Val d’Ambra, tra uliveti, borghi e antiche abbazie

La Val d’ Ambra si snoda lungo il suo fiume, l’Ambra, che scorre tra il Chianti, il Val d’Arno e la Val di Chiana.
Di fatto un unico Comune, quello di Bucine, 10.000 abitanti, 2000 posti letto, 130 km2 di superficie, 50 km di strade bianche, 0 semafori.

Altro numero importante, 33 coltivatori di olivo autoctono, per questo la Val d’ Ambra è un centro per la biodiversità olearia.
La Val d’Ambra è uno scrigno verde, un museo vivo della tradizione, tutto da preservare e gustare.
Una serie d’iniziative sono racchiuse nel progetto di tutela e valorizzare “Olio nostrum” fanno dell’olio una trama per scoprire il territorio e suoi abitanti.

La tradizione e la conoscenza, sopravvissute grazie alla caparbietà degli agricoltori, oggi è un valore identitario. Oro verde è l’esempio maggiormente significativo. Ogni contadino-custode ha contribuito con le proprie olive alla realizzazione dell’Oro verde: si produce così l’olio d’oliva extravergine, sintesi della biodiversità del territorio.

Percorrendo la SP 540 non si immagina neppure le sorprese che si fanno incontro deviando appena dalla strade provinciale. Osservando attentamente verso la cima delle colline si intravedono borghi e castelli, per comprendere la loro origine bisogna partire da Badia a Ruoti e la sua Chiesa di San Pietro.

Si percorrono le vie medievali del paese, dove mura e abitazioni proteggevano l’Abbazia. La fulgida pala di altare realizzata nel 1472 da Neri di Bicci illumina l’interno e catalizza lo sguardo. Se ci si regala un po’ di tempo e curiosità, si scopre che la semplicità della chiesa è solo apparente.

Sulla sinistra dell’altare, quel che rimane di eleganti affreschi rinascimentali insistono sul fatto che il tranquillo borgo di Badia A Ruoti un tempo fu centro di ricchi interessi economici e politici. Gli otto raggi della ruota, stemma dell’abbazia, hanno concesso prosperità per lungo tempo. La ricchezza è testimoniata anche delle ampie cantine, con un ingegnoso sistema di conservazione del cibo. Purtroppo nel l’arcivescovo di Montepulciano fece bruciare la biblioteca dell’abbazia, un gesto che ha privato noi moderni viaggiatori di molte risposte.

La valle stretta e lunga è bordata da castelli e borghi fortificati. Ci sono monumenti speciali, “Gli alberi della memoria”, all’ “olivone” spetta il primo posto. Il percorso è consigliato anche ai più pigri e frettolosi, si parte dal borgo a mattoni di Montebenichi e dopo qualche passo tra i muretti a secco ci si siede di fronte al saggio olivo.

Lasciare andare la fantasia, fino a quando il silenzio collinare si anima di immagini, voci e memorie altrui.
L’esperienza del vivere con lentezza e libertà, si può gustare in luoghi defilati che sanno disarmare,
farti prigioniero. Gli alberi della memoria sono uno dei progetti sostenuti dall’amministrazione comunale di Bucine per rafforzare l’identità territoriale connotata da alberi secolari, include un tasso alto 16 metri, un leccio che ombreggia 270 mq, una farnia di 27 metri e un cipresso di 23 metri, che fu piantato per indicare il confine tra due proprietà.

Proseguendo da Badia a Ruoti viene istintivo seguire le indicazioni per Sogna e inevitabile fermarsi a Racadale. Una caccia al tesoro visiva, ogni luogo spinge ad andare altrove, perché da ogni luogo si scopre qualcosa di nuovo, un indizio. Così si sale e si scende sulle colline per raggiungere Cennina, da dove si gode una panorama plateale del massiccio del Pratomagno, Galatrona dove ci aspetta un capolavoro di Della Robbia.

E poi tra le curiosità in Val d’Ambra, a Villa Sesta c’è un campo da polo, sport non proprio nazionalpopolare, dove nel settembre 2018 si è disputato l’European Polo Championship, vinto dalla formazione italiana.
Val d’Ambra è una meta da turismo tranquillo, da conoscere e preservare.

Dove dormire
Casa Bistino. Un agriturismo che è campagna. Ospitalità rurale, vera. Allegria di fondo che si manifesta nei piccoli oggetti recuperati e disseminati tra memoria e gioco. Ovviamente la Famiglia Zampi è tra gli agricoltori custodi del buon olio di oliva extravergine della Val d’Ambra http://www.casabistino.it

La chiave dei sapori Nel piccolo borgo medievale di Badia Agnano, tipico della Val d’Ambra, dal 2015 Antonio Leo propone un menù toscano, con piatti tradizionali di chi ha fatto una scelta di passione. Antonio è originario della Puglia, poi fattosi lombardo e dal 2000 ai fornelli toscani. Un ristorante che induce alla conversazione, intimo. La rielaborazione della cucina proposta è quella necessaria per sottolineare le personalità del gusto. Il piatto prende l’attenzione per poi lasciarti libero di scoprirlo. Il locale è senza sdolcinature, un luogo ristoratore. Attenzione e cura anche per i bambini, a loro è dedicata un’area giochi. http://www.lachiavedeisapori.restaurant/It

Info:
www.comune.bucine.ar.it/turismo/it/index.html
Foto di Maria Luisa Bruschetini

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