Monte Catalfano, vita all’aria aperta in Sicilia

Sicilia terra di mare, di vulcani, di panorami sabbiosi e di fitti boschi, di monumenti che raccontano d’importanti dominazioni e di insospettabili patrimoni naturalistici. In questi luoghi dove il blu del cielo si riflette sui colori di verde brillante della vegetazione, c’è un gioiello palermitano che regala panorami affascinanti e momenti di puro relax.

Raggiungere Monte Catalfano, nei pressi di Bagheria, permette di respirare a pieni polmoni con vista sulla costa, alla ricerca di piante endemiche e di specie mediterranee e tropicali.

Monte Catalfano: un’oasi a due passi dalla città
Tra animali e fiori rari, l’intero parco da attraversare a piedi è grande circa 300 ettari, attraverso il complesso montuoso che comprende, il Monte d’Aspra (Monte Irice, Cozzo San Pietro e Cozzo Tondo), Monte Catalfano (Monte Catalfano e Cavallo di Mezzo) e Monte Città, sede dell’antica città punica di Solunto.

Ancora una volta, dunque, il mix tra panorami incontaminati e storia antica si incontrano nella magia della Trinacria. Monte Catalfano, in particolare, riguarda circa 1,5 km di pareti scoscese a strapiombo e una zona in quota divisa in diversi sentieri di macchia mediterranea e aree rimboschite.

Come arrivare
Per iniziare la passeggiata, basta imboccare la Strada Statale 113, a lato della settecentesca Villa Rammacca con tutto il suo splendore e attraversare le cave di pietra oggi abbandonate. Da un territorio brullo, si passa rapidamente alle sfumature di verde di un ambiente che profuma di agrumi e si arricchisce di uliveti, garofani rupestri, erica e lentisco.

Molto ricca è poi la fauna, con la presenza del falco pellegrino e del passero solitario, ma anche della volpe, della donnola, del coniglio selvatico, del riccio, dell’istrice e della lucertola campestre.

In un anfiteatro naturale con vista mare
Nonostante la vastità del territorio non permetta a tutti di orientarsi nell’immediato, sicuramente da non perdere è la contrada Vignazza che somiglia a un “anfiteatro naturale” e viene anche detta ‘chianu di mastr’Aspanu’. Tra silenzi e isolamento assoluto, si può anche scendere verso le falesie con pareti rocciose a picco sul mare, fino ad arrivare a numerose grotte di origine tettonica e marina.

Rappresentano un po’ la memoria storica di un passato remoto, quando Monte Catalfano era un isolotto immerso nel mare. Dall’alto, invece, salendo fino a 400 metri di altezza ci si trova circondati a nord dal Mar Tirreno, a est da Mongerbino, Capo Zafferano e la Cittadella di Solunto, a sud da Bagheria e le sue ville, a nord ovest dalla valle verde dell’Eleuterio e dal Golfo di Palermo.

Dal mare fino in vetta
Diversi sono gli itinerari che si possono seguire da queste parti. Non ci sono, però, soltanto i tour perfetti per chi ama il trekking. Uno tra i percorsi alternativi più noti è quello delle grotte a mare che ha una durata di circa 4 ore e deve essere percorso in barca. Si parte da Aspra in direzione Mongerbino e proseguendo verso Capo Zafferano si incontrano sul livello del mare otto grotte che possono essere visitate a nuoto o con la barca. Intorno, occhi aperti per scorgere l’Arco Azzurro, noto per aver fatto parte della nota pubblicità dei Baci Perugina.

Testo e foto di Francesca Spanò
Info: www.visitsicily.info

Articoli correlati:
https://www.latitudinex.com/italia/palazzolo-archeologia-sicilia.html
https://www.latitudinex.com/italia/modica-e-scicli-barocche-sicilia.html

26 Condivisioni

Lascia un messaggio