Sarteano, il borgo toscano tra Etruschi, Medioevo e terme

Quando la strada si inerpica sulla collina, il panorama sulla val d’Orcia e la val di Chiana si fa
ancora più suggestivo. Lì, sul punto più in alto, si intravede il castello di Sarteano tra lo sfondo del verde lussureggiante. Un incontro perfetto tra natura e Storia, tra scorci incantevoli, leggende, ampi spazi e terme.

A poca distanza dal lago Trasimeno e da Chiusi, in provincia di Siena, Sarteano è un borgo meno
famoso del vicino Chianciano, a 12 chilometri, anche se ne condivide l’aspetto legato al benessere termale.

La differenza è nell’essere rimasto più raccolto, con i tratti medievali ben in evidenza e tante
caratteristiche da scoprire.

Etruschi e Romani hanno lasciato il segno, così come le lotte di potere tra i comuni intorno, Perugia, Siena, Firenze, fino allo Stato Pontificio e un celebre condottiero, Cesare Borgia, che assalì la rocca durate una battaglia, oltre alle grandi famiglie rinascimentali che si sono contese i palazzi nel borgo. Il periodo però più illustre di Sarteano rimane il Medioevo, che viene ricordato anche con La Giostra del Saracino.

Tra suoni di tamburi e costumi d’epoca, ogni 15 agosto, il borgo si anima di una rievocazione
storica che si ispira ai tornei dei cavalieri che si disputavano ai tempi di Carlo Magno fino
alle Crociate, contro l’invasore arabo. Documenti attendibili dichiarano che questa festa si svolge sin dal Cinquecento e coinvolge le cinque contrade di Sarteano in un trionfo di colori, musica, bandiere, vivacità.

Il Medioevo vive anche nel castello, che sorge su una roccia di travertino, circondata
da una rigogliosa vegetazione, compreso un bosco di lecci secolari, che nei secoli ha contribuito a rendere inespugnabile la fortezza.

Si reputa che il castello venne edificato durante l’alto Medioevo, come centro amministrativo,
e dopo l’anno Mille venne dominato da Conti Manenti di Sarteano, che mantennero tale posizione fino al 1280.

In seguito, fu protagonista di molti scontri e tentativi di assalto (il più famoso dei quali è quello di Cesare Borgia nel 1503), oltre ad una serie di trasformazioni: ad esempio nel Quattrocento venne dotato di una cinta muraria con due torrioni circolari e un ponte levatoio.

Oggi dal mastio centrale si può ammirare dalla terrazza un panorama mozzafiato, soprattutto
con i colori dell’autunno che tingono la Val d’Orcia. Non solo, all’interno del castello una
delle curiosità è la scala a chiocciola: composta da 134 gradini in travertino, che poi è la pietra locale, costituiva l’ultima via di fuga in caso di assedio perché partendo dall’alto, collegava direttamente l’ultimo piano con il pianterreno e l’aperta campagna.

Girando per le stradine di Sarteano si notano anche i palazzi nobiliari, dotati di preziosi ornamenti come bifore e stemmi familiari, la casa natale di papa Pio III, il palazzo Piccolomini, voluto proprio dal pontefice, Francesco Tedeschini Piccolomini, in stile rinascimentale, la chiesa di San Martino in Foro con dipinti cinquecenteschi, la porta Monalda del 1313, palazzo Gabrielli del XIII secolo che ospita il museo archeologico.

Proprio queste sale rivelano l’antico passato di Sarteano, in terra etrusca e poi romana, dove
già venivano sfruttate nelle ville private le sorgenti termali della zona.

In quest’area archeologica una delle scoperte più importante degli scavi è stata la Tomba della Quadriga Infernale, rinvenuta nel 2003 nella monumentale necropoli di Pinacce, a poca distanza dal centro di Sarteano.

Scavata nel travertino, la tomba ha pitture uniche con colori molto vivaci e risale alla seconda metà del IV secolo a.C. Al centro dei decori un demone dai capelli rossi alla guida di un carro trainato da due leoni e due grifi: probabilmente è Charun, il Caronte etrusco, nella sua unica raffigurazione come auriga nello svolgimento del suo compito di accompagnatore delle anime verso l’Ade. Altre scene sono un banchetto di due figure maschili con un servitore, un ippocampo, un grande serpente a tre teste, che recentemente ha ispirato un noto stilista nelle sue creazioni.

Accanto alla Tomba, si trovano altri ipogei databili tra la fine del VI e il I secolo a.C., che rendono la necropoli etrusca molto vasta, tuttora oggetto di scavi archeologici.

A Sarteano, però, non c’è solo la Storia, ma anche tantissima natura, tra sentieri nei boschi, panorami sulle colline e la riserva naturale di Pietraporciana, sul poggio che separa la Val d’Orcia dalla Val di Chiana, con la sua faggeta. E poi il bagno Santo, nelle vicinanze del borgo, dove sgorga la sorgente delle Canalette: acque sulfuree alcaline a 24 gradi di temperatura, ritenute curative per l’infezione agli occhi e alla pelle. Questa sorgente alimenta anche le tre grandi piscine del Parco delle Piscine, un grande immerso nel verde.

Inoltre, in questa zona, non possono mancare i prodotti tipici da degustare: vino,
olio, i biscotti tipici, le zuppe con i legumi, la Ciacca dolce o salata, una specialità legata alla Pasqua. Del resto, Sarteano fa parte della Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese.

Info: www.visittuscany.com/it/

Foto di dreamstime.com

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