Montagnana, borgo murato perso nel tempo

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Un gatto bianco cammina leggiadro in bilico sul cammino di ronda, mentre un cane fa capolino da un cancello quasi facesse la guardia a tutta la città. I felini devono essere una costante di Montagnana, splendido borgo fortificato a una cinquantina di chilometri da Padova. Sono persino impressi nelle magliette in vendita come simbolo della città nell’antico Castel Zeno. Mici e mura, un curioso connubio per questa angolo di Veneto che sembra rimasto ancorato nelle pieghe della Storia.

Posta sulla fertile campagna intorno all’Adige e in posizione favorevole, nel triangolo
rappresentato da Padova, Vicenza e Verona, Montagnana è unica proprio per aver conservato intatte le mura medioevali. Ben due chilometri che racchiudono, come uno scrigno prezioso, il suo centro.
Oltrepassare una delle porte è come fare un salto a ritroso nel tempo, rimanendo incantati.

La zona era già  abitata in epoca neolitica, ma fu l’impero bizantino, per contrastare l’avanzata degli Unni e dei Longobardi, che creò un sistema fortificato lungo una linea difensiva sul fiume, includendo anche l’attuale borgo, eletto uno dei più belli d’Italia.
Nel Medioevo la fortificazione venne rafforzata da torri in legno e da un ampio fossato, ma dopo vari assedi, incendi e distruzioni a metà  del Duecento si costruì il mastio di Castel Zeno, per scopi militari: lo volle Ezzelinno III da Romano, vicario imperiale di Federico II, che espugnò il borgo e innalzò la torre più alta e antica delle mura.

Nel 1275 Montagnara entrò nell’orbita della città di Padova e furono i suoi signori, i Carraresi, a imporre nuove cortine murarie, con 24 torri di vedetta e la maestosa Rocca degli Alberi. Più tardi, nel Quattrocento, la città  entrò nell’orbita della Serenissima e incrementò il suo potere economico grazie investimenti della nobiltà veneziana che la dotarono di fastosi palazzi e opere d’arte.

Oggi Castel San Zeno, la parte più antica del borgo, si eleva ancora imponente, dalla parte occidentale delle mura: è visitabile, ospita una piccola esposizione di armi e armature medievali
al pian terreno e un museo archeologico, accanto al negozio di souvenir con le magliette con il disegno delle mura, gatti e uccellini. Si possono salire i gradini di quattro piani e arrivare su, in alto, sulla torre che si affaccia sul borgo e offre una splendida veduta d’insieme e sulla campagna circostante.

Una volta ridiscesi si può andare a scoprire dal basso questa cittadina, costeggiando le mura, ammirando le case colorate, lasciandosi catturare dalle sorprese che si trovano in ogni angolo.
L’antico fossato non esiste più, al suo posto un verde prato degradante, così come i ponti levatoi sono stati sostituiti da pratici accessi. Le antiche porte erano due, quella verso Padova, vicina al castello di San Zeno, e quella in direzione Verona, sotto la Rocca degli Alberi: nel Cinquecento fu aperta una nord, verso Vicenza e a fine Ottocento fu creato un altro varco verso sud.

Entrando da porta Vicenza, si ha subito l’impatto di addentrarsi in un mondo a se stante, ben custodito. Fortezza mai espugnata nei secoli, Montagnana ha un fascino antico dove gli stili architettonici si mischiano: mura medievali, edifici rinascimentali, ampie piazze ottocentesche.

Il cuore è la vasta piazza Vittorio Emanuele II, con il duomo di Santa Maria Assunta, costruito tra il Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, d’ispirazione tardo gotica con aggiunte rinascimentale: all’interno alcuni preziosi tesori come la “Trasfigurazione” di Paolo Veronese, tre tavole di Giovanni Buonconsiglio, due affreschi attribuiti al Giorgione e una tela votiva raffigurante la battaglia di Lepanto.

Il duomo appare quasi in un angolo, a dominare l’ampia piazza, con la pavimentazione creata per ricordare piazza San Marco a Venezia, circondata da una serie di edifici eleganti: Palazzo Zanella con i camini a corolla, Palazzo Valeri di gusto settecentesco, il Monte di Pietà datato 1497, il Palazzo della Loggia, costruito nel tardo Ottocento sul luogo di un’antica chiesa con ospizio per i pellegrini. Tra tutti, spicca il palazzo della Cassa di Risparmio, con gli affreschi e le colonne, mentre di fronte si erge la statua di Vittorio Emanuele II.

Poco oltre, il municipio,Palazzo Sammicheli d’epoca rinascimentale, e lungo la parte opposta di via Giacomo Matteotti, Palazzo Magnavin-Foratti, residenza di Giacoma da Leonessa, moglie del condottiero Erasmo da Narni, detto il Gattamelata.

La passeggiata tra le strade ricche di negozi, pasticcerie e rivendite del famoso prosciutto di Montagnana e di vino locale, prosegue con altri splendori: la chiesa di San Francesco, già  citata nei documenti storici già dal 1350, quella di San Benedetto, settecentesca, l’ospedale della Natività  con annesso convento del Quattrocento, l’ex cinema teatro Branzo.

Fino alla Rocca degli Alberi: costruita negli anni Sessanta del Trecento, era circondata d’acqua sia internamente che esternamente, vi si accedeva solo tramite un complesso sistema di ponti levatoi, saracinesche e portoni, le cui serrature si possono vedere tuttora. Passando sotto la porta e tornando fuori alle mura è come solcare di nuovo un passaggio temporale e ripiombare nel
presente, lasciando alle proprie spalle Montagnana e la sua bellezza eterna.

Info: www.veneto.eu www.padovamedievale.it

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