Narni e dintorni, fascino fantasy e leggende

Nella bassa Umbria, in provincia di Terni, quasi al confine con il Lazio, sorge una deliziosa cittadina circondata da boschi e vallate, immersa in una luce che la dipinge di pace: il suo nome è Narni.

Anticamente conosciuta come “Narnia”, è fonte ispiratrice delle omonime “Cronache”, nate dalla fantasia dello scrittore inglese C.S. Lewis. Non è, in effetti, difficile ricondurre questo luogo al tipico immaginario fantastico e alla costruzione di un mondo a sé popolato da personaggi dotati di poteri soprannaturali, soliti abitare il genere fantasy.

Non solo Narni è un borgo graziosissimo, ma ha il privilegio di essere immerso in un contento naturale meraviglioso e piuttosto facilmente fruibile, grazie anche alla costruzione di una ciclabile lungo la ex ferrovia Roma – Orte, nonché di diversi e lunghi percorsi di trekking che permettono di rigenerare lo spirito e il fisico con lunghe camminate immersi in una natura davvero generosa.

Potrei parlare della Narni sotterranea o dello Speco di San Francesco, potrei parlare della antica storia del luogo, così come dell’eccellente gastronomia umbra, ma la cosa più bella è raccontare, in maniera spontanea e quasi del tutto intuitiva, le sensazione e le emozione che suscita il luogo, così come sorgono nel visitarlo. Lievi percorsi d’anima e brividi su un mondo altro, fatto di sensazione improvvise.

Vorrei partire dai suoi dintorni. Dalle Gole del Nera, che qui assume dei colori incredibili, così belli e splendenti da sembrare creati artificialmente per presentare al meglio il fiume, per renderlo il più addobbato e attraente possibile, come un pavone durante il corteggiamento.

In effetti il paesaggio affascina, ma quello che suggestiona e innamora, a mio avviso, è il minuscolo borgo di Stifone che qui trova dimora, nato proprio sulle rive del Nera. Un paesino fatto di quattro case inerpicate e vicoli ricoperti da pergolati; silenziosi muri in pietra adornati da piante rampicanti e scalette.

Regna una tale quiete qui, da parere un borgo fantasma, abbandonato a suo tempo e popolato oramai solo da spettri e creature di fiume. Una strana sensazione avvolge visitandolo, scendendo rapidamente verso il fiume, con la voglia di arrivare presto alle sponde, seguendo solo il rumore dell’acqua, e poi più rapidamente risalendo verso la strada principale. Ecco, in questo momento si vaga tra il borghetto senza meta, scoprendolo e lasciando invaderci dalla suggestione di un luogo – invece – vivissimo di presenze reali e immaginate.

Di quelle degli abitanti, la cui vita si palesa dai panni stesi, da qualche pigro animale domestico steso al sole dei cortiletti; e di quelle misteriose e “altre” che si aggiungono alle prime, di cui si avverte assolutamente la presenza che rivendica – anch’essa – il diritto di popolare Stifone. Un luogo particolare, unico forse, dove il massimo concetto di quiete si fonde con quello di mistero, in parti uguali, e crea delle sensazioni strane di rassicurante inquietudine e curiosità tra portoni sventrati, antiche cisterne, slarghi e vicoletti, in uno strano mix di elementi quotidiani insieme a quelli insoliti.

Continuando a girare nei dintorni di Narni, c’è sicuramente un altro luogo molto suggestivo. Un piccolo eden dove il Nera pare sciogliersi ulteriormente in altrettante ulteriori sfumature di verde e incredibile turchese: le Mole di Narni. Si tratta di una sorta di piscina naturale, formata da uno slargo del Nera tra la vegetazione. Qui l’acqua è talmente trasparente da riuscire a vedere il fondale, le pietre e la vegetazione di sotto appaiono nitidissime. Di un colore prezioso e raro, piccolo paradiso terrestre, non semplicissimo da scoprire, visto che ad oggi non ci sono segnaletiche e occorre tentare diverse strade, fino ad imboccare quella accanto alla stazione nuova e gli stabilimenti.

