Sacra di San Michele, l’abbazia del mistero e delle leggende

Quando le nubi circondano la cima del monte, l’atmosfera diventa ancora più misteriosa e la Sacra di San Michele appare come in un sogno. Austera, quasi spartana eppure imponente, l’abbazia benedettina è ricca di suggestione, storia e un tocco di magia.

A 40 chilometri da Torino, sul monte Pirchiariano, nel cuore della Val di Susa, con un sentiero
con un dislivello di 500 metri da fare a piedi, la Sacra di San Michele sembra più una fortezza arroccata sulla montagna, con le mura che la circondano come un freddo abbraccio, che un monastero benedettino.

In un territorio quasi al confine francese (ai tempi dei Romani era un presidio militare
di controllo verso la Gallia), è sempre stata al centro di influenze, commerci e soprattutto era
una base per i pellegrini sulla via Francigena con la foresteria aggiunta più tardi.

Non solo, così piena di leggende e incognite, ha ispirato Umberto Eco per il famoso romanzo “In nome della Rosa”. Di sicuro è uno dei luoghi legati alla spiritualità del Piemonte.

La Sacra di San Michele è ricchissima di miti, fascino esoterico e misteri mai svelati. Prima di
tutto, è uno dei sette santuari dedicati all’arcangelo che attraversano in linea retta l’Europa,
dall’Irlanda fino a Israele.

Esattamente, il monastero benedettino piemontese si trova a metà del percorso, a mille chilometri da Mont Saint Michel in Normandia e a mille chilometri dal successivo santuario, quello di Monte Sant’Angelo in Puglia.

Come gli altri, appare in un luogo impervio, difficile da raggiungere, qui in cima a un monte, altre volte come il francese, Mount Saint Michael della Cornovaglia, Skelling Michael al largo dell’Irlanda, su scogli soggetti alle maree.

Si dice che la linea dei santuari sia stata tracciata dalla spada di San Michele, mentre scacciava Lucifero dal Paradiso, e lasciò impressi i segni del suo gesto: si creò una fenditura, invisibile, che collega tutte le abbazie dedicate all’arcangelo.

Inoltre, in questa linea sarebbe un forte campo energetico proveniente dal centro della terra: alla Sacra di San Michele sarebbe distinguibile da una piastrella all’ingresso del santuario, più chiara delle altre. Di sicuro, la linea che collega i santuari è in perfetto allineamento
con il tramonto del sole nel giorno del solstizio di estate e riporta ad antiche credenze.

La prima leggenda che riguarda la Sacra di San Michele è proprio dovuta alla sua fondazione. Non
si sa esattamente in che anno fu costruita, ma le ipotesi indicano dal 983 al 987.

Si narra che il vescovo di Ravenna, San Giovanni Vincenzo, nel X secolo, arrivò in Piemonte per
diventare un eremita e decise di costruire un’abbazia sul Monte Caprasio (delle capre), oggi noto come Rocca Sella.

Cominciarono i lavori, ma ogni giorno le pietre appena posate sparivano misteriosamente durante la notte: così una sera San Giovanni Vincenzo rimase sveglio a controllare se fossero i ladri a rubare i materiali: scoprì che erano angeli e trasportavano i sassi sul Monte Pirchiariano (dei porci) di fronte. Il vescovo lo interpretò come un segno della volontà divina e volle costruire l’abbazia sulla cima indicata dagli angeli: da quel giorno non ci furono più impedimenti e la Sacra di San Michele vide la luce dove si trova oggi.

Come se non bastasse con le leggende, ce n’è un’altra altrettanto famosa, quella della bella Alda, una ragazza dei dintorni. Si racconta che in un tempo lontano arrivarono nella valle alcuni mercenari dediti alle razzie e Alda, per fuggire agli aggressori, scappò nel monastero, dove si nascose su una torre.

Ma i soldati la raggiunsero e allora la fanciulla, spaventata, si gettò nel vuoto. A questo punto piombarono su di lei due angeli che la posarono a terra senza ferite. In seguito, Alda si vantò del miracolo ricevuto, raccontandolo in giro: nessuno le credeva e così per darne prova si rigettò nel vuoto. Questa volta gli angeli non la aiutarono, anzi la punirono per la superbia. Morì e di lei non rimase nulla, anzi secondo un detto piemontese: “I toc pi gross a l’è l’ouria” ovvero, “il pezzo più grosso è l’orecchio”.

La Torre della bella Alda è uno dei luoghi visitabili della Sacra di San Michele e di sicuro non l’unico legato ai misteri. All’interno dell’abbazia il Portale dello Zodiaco è un’attrazione per gli amanti dell’esoterismo con i suoi simboli inconsueti: oltre ai segni zodiacali e alle costellazioni, sono ritratti Caino e Abele, due donne che allattano quattro serpenti, tre persone che si tirano i capelli a vicenda, uomini con code di pesce e un serpente con la faccia del diavolo attorcigliato ad una spada. Tutti decori che alimentano la fama misteriosa della Sacra di San Michele.

Info: www.turismotorino.org

Foto Archivio Turismo Torino e Provincia, Comune di Torino Bruna Biamino@Comune di Torino, Dreamstime.com, Pixabay

Si ringrazia il Città di Torino e Turismo Torino e Provincia per la concessione all’utilizzo di quattro foto

Articoli correlati:
https://www.latitudinex.com/europa/mont-saint-michel-santuario-e-icona-della-normandia.html
https://www.latitudinex.com/europa/st-michaels-mount-mistero-e-suggestione-in-cornovaglia.html

0 Condivisioni

Lascia un messaggio