Ravello, un palcoscenico sul mare amato dagli artisti

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La torre quadrangolare segna l’accesso a Villa Rufolo: un complesso monumentale in stile arabo siculo normanno che porta il nome della nobile famiglia che lo realizzò e che nel periodo di massimo splendore, intorno al XIII secolo, contava “più ambienti che i giorni dell’anno”. Ma, come molto spesso accade, quest’immenso patrimonio venne abbandonato e il tempo e l’incuria provocarono enormi danni. A metà del 1800 venne acquistato dallo scozzese Francis Reid e, a partire dal 1975, l’intero complesso e i relativi giardini sono diventati proprietà pubblica. Il restauro del Reid riuscì solo in parte, ma i giardini tornarono all’antico splendore, talmente suggestivi da ispirare il compositore tedesco Richard Wagner che, durante un soggiorno in costiera nel 1880, riferendosi al suo “Parsifal” annotava nel diario: “Il giardino di Klingsor è trovato”. Wagner aveva individuato nel giardino di Villa Rufolo il quadro scenico dell’opera, il luogo di delizie dove l’eroe puro deve resistere alle tentazioni delle bellissime, ma mefistofeliche, fanciulle in fiore. Così, da quel giorno, nei teatri di tutto il mondo, all’inizio del secondo atto del Parsifal, appaiono i giardini di Ravello. E oggi infatti, lo spettacolare panorama dai giardini di Villa Rufolo fa da sfondo ogni anno al festival Wagneriano, importante appuntamento per gli amanti della musica classica che si tiene nei mesi estivi.

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Villa Cimbrone stregò molti personaggi celebri, fra i quali Winston Churchill, Greta Garbo e Virginia Woolf. Antica dimora patrizia acquistata nel Novecento da Lord Ernest Beckett, il progettista della faccaita del Big Ben di Londra e divenuto in seguito Lord Grimthorpe, uno dei numerosi intellettuali inglesi affascinati dal Grand Tour. Il complesso, raggiungibile solo a piedi, è molto ampio: nel corpo centrale trovano posto un albergo raffinato, un chiostro in stile arabo siculo, decorato con frammenti marmorei, bassorilievi e statue, e una cripta realizzata in stile gotico, su modello di un’abbazia cistercense dello Yorkshire, luogo d’origine di Lord Grimthorpe. Anche in questa dimora il giardino gioca il ruolo più importante: si va dalla grotta di Venere, un antro naturale con la scultura in marmo raffigurante la dea, alla terrazza delle rose, un classico giardino all’italiana, da una statua in bronzo del David, alla sala da tè, una particolare costruzione a padiglione aperto, dal viale dell’Immenso, quasi interamente coperto da un pergolato di glicine, al tempio di Cerere in stile dorico che segna la fine del viale. In ultimo si raggiunge il Belvedere un ampio balcone naturale ornato di busti marmorei, detto “dell’infinito”, un panorama mozzafiato dove lo sguardo si perde nell’immensità del mare.

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