Spello, arte e fiori nel cuore verde dell’Umbria

Spello borgo più bello d'Italia

Lungo la salita dalla Porta Consolare si succedono botteghe, case di pietra antica e fiori. Spello è un piccolo gioiello che sembra catapultare indietro nel tempo.

Il borgo raccolto, uno dei più belli d’Italia, ha visto tanta storia, arte e tradizione, nel cuore verde dell’Umbria.

Il Medioevo abita ancora a Spello, lungo i vicoli, le stradine che salgono verso la cinta muraria, le chiese e gli edifici religiosi. Ma c’è anche il segno lasciato dai Romani, come nei resti del teatro, dell’anfiteatro, delle terme, della villa dei mosaici, straordinaria scoperta archeologica dell’Umbria, e le tre porte che ancora danno l’accesso al borgo. Come Porta Venere, d’età augustea, costruita come un arco trionfale, con due torri ai lati.

Spello fu fondata dagli Umbri, a quali succedettero i Romani e i Longobardi fino a diventare comune indipendente nel XII secolo e poi verso la fine del XIV visse sotto la signoria dei Baglioni di Perugia. Fu proprio in questo periodo che affrontò il Rinascimento ospitando grandi artisti come Pinturicchio e il Perugino.

Sono loro ad aver lasciato il segno all’interno delle tante chiese di Spello. Come Santa Maria Maggiore, dalla sobria facciata rifatta nel Seicento sulla struttura medievale, che custodisce la preziosa Cappella Baglioni. Un vero capolavoro dell’arte, commissionata da Triolo Baglioni a Bernardino di Betto detto il Pinturicchio nel 1500.

Fu l’ultimo lavoro importante in Umbria per l’artista che subito dopo partì per Roma per affrescare, tra le altre cose, la Cappella Sistina e l’appartamento di Papa Alessandro VI Borgia.

Per la cappella di Spello Pinturicchio dipinse le vele della volta con le sibille Tiburtina, Eritrea, Europea, Samia sedute in trono, mentre alla parete sinistra, una splendida Annunciazione con una curiosità, il suo autoritratto con firma. Sulla parete di fondo, infine, creò Adorazione dei pastori e arrivo dei Magi e sulla parete destra Disputa tra i dottori nel Tempio.

Un tripudio di bellezza rinascimentale che nella chiesa viene completato da due opere di Perugino vicino all’abside, dal pulpito in pietra arenaria e dal pavimento ricco di decorazioni maiolicate di Deruta del 1566.

Ancora opera del Pinturicchio, anche se aiutato da Eusebio da San Giorgio, è la grande tavola Madonna e Santi custodita nella duecentesca chiesa di Sant’Andrea, che conserva anche un Crocifisso di scuola giottesca,
e il corpo del Beato Andrea Caccioli, compagno di San Francesco.

Sempre rinnovato nel Cinquecento sulle basi medievali è anche il Palazzo Comunale di Spello, dove stupisce la fontana dai rilievi elaborati e lo stemma di papa Giulio II, dei tempi in cui qui c’era lo Stato Pontificio. Un’altra curiosità del palazzo è l’atrio, trasformato in una sorta di lapidario nel XVII secolo dall’abate Ferdinando Passerini, che raccolse qui molte delle iscrizioni romane e di età medievale scoperte nel territorio comunale.

Oltre al Palazzo Comunale, che ospita la Biblioteca, l’Archivio Storico, l’Accademia di Studi Costantiniani,
Spello si fa ammirare anche con il Palazzo Baglioni, che ingloba l’antica rocca del 1358, il palazzo dei Canonici, sede della Pinacoteca, il Palazzo Urbani con il loggiato e la chiesa di San Lorenzo che conserva un prezioso tabernacolo in marmo di fine Cinquecento.

Proseguendo lungo la Strada Centrale Umbra, poco fuori il centro storico di Spello, si trova trova la chiesa di San Claudio, romanica, l’elegante Villa Fidelia, costruita su antichi santuari pagani, e il complesso monostico di San Girolamo, risalente al 1472. Il convento e la chiesa sono nella parte più suggestiva del territorio del borgo, a ridosso del monte Subasio, tra la lussureggiante vegetazione dell’Umbria.

Non solo arte, storia e natura, Spello vive anche di grandi tradizioni, come l’Infiorata. La manifestazione si svolge per il Corpus Domini e che riempie di petali di ogni colore e profumo il centro storico disegnando elaborati soggetti.

La festa è un lavoro lungo settimane che inizia con la raccolta dei fiori nei dintorni del monte Subasio, la pulitura e la conservazione e con la realizzazione dei disegni sul fondo stradale. All’Infiorata partecipano tutti gli abitanti di Spello, di qualsiasi età, e alla vigilia del Corpus Domini si lavora la notte per creare gli elaborati quadri di fiori.

Alle 9 di mattina tutto è pronto per lo spettacolo unico: le strade sono interamente ricoperte da un tappeto profumato e colorato, dove vengono realizzati circa 70 disegni e alcuni quadri di enormi dimensioni, composti con l’uso esclusivo di elementi vegetali senza agenti chimici o conservativi né con coloranti artificiali. A questo punto va in scena la Santa Processione con il vescovo. Davvero un’esperienza impossibile da dimenticare
e da fare a Spello.

La prossima Infiorata è prevista per il 5 e il 6 giugno 2021. Intanto, si possono osservare le foto di quelle passate e scoprire la storia e i segreti della manifestazione nel Museo dell’Infiorata, che si trova nel Palazzo Comunale, scendendo nella Sala delle Volte, detta anche Cripta. Così, oltre ad ammirare la bellezza architettonica del borgo, ci si può calare nel dietro le quinte di una grande tradizione che rende unica ancora di più Spello.

Info:
www.umbriatourism.it/it/homepage

Foto: www.umbriatourism.it , www.infiorataspello.it/ pixabay

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