In Sicilia sulle orme dei Malavoglia

Ad aiutare il visitatore nel riconoscere i luoghi vi sono targhe che denunciano l’ideale passaggio dei romanzati personaggi: famosa l’osteria dove compare Alfio e compare Turiddu si scambiano il bacio di sfida in Cavalleria Rusticana. In particolari periodi dell’anno si può assistere a una delle tante feste tradizionali che ricreano pienamente quelle atmosfere di sapori, profumi e memorie del passato; durante il periodo pasquale, A Cugnunta inscena l’incontro tra San Giovanni e la Madonna, alla quale viene annunciata la resurrezione di Cristo, il tutto in un clima festoso, con musiche, colombe in volo e l’allegria dei vizzinesi. La vicina città di Modica affascinerà il viaggiatore in cerca di atmosfere barocche. A Modica potrete visitare un altro parco letterario, dedicato questa volta a Salvatore Quasimodo che alla sua città ha dedicato questi versi: “Sentieri velati da un tratto di eterno: / basole fra scorci di storica passione; / a passi tardi rinvengo in cor mio / nascituro sguardo che soave m’attrista.” L’evocativa fascinazione di Modica emerge dalle sue viuzze, dalle case che si addossano l’una sopra l’altra fino alla sommità della collina, dalle scale e scalinate che hanno come fondale scenografico le meravigliose chiese in stile barocco siciliano, qua e là disseminate nel tessuto urbano.

Ragusa, altra località della Val di Noto e capoluogo dell’omonima provincia, sarà fonte di stupore per la sua bellezza barocca e per i suoi diciotto monumenti considerati patrimonio dall’Unesco, inoltre non può mancare una visita al Castello di Donnafugata, dove si potrà passeggiare negli estesi giardini, godendo dell’inebriante profumo degli alberi di ficus e delle essenze esotiche. La tappa finale del nostro viaggio riprende le fila di Verga e lo incontriamo metaforicamente ad Aci Trezza, teatro d’azione de “I Malavoglia” e successivamente anche set cinematografico di “La terra trema di Luchino Visconti”. Qui si potrà rivivere l’atmosfera di questo centro peschereccio, del suo mare che, secondo l’immaginazione di Verga, portò con sé Bastianazzo, avviando tutti i guai della famiglia che dà il titolo al romanzo. Qui si possono anche ammirare i faraglioni dei Ciclopi, otto scogli, che, seguendo i passi dell’Odissea di Omero furono lanciati a Ulisse da Polifemo, durante la fuga dell’eroe greco. Seduti, con lo sguardo all’orizzonte, a contemplare il mare, a sentirne i rumori e avvertirne il profumo, ricorderete le parole scritte da Verga: “Soltanto il mare gli brontolava la solita storia lì sotto, in mezzo ai faraglioni, perché il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole, anzi ad Aci Trezza ha un modo tutto suo di brontolare, e si riconosce subito al gorgogliare che fa tra quegli scogli nei quali si rompe, e par la voce di un amico.”

        

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