Norma, Medioevo e archeologia antica con Norba nel Lazio

Il parapendio prende il volo dalla rupe scoscesa, in fondo si intravede il mare luccicante, sotto la primavera infiamma i meravigliosi Giardini di Ninfa e tutta la pianura pontina. Norma ha un panorama unico, attaccata com’è ai Monti Lepini, su una terrazza naturale a strapiombo.

Il borgo laziale ha anche una storia invidiabile e poco conosciuta. Il piccolo centro abitato
è fatto di strette vie che guardano verso l’abisso: Norma, su antica rupe calcarea chiamata
Rave e originata da una faglia, risale all’alto Medioevo, quando la vicina città romana
Norba fu abbandonata. Da quel momento, fu feudo dei Conti di Tuscolo, dei Caetani (dal
XIII al XVII secolo), dei Borghese, dello Stato Pontificio.

Il centro di Norma si dirama dal corso con le botteghe artigianali e ristoranti che propongono le specialità del luogo, come la ramaccia, una pasta all’uovo simile a fettuccine sottili, e il pallocco, una pasta di farina gialla e fave cucinata in forno, e poi funghi porcini, olive e castagne. Il resto del borgo è composto da viuzze strette, scalinate e numerose “finestre” che si aprono a picco sul panorama.

Non mancano le attrazioni da visitare a Norma, come la chiesa della Santissima Annunziata e il vicino santuario Madonna del Rifugio, la chiesa di San Rocco del Settecento e quella della Madonna del Carmine, vicino alla Porta Taloccio, quella principale per accedere al centro oltre le mura.

La vera attrazione di Norma però si trova a breve distanza, una passeggiata dal centro.
Sono i resti dell’antica Norba, oggi inserita in un parco archeologico.

L’ingresso è protetto da alte mura gigantesche, quasi a voler proteggere nei secoli il sito
di Norma, costruite da grandi blocchi calcarei disposti a secco nel IV secolo a.C.: per imponenza e conservazione sono tra le più famose dell’Italia antica.

Da qui, da Porta Maggiore, si apre un pianoro naturale di 38 ettari con una serie di terrazzamenti, basamenti di varie costruzioni, templi, terme, il foro, due acropoli, alcune domus private, il tutto circondato da mura e con quattro porte d’ingresso. Una città davvero maestosa, già posta in un luogo naturale quasi inaccessibile, sulla rupe a picco sulla pianura pontina, che domina dall’alto. Quelle che sono ben visibili, poi, sono le strade principali, dove si nota benissimo la pavimentazione romana.

Norba fu fondata per costruire una roccaforte, sfruttando la conformità di Monti Lepini, all’inizio del V secolo a.C: Livio scrive di una colonia esistente nel territorio pontino per far fronte alla minaccia dei Volsci.

Norba- Norma fu abitata per sette secoli, visse alcuni episodi delle principali guerre dell’età repubblicana e anni di splendore, che portarono ad arricchire i suoi edifici di decorazioni e mosaici. Fu coinvolta nello scontro civile tra Silla e Mario, schierandosi con quest’ultimo e di conseguenza subendo la sconfitta: definitivamente conquistata, fu distrutta mentre molti degli abitanti sopravvissuti si trasferirono a valle, nella vicina Ninfa.

Una piccola parte della popolazione abitò ancora a Norba, fino al II secolo d.C, quando la zona fu devastata dalla malaria e Norba fu abbandonata, fino al Medioevo con la realizzazione della vicina Norma.

Oggi è un grande parco archeologico panoramico dove ammirare i poderosi resti, le mura ciclopiche e osservare il panorama che spazia su tutta la pianura fino al mare e nei giorni limpidi fino alle isole Pontine.

Non solo, il parco, proprio per la sua posizione così a strapiombo è uno dei luoghi più amati
di Italia dove praticare parapendio: Norma ospita gare internazionali e ha anche una scuola di volo per imparare.

Per saperne di più dell’antica Norba, il Museo Civico Archeologico, nelle sale del vecchio municipio di Norma, offre un viaggio nella storia della città e del territorio, attraverso i ritrovamenti. Tra l’altro il piano seminterrato dell’edificio era un magazzino per l’olio e ancora orci di terracotta decorano le pareti del museo.

Un’altra curiosità di Norma è il museo del cioccolato, un piccolo spazio in una fabbrica di cioccolata, dedicato alla storia e alla tradizione del cacao, ma anche degustazioni, corsi di cioccolateria e negozio.

Per gli amanti del trekking, Norma è particolarmente attraente: un itinerario in salita parte dai Giardini di Ninfa e arriva fino alla città antica, attraverso un’antica strada medievale, tra uliveti.

Norma, così come molti altri borghi interessanti del Lazio, è anche oggetto di un corso particolare, creato da Art Accademy Rome: l’associazione culturale è nata dalla passione e dall’esperienza di un gruppo di guide turistiche di Roma e provincia unite per promuovere itinerari e approfondimenti culturali dal territorio romano alla Regione Lazio e propone un corso on line di venti lezioni, divise in due moduli, per guide, accompagnatori e appassionati, per scoprire proprio tutto sul Lazio. (https://www.facebook.com/artacademyrome/)

Info:
www.visitlazio.com
www.latinaturismo.it

Foto: Sonia Anselmo, dreamstime.com

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