chiesetta rurale tra i trulli e i campi coltivati.
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