Ustica, relax fuori stagione tra trekking e mare

Tra cobalto e smeraldo, un gemma fatta di blu e di verde. Ustica è una piccola isola delle meraviglie naturali. Non solo per i sub, ma per tutti gli appassionati di attività all’aria aperta, di turismo sostenibile, di natura incontaminata.

Detta la perla nera, per le sue origini laviche, Ustica è un lembo di terra vulcanica accarezzata dal vento, un angolo di paradiso del Mediterraneo.

Selvaggia, fuori dalle rotte e delle masse turistiche, è forse l’isola meno frequentata di quelle siciliane, proprio per questa sua anima lontana dagli schemi, dai grandi resort, dal lusso. Ustica è fatta di cose semplici, a contatto con la gente e la natura del luogo.

A un’ottantina di chilometri da Palermo, si raggiunge con in tre ore con il traghetto o con l’aliscafo in metà tempo dal capoluogo siciliano, ma ci sono anche alcune rotte che partono da Napoli.

Il primo impatto con Ustica è con il porto e con il suo centro abitato, sulla costa di nord orientale, affacciato sulla suggestiva Cala Santa Maria. Un giro nel borgo, arroccato sulle alture alle spalle della baia naturale e del promontorio è d’obbligo, anche per ammirare molte curiosità come i murales realizzati dagli allievi della Scuola di Belle Arti di Palermo, alcuni dipinti storici come quelli di Salvatore Fiume, la chiesa settecentesca di San Ferdinando e la casa dove abitò Antonio Gramsci durante il suo esilio.

Ma Ustica è soprattutto natura: il mare incontaminato, paradiso dei subacquei, ospita ben il 50 per cento delle specie marine mediterranee. Ad esempio, nell’area protetta vivono la posidonia oceanica, la cernia bruna, tonni, ricciole, dentici, barracuda, polpi e aragoste in un caleidoscopio di colori e vita sottomarina.

Anche la terra di Ustica offre molte attrazioni, spesso raggiungibili con percorsi di trekking.
Come i sentieri che portano alla vetta del vulcano Guardia dei Turchi, tra viti coltivate sul
suolo lavico e scorci panoramici unici.

Un’altra meta molto amata a Ustica è la Rocca della Falconiera, un sito archeologico romano che durante l’epoca borbonica venne trasformato in linea difensiva per l’isola. Da qui, a 157 metri d’altezza, sull’orlo di un antico cratere, si gode una vista mozzafiato.

Per gli amanti della Storia, l’isola offre anche un villaggio prestorico, quello del Faraglione di Ustica, tra più estesi del Mediterraneo e che sorge su una falesia a picco sul mare con i due faraglioni di fronte.

Imperdibile è poi è la Grotta azzurra, un insenatura nascosta della costa che rivela un interno dove la luce del sole entrando riflette il mare colorando di azzurro tutte le rocce.

E poi Punta Cavazzi con il faro dove si viene a vedere il tramonto, le altre grotte, le torri di difesa sparse sull’isola, le numerose spiagge e baie dove tuffarsi nell’acqua cristallina.

Dopo tanto camminare e nuotare, ad Ustica il tempo si consuma lentamente a tavola, per assaggiare i prodotti tipici: il pesce, i vini, gli ortaggi, i capperi e soprattutto la piccola lenticchia di Ustica, presidio Slow Food, biologica. Tutto qui, grazie al suolo lavico, ha un profumo e un sapore particolarmente intenso, da assaporare nelle aziende che offrono degustazioni, nei ristoranti, nei laboratori di conserve con ricette di tradizione isolana.

In questo modo, Ustica diventa una meta perfetta per un turismo lento e sostenibile, da vivere a contatto con la natura, prendendo il proprio tempo e assaporando la magia dell’isola.

Info:
www.visitustica.it/
Per tutte le informazioni: info@ampustica.it, info@usticatour.it, info@visitustica.it

Foto gentilmente concesse dall’ufficio stampa di Visit Ustica

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