Tra vini e borghi in Val d’Orcia

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Prima tappa per scoprire questa valle è San Quirico d’Orcia, un antico borgo lungo la Via Francigena, un’importante via di comunicazione. Intorno all’anno mille, l’Europa fu percorsa da migliaia di pellegrini che, spostandosi verso i luoghi sacri, manifestavano il bisogno di spiritualità che caratterizzò il Medioevo. I cammini più battuti portavano a Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela, mentre la strada che da Canterbury, in Inghilterra, conduceva a Roma prese il nome di Via Francigena. Per sette secoli sovrani, imperatori, religiosi e gente comune hanno camminato lungo questa via prima di arrivare alla meta. Non si tratta di una singola “strada” nella moderna concezione del termine, piuttosto di diversi sentieri che andavano più o meno nella stessa direzione, riunendosi presso punti importanti come ospizi e centri abitati. Altro centro importante di questa zona è Pienza, piccolo gioiello urbanistico voluto da papa Pio II Piccolomini. Nel castello medievale di Corsignano nacque nel 1405 Enea Silvio della nobile famiglia dei Piccolomini; la famiglia che aveva una grande influenza a Siena, per motivi politici fu costretta a rifugiarsi in Val d’Orcia nella metà del ‘300. Il giovane Enea, dotato di ingegno vivace e amante dei viaggi, frequentò i circoli umanistici di Siena, Firenze, Padova e Milano. A 40 anni dopo una vita ampiamente vissuta, iniziò la carriera ecclesiastica che lo porterà a diventare vescovo di Trieste, successivamente di Siena, quindi cardinale e infine Papa nel 1458. Amante della bellezza della natura e soprattutto dei luoghi natii, Pio II decise di trasformare Corsignano, il borgo natio, nella città simbolo del rinascimento italiano oggi dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità.  La “sua città ideale”, che da lui prese il nome, fu quindi generata “da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza” (parole di Giovanni Pascoli). Ispirata da Leon Battista Alberti, fu progettata e realizzata dal Rossellino in appena tre anni dal 1459 al 1462.

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Tra i borghi della Val d’Orcia anche Montalcino, noto per il suo vino e la splendida Rocca, costruita dai senesi. Magnifica città d’arte che domina dall’alto del colle i 3.000 ettari di vigneti (1.500 dei quali a Brunello) che le hanno dato fama e ricchezza a livello mondiale. L’inventore del Brunello è un certo Ferruccio Biondi Sarti che per primo decise di abbandonare il Canaiolo, il Ciliegiolo e il Colorino e di concentrarsi sul Sangiovese. La prima bottiglia di Brunello data 1888, mentre nel 1966 e successivamente nel 1980 è stato tra i primi vini italiani a fregiarsi dei titoli Doc e Docg. Per essere messo in commercio necessita di un invecchiamento di cinque anni (sei per il tipo Riserva) due dei quali (come minimo) in botti di rovere. Mentre il Rosso di Montalcino è generalmente venduto dopo un anno. A questi vanno aggiunti il Moscatello di Montalcino e il S. Antimo, vini bianchi e rossi molto diversi tra loro, e naturalmente la grappa prodotta con le uve del Brunello. Qui non si fa solo vino però. I prodotti della Val d’Orcia sono numerosi: dall’olio extravergine d’oliva di Castiglione d’Orcia, al miele, al formaggio, ai salumi e allo zafferano, profumatissima spezia che si ricava dagli stigmi di crochi soggetti a decenni di selezione e di incroci. Elogiato da Plinio il Vecchio per le sue proprietà curative, lo zafferano è stato coltivato in Val d’Orcia dal Medioevo fino al Cinquecento, quando la coltivazione si arrestò per essere ripresa solo pochi anni fa. Altra storia per il pecorino (o cacio) di Pienza, che – come il vino – gode di fama internazionale. Dopo alcuni ritrovamenti di grandi bollitori di coccio si è arrivati a pensare che questo formaggio fosse già prodotto in epoca preistorica. Negli anni Sessanta invece, a seguito dell’abbandono di numerosi poderi, arrivarono in valle alcuni pastori sardi con le greggi e portarono a una parziale trasformazione del prodotto. Oggi a rendere il pecorino inconfondibile, come secoli fa, è la presenza di un mix di erbe: la santoreggia, il timo serpillo, l’elicriso e l’assenzio.

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Si ringrazia il Comune di Montepulciano per la gentile concessione delle foto

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