Da qui è possibile camminare lungo le rive del fiume oppure sostare nel solarium costruito proprio per agevolare la fruizione delle Mole, dove chi vuole può prendere il sole godendo di uno scenario naturale unico. Un piccolo mondo perfetto, di un’incantevole bellezza. Qui è l’acqua a farla da padrone, anche se la temperatura è piuttosto gelida ed è vietata la balneazione per via dei possibili innalzamenti del livello dell’acqua regolata da una diga. Ma non importa assolutamente: già vivere questo luogo, stando qui a guardare l’acqua e continuare a meravigliarsi dei suoi colori, appaga. Non ci si stanca mai di tanta perfezione. Ci si distende in questo piccolo paradiso terrestre, dove non conta più tutto quello che c’è fuori, conta appartenervi, esserci, sostare qui a bearsi di questa acqua così viva. 

Nel pomeriggio, tuttavia, è doverosa una visita nel centro storico della città di Narni, che si affaccia su un vallone verdeggiante, dove l’aria fresca e buona di montagna rigenera e la luce calda del pomeriggio avvolge ed invita a restare. Non è molto grade, la parte storica di Narni, tuttavia è piacevolissima la passeggiata lungo il corso principale dove si sviluppa la vita del paese nonché il Duomo, il comune e i principali monumenti. Lo stile è lo stesso delle altre cittadine umbre più note, legno e pietra e ferro sono i principale elementi degli edifici e delle fontane del centro medievale. Appare pulita, curata ed elegante Narni, importante come le sue pietre. Piena di negozietti e botteghe artigianali e di prodotti enogastronomici, dolcerie e trattorie che vantano le prelibatezze umbre. 

Una cittadina gentile dove si respira la storia in ogni pietra, dove il passato è assolutamente presente ma in grado di coniugarsi con la modernità di una cittadina ricca di vita, nonostante la sua tranquillità non ne risulti compromessa. E’ distensivo passeggiare lungo il corso, così come perdersi a zonzo tra le viette per scoprire scorci più nascosti ed apprezzare quei piccoli dettagli, che poi fanno la differenza: un misterioso cortile interno, silenzioso e adornato da centinaia di piante; una finestra addobbata con i fiori; un cancello dietro cui si nasconde un pozzo; e mille altre  scoperte così, che riempiono il cuore della gioia delle piccole cose e della felicità della scoperta, quando un posto nuovo si visita con rispetto e curiosità.

Di Narni si dice sia esattamente il centro dell’Italia, una posizione già questa particolare. E ci sono poi le leggende.

Narni ne è piena, vengono dal suo antico passato, dal fascino misterioso che si respira in tutto il suo territorio, che genera sensazioni di cui afferriamo coscientemente solo la punta dell’iceberg, intuendone però tutta la profondità: quella che vediamo non ne è che la minima parte di tutto un mondo antichissimo e affascinante. Una delle leggende che tengo particolarmente a raccontare, traccia l’origine dello stemma simbolo della città: il grifone rosso. Pare che un tempo, il territorio tra Perugia e Narni fosse martoriato da un grifone e che le due città, storicamente nemiche, si fossero invece alleate per sconfiggerlo. Una volta vinto, a Perugia sarebbe andata la pelle (bianca) dell’animale, mentre a Narni il corpo scuoiato (rosso), di qua il colore degli stemmi: grifone bianco per Perugia, grifone rosso per Narni.

Affascinante parlare di Narni. Si potrebbe (e si è fatto) scrivere moltissimo, ma tornando a noi, vorrei ancora solamente tratteggiare brevemente, l’anima di Narni. E’ un’anima suggestiva, un’anima fatta delle pietre con cui è costruita, simbolo della forza, dell’eleganza radicata nella storia di questa città. E un’anima di acqua, di leggerezza, di bellezza destinata a scorrere lieve su tutte le cose, di vita, di essenzialità. Sicuramente un’anima improntata sulla natura, sul mistero lieve e avvolgente che si nasconde dietro le sue pietre che custodiscono la storia, su vallate ripiene di luce e vastità da esplorare. Un’anima però anche accogliente e sincera. Generosa e viva come la sua acqua. Che ci invoglia a tornare: a presto, Narni

Info: www.umbriatourism.it/it/
Foto: Paola Tornambè

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