Pergola, oro, bronzo, storia e arte nel borgo marchigiano

Oro come le foglie autunnali dei vigneti che circondano il borgo, bronzo come le statue conservate
nel museo. Pergola brilla di luce e riflessi nella campagna marchigiana. La notte, poi, con
l’illuminazione soffusa tra le viuzze medievali, aggiunge ancora più fascino.

Appena nominato come uno dei borghi più belli d’Italia, è un mix unico di storia, arte, natura e gastronomia.

Sospeso sul fiume Cinisco, domina la valle fino al mar Adriatico e per secoli è stato un crocevia di influenze in un territorio abitato sin dalla preistoria e poi da Celti, Galli e Romani.

Tutto questo splendore ha l’apice nel Duecento, quando Pergola venne fortificato e arricchito
da chiese e palazzi. Il centro storico medievale è un susseguirsi di strade strette, costruzioni in pietra, portali a sesto acuto e torri, come quella civica, chiamata affettuosamente “campanone”, che un tempo era il campanile di una struttura duecentesca.

Pergola è anche la città delle chiese, ce ne sono talmente tante in poco spazio che ricordano
l’importanza del borgo nel periodo in cui apparteneva allo Stato Pontificio e soprattutto quando
era feudo dei Della Rovere.

Tra le chiese più antiche, quella di San Giacomo, risalente al XII secolo in stile gotico, con all’interno un crocifisso ligneo del 400, la chiesa di San Francesco, trasformata nel Trecento, e il Duomo, costruito nel 1258 dai monaci agostiniani e che oggi fa convivere il romanico gotico originario con la torre campanaria, l’interno barocco e la facciata neoclassica.

A Pergola tante sono le curiosità da scoprire. Come le tracce della fiorente comunità ebraica che
visse qui sin dalla fondazione del borgo. Oppure le “porte del morto”: porte rialzate rispetto alla strada, collegate a gradini retrattili in legno e a una scala interna ripidissima che arriva all’ultimo piano delle abitazioni. Consentivano il passaggio di una sola persona ed avevano come obiettivo la difesa, consentendo al proprietario di lottare contro eventuali assalitori.

Nelle vie di Pergola si ammirano anche i palazzi nobiliari, come l’antico palazzo Ducale e quello dei Malatesta, il Palazzo Comunale settecentesco e il Teatro Angel Dal Foco, all’interno degli antichi magazzini del Monte di Pietà, che ospita tre ordini di palchi, platea e loggione.

Pergola è soprattutto il borgo dei bronzi dorati: un gruppo scultoreo equestre di epoca romana. I due uomini a cavallo e le due figure femminili in piedi vennero ritrovati nel 1946 casualmente da due contadini che stavano scavando nel proprio campo, vicino alla parrocchia di Cartoceto, una frazione di Pergola.

Sulla loro provenienza, sul periodo di realizzazione e sul motivo della frantumazione delle statue finora sono state avanzate molte ipotesi e fatte ricerche: l’unica certezza è che sia l’unico gruppo equestre in bronzo dorato arrivato dall’antica Roma fino a noi, nove quintali di bronzo e oro magicamente lavorati.

Dopo un attento restauro, oggi si possono vedere nel Museo dei Bronzi Dorati, nell’ex sede del convento di San Giacomo. La struttura di Pergola ospita anche una pinacoteca, una sezione dedicata alla numismatica e una parte per l’arte contemporanea.

In pochissimo tempo, i bronzi sono diventati una delle attrazioni principali di Pergola, ma non l’unica. A 45 chilometri da Urbino, immerso tra colline, casolari, boschi e vigneti, che si incendiano con i colori dell’autunno, il borgo è anche una meta enogastronomica di eccellenze territoriali.

In particolare il pregiato tartufo bianco di Pergola DOC, a cui viene dedicata una grande fiera ad ottobre, e i vini, tra i quali la Vernaccia Rossa o Vernaculum di Pergola, il vino DOC Sangiovese dei Colli Pesaresi, il Moscatello, il Vinsanto. Un’altra particolarità del borgo è il visciolato, prodotto dalla visciola, la ciliegia selvatica, fatta fermentare col vino rosso.
Sicuramente da assaggiare prima di lasciare Pergola ai suoi ori e bronzi.

Info:
www.turismo.marche.it/
www.bronzidorati.com
www.comune.pergola.pu.it

Foto di Al Rob, Dreamstime.com, Turismo Marche

Si ringrazia Turismo Regione Marche per la gentile concessione di otto foto a corredo dell’articolo

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