Santa Maria Maggiore, suggestione preziosa a Roma

L’oro dei mosaici, l’argento della reliquia, il bianco candido delle sculture, il blu dei lapislazzuli dell’altare dell’icona, i colori svariati del marmo. Santa Maria Maggiore è un mix di preziosità, storia e arte, unico e magico.

La basilica di Roma, una delle quattro papali, è sicuramente quella con una suggestione più curiosa, leggendaria. Non solo religione e spiritualità, anzi adagiata come è su un colle, l’Esquilino, con una fama esoterica e misterica, e in un quartiere multi etnico, si porta dietro un’atmosfera atipica.

Di certo, Santa Maria Maggiore ha dalla sue le origini alquanto mitologiche:
un’antica tradizione racconta che la Madonna apparve in sogno a papa Liberio nel 352 chiedendogli di costruire una chiesa dove avesse trovato la neve. Il mattino del 5 agosto, quindi durante una delle torride estati romane, nevicò sul colle Esquilino: allora il pontefice fece realizzare una chiesa, chiamata Santa Maria della Neve.

Tuttora ogni 5 agosto, il miracolo viene ricordato all’interno della basilica,
nella Cappella Paolina, durante una messa dove vengono fatti cadere dall’alto alcuni petali bianchi.

Si immagina che la chiesa voluta nel 352 sia stata molto piccola e vicina
alla Santa Maria Maggiore attuale. Alcuni scavi archeologici sotto il pavimento
hanno invece fatto rinvenire un grande cortile e a un edificio di vari ambienti,
probabilmente una villa romana.

Niente di strano, l’Esquilino era pieno di residenze e giardini, come quelli di Mecenate, oltre che taverne e botteghe, prima ancora però era stato un cimitero per gli schiavi e i poveri e si dice che da tempo immemore sia il colle preferito dalle streghe: insomma, ce n’è per lasciarsi suggestionare.

Santa Maria Maggiore, invece, esercita il suo fascino attraverso l’arte e l’architettura, modificata nei secoli secondo gli stili e le esigenze papali. Una chiesa più grande fu costruita da Sisto III per celebrare Maria come Madre di Dio, secondo quanto fu proclamato dal concilio di Efeso nel 431: il pontefice fece realizzare anche 42 pannelli di scene bibliche, ne sono rimasti 27, e sono la più importante documentazione di arte musiva del Basso Impero.

Sono gli stessi che luccicano d’oro lungo la navata centrale e attirano come una calamita il visitatore della basilica, insieme al mosaico dell’abside, semi nascosto dal grande baldacchino settecentesco.

Una volta spostato l’occhio dalle colonne dell’altare maggiore, si scopre il mosaico dorato di Jacopo Torriti, realizzato alla fine del Duecento, con
l’incoronazione della Vergine Maria tra Niccolò IV, il cardinale Giacomo Colonna e vari Santi. In basso, è rappresentato un fiume, solcato da barche e cigni, mentre tra le finestre ci sono scene della vita della Madonna, contorniate da spirali ricche di vegetazione e uccelli. Nell’arco trionfale, invece, è
rappresentata la vita di Gesù, sempre in un sfavillio d’oro.

Fu proprio papa Niccolò IV a voler ingrandire Santa Maria Maggiore, arretrando
l’abside e facendo realizzare una nuova facciata. Gli interventi stilistici sono
continuati nel tempo, all’interno della basilica hanno lavorato architetti e artisti come Giuliano da Sangallo, Giacomo della Porta, Carlo Maderno, Domenico Fontana, fino a Luigi Valadier.

Innumerevoli, poi, sono i Papi che hanno voluto lasciare la loro impronta
nella basilica di Santa Maria Maggiore. Come Gregorio XI che iniziò nel 1370
il campanile, il più alto di Roma, come Giulio II che gli aggiunge la copertura
piramidale e la croce infissa in una palla di rame dorato, come Paolo V che fece costruire la cappella di famiglia, come Benedetto XIV, nel 1743, commissionò la facciata attuale con la Loggia delle Benedizioni.

Alcuni papi, poi, sono anche sepolti in Santa Maria Maggiore, oltre a Niccolò IV: Clemente VIII e Paolo V hanno le tombe nella cappella Paolina, costruita dal papa Borghese, quasi una piccola chiesa nella basilica, un trionfo di marmi, decori, ori, stucchi, statue.

Invece, Pio V e Sisto V, il papa marchigiano che trasformò l’urbanistica di
Roma, riposano nella cappella Sistina o del Santissimo Sacramento, voluta da lui stesso, un altro tripudio di ori, marmi e dettagli, con un’imponente altare.

All’interno di Santa Maria Maggiore sono moltissime le curiosità preziose.
A cominciare dal soffitto ligneo decorato d’oro, secondo una leggenda, il primo
portato dalle Americhe e donato dai re spagnoli, Ferdinando d’Aragona e Isabella
di Castiglia, al papa Alessandro VI Borgia, che fece inserire il suo stemma, un
toro, nel centro.

Se, poi, si è fortunati di capitare a Santa Maria Maggiore durante l’Avvento si può ammirare il presepe di Arnolfo di Cambio, il più antico fatto di sculture: normalmente è costudito nel museo della basilica.

E poi le sacre reliquie, i legni della mangiatoia dove fu riposto Gesù, portate
in dono a Sisto III dai pellegrini di ritorno dalla Terra Santa e inserite
in un’urna di argento e cristallo, opera di Valdier. La Sacra Culla si trova
vicino l’Altare della Confessione e davanti c’è la statua di Pio IX, colui
che volle il dogma della Immacolata Concezione, raccolto in preghiera.

Infine, una lastra che si fa fatica a trovare, su un gradino dell’altare maggiore, indica la tomba di Gianlorenzo Bernini e di suo padre Pietro.

Tra le preziosità di Santa Maria Maggiore c’è la Salus Populi Romani,
un’antica icona mariana a cui i Romani sono particolarmente devoti.

Si trova al centro della cappella Paolina, sopra un altare di materiali rari,
come lapislazzuli, malachite, oro, diaspro e bronzo, ed è bizantina, datata tra l’VIII e il XII secolo.

A lei è legata una leggenda, che la vuole opera di San Luca, ma l’immagine
e gli abiti orientali non coincidono con l’epoca vissuta dall’Evangelista.
Comunque sia, il suo nome deriva dal fatto che è considerata miracolosa e
veniva portata in processione per le strade di Roma per porre fine alle pestilenze e alle disgrazie.

Ogni anno, l’ultima domenica di gennaio, a Santa Maria Maggiore viene
celebrata la festa della Traslazione della Salus populi Romani, molto
sentita dai fedeli. L’icona è, sicuramente, dal punto di vista religioso l’oggetto più di valore tra tutte le meraviglie artistiche costudite a Santa Maria Maggiore, sontuosa e suggestiva basilica papale.

Info:
www.vatican.va/content/vatican/it.html
https://www.turismoroma.it/it/luoghi/basilica-di-santa-maria-maggiore

Foto di Sonia Anselmo, dreamstime.com

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