A Pistoia si apre la stagione del Funaro

Dal 24 al 28 settembre lo chapiteau dei Fratelli Forman approda sulla piazza del Duomo di Pistoia per aprire in grande stile, con Obludarium, la Stagione 2014 – 2015 del Funaro che potrebbe avere come sottotitolo “Che fortuna essere diversi!”. Un filo rosso che collega alcune delle proposte di questa “finestra sul mondo nel cuore della Toscana”, che presenta un anno con Peter Brook, Blind Summit Theatre, Cuocolo/Bosetti, Cristina Pezzoli con Laura Marinoni, Cristiana Morganti, Enrique Vargas e il Teatro de Los Sentidos, Francesca Giaconi e molti altri. E ancora: la formazione per professionisti dello spettacolo insieme ai laboratori per tutto il pubblico e diverse abilità, le attività settimanali dedicate a teatro ma anche cinema, letteratura, musica. Con due sale, la Biblioteca, la Caffetteria, la residenza, circa 260 giorni di apertura all’anno e una linea di lavoro in equilibrio tra territorio e progetti internazionali, il Funaro stesso è sempre più un punto di riferimento per una “diversa” maniera di Fare Teatro.
Sesta Stagione per il Funaro di Pistoia che apre i battenti mercoledì 24 settembre con Obludarium, lo spettacolo culto della Compagnia praghese Fratelli Forman. Un evento per la Toscana – il titolo apre anche la II edizione del progetto Infanzia & Città ed è realizzato con Associazione Teatrale Pistoiese, Comune di Pistoia e con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia – ma anche per l’Italia perché rara è l’occasione di vedere questo gruppo, apprezzato nel mondo, all’opera nel nostro paese. Per cinque giorni, lo Chapiteau che verrà allestito sulla splendida Piazza del Duomo, traghetterà il pubblico in un’atmosfera da circo di inizio secolo, che miscela il sapore del cabaret a quello del più raffinato teatro di figura: marionette, talvolta giganti, sirene, cavalli, ballerine, ombre, clown sonnolenti e pupazzi portano in scena il mondo degli esclusi ed il loro fascino, di colpo evidente. Un paradigma che trae ispirazione dall’infanzia e fa tornare bambini mantenendo uno sguardo sempre divertito e curioso, al ritmo di travolgenti musiche tzigane. Lo spettacolo apre la pista al tema-filo rosso della Stagione 2014-2015 del Centro Culturale e parte da una domanda: la Diversità è un limite o una risorsa? Si direbbe un punto di forza se si guarda all’incanto che i “freak” di Obludarium portano in scena e non si può dire di meno pensando al secondo titolo in programma: The valley of astonishment, firmato da Peter Brook e Marie-Hélène Estienne, con Kathryn Hunter, Marcello Magni, Jared McNeill, novità per l’Italia, in scena al Funaro il 20 e 21 novembre (subito dopo il debutto nazionale, il 10 e 11 ottobre, al Teatro Stabile dell’Umbria/Teatro Cucinelli-Solomeo). Questo nuovo gioco mozzafiato, firmato da uno dei più grandi Maestri del nostro tempo, esplora l’affascinante esperienza di persone al limite tra la genialità e il disagio. Un viaggio caleidoscopico nei misteri e nelle meraviglie del cervello umano, ispirato da anni di ricerca neurologica, da storie vere e dal poema epico-mistico di Farid Al-Din Attar La conferenza degli uccelli. Si prosegue l’11 e il 12 dicembre con Jessica and me, di e con Cristiana Morganti, una produzione de Il Funaro con Fondazione I Teatri – Reggio Emilia. In questo suo nuovo spettacolo, nato lo scorso anno in residenza artistica al Funaro – quest’anno in tour in varie città, dal debutto dell’11 e 12 ottobre al Festival Aperto di Reggio Emilia, a Modena, Rimini, Perugia, Roma, Piacenza, Torino – la storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, giunta a un momento importante del suo percorso, si ferma a riflettere sul rapporto con il proprio corpo e con la danza, sul significato dello stare in scena, sul senso dell’“altro da se“ che implica il fare teatro. “Diverso” è chi guarda, “diverso”é l’artista fuori e dentro la scena – e Cristiana gioca con questa ambivalenza con feroce ed efficacissimo humor – ma “diverso” è anche il Maestro, colui da cui si eredita un patrimonio artistico ed umano incommensurabile – come nel caso di Pina Bausch – e da cui necessariamente, ad un certo punto, ci si “emancipa” per tracciare un proprio originale percorso. Cristiana Morganti terrà anche, con Kenji Takagi, un workshop per danzatori e attori, dal titolo Teatro per la Danza/Danza per il Teatro, dal 2 al 5 luglio.
Il 2015 si apre ancora con una produzione del Funaro: il 23 e 24 gennaio debutto assoluto per La sposa paracadute, di Francesca Giaconi, con Arianna Marano ed Eleonora Spezi. Alla base della messa in scena- frutto di una residenza artistica al Funaro – la storia che accomuna le donne italiane del secondo dopoguerra, fatta di ombre, ricordi, abitudini quotidiane, risate, lettere, che germogliano dalle macerie e si intessono qui in un grande abito da sposa. Segue, a febbraio quasi un mese dedicato ad una compagnia la cui “diversità” si esprime a partire dalla scelta di privilegiare le case come luogo performativo: l’italo australiana Iraa Theatre di Cuocolo/Bosetti. Tre gli spettacoli, di cui uno a seguito di una residenza creativa: Serata Dickinson il 7 febbraio, l’intramontabile The secret room, dall’11 al 15 e Autoritratto come un altro, in anteprima nazionale il 27 e 28, a seguito della creazione che avverrà nel frattempo al Funaro. Il 21 e il 22 febbraio Cuocolo/Bosetti, per la prima volta, condurranno un workshop dal titolo Teatro e Domesticità. Il Teatro nelle case. Il progetto, con le diverse possibilità di approfondimento offerte, farà entrare il pubblico nel mondo di questo duo che ha fatto del concetto di “perturbante” uno dei cardini della sua indagine insieme ad una dualità che li fa marciare in un territorio teatrale sempre in bilico fra intimo e urbano, privato e pubblico, domestico e internazionale (moltissimi i premi ricevuti a seguito delle ininterrotte tournée in 26 paesi del mondo, oltre 1600 le repliche solo per The secret room). Il 20 e 21 marzo in prima nazionale arriva The Table, dell’innovativa compagnia inglese di teatro di figura Blind Summit. Fondata da Mark Down e Nick Barnes – i due hanno firmato anche una parte della Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Londra 2012, curata da Danny Boyle con i loro pupazzi giganti, animati da un cast di 50 burattinai – la compagnia reinventa la tradizione Bunraku, lo storico teatro dei burattini giapponese, per il pubblico occidentale contemporaneo. The Table è un pluripremiato spettacolo di fama internazionale che vede protagonista un burattino-filosofo che, distrazioni permettendo, racconta la sua versione su Dio e Mosé, tramutandosi istantaneamente nel “pezzo di cartone” più divertente mai incontrato prima. . Il 12 giugno andrà in scena Laura Marinoni, diretta da Cristina Pezzoli, in L’amore ai tempi del colera, reading musicale ispirato al romanzo di Gabriel García Márquez.

Per informazioni www.ilfunaro.org

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