Spoltore, cultura, festival e birra

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Questa tendenza alla particolarità ha reso lo Spoltore Ensemble Festival una delle rassegne più importanti dell’estate italiana e in passato qui si sono esibiti artisti come Franca Valeri, Irene Papas, Luigi De Filippo, Vinicio Capossella, Simone Cristicchi, mentre Albertazzi è ormai un affezionato frequentatore di questo palco. Il meglio dello spettacolo italiano è passato in questo piccolo borgo dall’aria tranquilla, pieno di attrazioni e storia. Spoltore ha origini romane, qui si coltivava il farro anche con  dominatori longobardi che chiamavano il cereale “Spelt”, da cui sembra arrivare il nome della città, ma fu soltanto nel Medievo che si formò il centro così come oggi lo si vede, mentre nei secoli successivi, durante il Rinascimento, il borgo si ampliò fino ad arrivare ai quattro quartieri odierni.
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Fino al Seicento, Spoltore visse un periodo d’oro con la costruzione di palazzi nobiliari e la modificazione degli edifici religiosi già esistenti. Come la chiesa di San Panfilo fuori le mura, risalente al 1000, che viene arricchita nella facciata e nel portale con le tipiche rose dell’arte abruzzese. La chiesa è sicuramente una delle mete da non perdere a Spoltore, così come il convento sempre dedicato a San Panfilo, protettore della città, chiamato “entro le mura”, per distinguerlo dall’antichissima costruzione religiosa: questo risale al Settecento e fu edificato sopra una chiesa cinquecentesca, di cui oggi rimane la cripta, e in parte sulle mura che circondavano il borgo, tanto è vero che il campanile si appoggia ad una delle vecchie torri di difesa. Dall’altro lato, la piazza Di Marzio, maestosa, è uno dei salotti buoni della città. Da visitare anche il Castello, sorto secondo gli archeologi intorno all’ottavo secolo d.C, datato così per via di una tomba longombarda ai margini delle prime mura di cinta. Oggi restano in piedi due torrioni e un bastione. La storia ha lasciato i suoi segni anche a Fonte Barco, una delle fontane più antiche del luogo: alimentata da sorgenti naturali, un tempo serviva per l’abbeveraggio degli animali, al lato di un tratturo per i greggi, in mattoni rossi e gialli.
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Infine, una delle strutture più suggestive di Spolotore è la torre Torre Sterlich, che sovrasta solitaria in un paesaggio che pare non sentire del tempo, sembra una sentinella immobile e immutabile. Ha origini nel passato remoto, anche se non si conosce esattamente quando fu costruita e mantiene intatti ancora molti misteri riguardo se stessa. Di sicuro, intorno alla metà del secolo XVII, fu una torre di osservazione per salvaguardare la zona circostante da potenziali attacchi: fino a pochi anni fa continuava ad essere utile per l’osservazione, ma stavolta di un altro tipo, per lo studio del cielo, grazie all’istallazione di un telescopio.
In centro, poi, nella piazza D’Albenzio si trovano sette negozi sin dalla fine del Medioevo e costituiscono la base commerciale del borgo, mentre il palazzo Castiglioni con la torre fa da sfondo ideale anche agli spettacoli del Festival. E poi, tra una performance e l’altra o a fine serata, si può scoprire un’altra curiosità di Spoltore: la birra artigianale. È una delle eccellenze del luogo, riconosciuta a livello internazionale. La birra, qui, è una cosa seria: sono stati ideati vari percorsi per andare a scoprire le tecniche di fabbricazione e i produttori, ci sono ricette legate ad altri prodotti gastronomici, corsi e insegnamenti per invogliare i giovani a diventare mastri birrai, un Festival per incoraggiare lo sviluppo. Spoltore, oltre che polo culturale e artistico, lo è diventato anche per la birra.
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Foto di Marco Di Marzio e Mario Sabatini
Info www.scolporensamble.it

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