Trani, città d’arte in riva al mare di Puglia

Il bianco rosato della pietra della cattedrale si scaglia accecante contro il blu del cielo e del mare. Trani si presenta subito come città d’arte immersa nella natura della Puglia e dell’Adriatico.

Affacciata su una balconata sospesa sull’acqua azzurra, la basilica è il simbolo stesso di Trani, del suo glorioso passato, soprattutto medievale, quando la città era uno dei porti più importanti per il commercio con l’Oriente.

La cattedrale della Beata Maria Vergine Assunta ospita le reliquie di San Nicola Pellegrino, un giovane greco che si traferì in Puglia e che morì proprio a Trani nel 1094: ogni anno il Santo patrono viene festeggiato, ma nel 2024 gli eventi si sono susseguiti in occasione del 930esimo anniversario della morte.

Costruita nella pietra calcarea locale, la basilica cambia colore a seconda della luce del giorno e al tramonto si tinge di sfumature calde e intense, quasi rosa, in un’immagine difficile da dimenticare insieme al panorama che si ammira dalla terrazza del lungomare.

La cattedrale rivela anche la storia e le influenze di Trani: è stata costruita durante la dominazione normanna in stile romanico pugliese, con un portale di bronzo con elementi bizantini e saraceni, e un campanile alto 60 metri, realizzato tra il XIII e il XIV secolo. Si può salire anche sulla torre, dove apprezzare una vista spettacolare sulla città, sulla costa dei dintorni e sul mare.

In realtà, la basilica è composta dalla chiesa superiore, dalla cripta inferiore del XII secolo, con le reliquie del Patrono, e dall’ipogeo di San Leucio. Quest’ultimo si trova a un metro e sessanta sotto il livello del mare, ci si accede tramite una scala dalla navata sinistra della chiesa ed è adornato da splendidi affreschi dedicati a San Leucio, primo vescovo di Brindisi.

Con una breve passeggiata dalla cattedrale si arriva a un altro simbolo di Trani, il castello svevo. Fu fatto costruire da Federico II nella prima metà del Duecento e faceva parte della rete di fortezze pugliesi volute dall’Imperatore: aveva funzione difensiva, visto che si trova in una posizione strategica vicino al mare, e ospitò il secondo matrimonio del figlio di Federico, Manfredi. In origine era a pianta quadrangolare con un cortile interno e mura con ponte levatoio, durante i secoli ha subito diverse trasformazioni e nell’Ottocento divenne prigione. Oggi vi ha sede il Museo del Castello, ideale per capire meglio la lunga storia della fortezza e soprattutto di Trani.

Anche se probabilmente le origini della città sono anteriori, le prime tracce concrete di insediamento urbano risalgono al periodo romano. Da allora Trani ha attraversato la Storia passando da dominazioni bizantina, longobarda, normanna, sveva, veneziana. Dal XIII al XV secolo visse un periodo florido grazie al porto e ai suoi commerci, fino al Cinquecento quando si aprirono altre
rotte per l’America e il Mediterraneo passò in secondo piano.

Nel periodo d’oro Trani si è arricchita di bellezze architettoniche, come il castello, la cattedrale e gli edifici del centro storico, che fortunatamente si sono ancora mantenuti, dandole l’appellativo di perla dell’Adriatico.

Il centro storico è un insieme di vicoli e vie ricchi di arte e palazzi nobiliari. Tra questi Palazzo delle Arti Beltrani, un tempo abitazione della famiglia più importante della città,
oggi spazio dedicato ad eventi culturali e mostre. Lì vicino, in piazza Duomo, c’è il curioso Museo della Macchina da scrivere, all’interno del palazzo Lodispoto, con 400 pezzi provenienti da tutto il mondo.

Andando verso il porto si incontra Palazzo Caccetta, costruito da un celebre mercante locale nel 1456, con la facciata originale in stile tardogotico: da residenza privata, nei secoli è diventato prima sede dell’Università di Trani, poi convento per i monaci Teresiniani, e ora sede del Palazzo di Giustizia. Vicino si trova la chiesa di Ognissanti del XII secolo: proprio nel porto, fu luogo di benedizione per i crociati in partenza da Trani per la Terra Santa e secondo la tradizione sarebbe legata ai Templari, presenti in città sin dal 1142.

Il porto turistico è l’ideale per assaggiare i piatti locali con sapori sospesi tra terra e mare: oltre ai tipici primi pugliesi, ci sono gli ziti al forno alla tranese con pomodori, aglio, basilico. Da non perdere il panvinesco, dolcetto di Trani di vincotto, farina e spezie, e un
giro nelle panetterie, come lo storico Panificio del Porto, che propone focaccia, taralli,
biscotti e altre ghiottonerie della zona.

Vicino al porto si trova il quartiere ebraico, Guidecca, una caratteristica di Trani. La comunità era molto presente nelle attività mercantili e finanziarie, tra le viuzze strette c’erano quattro sinagoghe, che durante il Cinquecento furono trasformate in chiese o distrutte. Oggi sono funzionanti e visitabili la Sinagoga Grande, diventata museo di Sant’Anna, e la Sinagoga Scolanova, che è tonata alle funzioni originarie. L’edificio rappresenta la testimonianza storica dell’antico
quartiere, inglobato nel centro storico, e lo splendore architettonico di Trani, città d’arte in riva al mare.

Info:
www.viaggiareinpulgia.it
www.traniviva.it/

Foto dreamstime.com, Pixaba, Maurizio Barbato

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