Mantova, elegante e gourmet eredità dei Gonzaga

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Il Mincio è stato fondamentale per la vita, per la navigazione e il commercio, per la crescita economica e d’importanza strategica, per la sicurezza. Se si pensa che già nel XII secolo l’architetto e ingeniere idraulico Alberto Pitentino, su incarico del Comune di Mantova, organizzò un sistema di difesa, si capisce quanto sia legata alle sue acque: all’epoca fu deviato il corso in modo da circondare il centro abitato con quattro laghi, Superiore, di Mezzo, Inferiore e Paiolo, in modo che vista da lontano Mantova sembrava un’isola inespugnabile. Alla campagna si accedeva atraverso alcuni ponti: quello dei Mulini e quello di San Giorgio sono ancora esistenti. Venne anche tracciato il Rio, un canale che taglia in due il centro, collegando due laghi con chiuse e dighe. Purtroppo però nel XVII secolo una forte inondazione provocò una rapida decadenza:  gli specchi d’acqua divennero malsane paludi, per risolvere la situazione fu prosciugato il lago Paiolo, così Mantova rimase bagnata dall’acqua solo su tre lati, esattamente come si presenta oggi, con i parchi pieni di bambini, sportivi che fanno jogging e cani festanti. Un’oasi di relax per una città tranquilla ed efficiente. Mantova ha origini etrusche e ha vissuto l’orda barbara dopo la caduta dell’Impero romano, ma il suo primo effettivo periodo di gloria lo vide quando entrò a far parte dei possedimenti dei Canossa, in particolare Matilde nel 1046. Tra i monumenti conservati, c’è la spettacolare Rotonda di San Lorenzo: eretta alla fine del XI secolo in forma rotonda per ricordare quella costruita a Gerusalemme attorno al Santo Sepolcro, contiene ancora rari affreschi di pittura romanica lombarda, è posta ad un livello più basso della piazza delle Erbe. La piazza è uno dei cuori pulsanti della città: con i suoi caffè e i suoi negozi di gourmet, la Torre dell’Orologio e il Palazzo della Ragione,  è ancorata alla tradizione di luogo di mercato, ancora oggi qui il giovedì ci sono i banchi di frutta e verdura. A pochi passi, la Basilica di Sant’Andrea: progettata da Leon Battista Alberti nel 1472, è uno degli esempi di quanto Mantova sia stata una culla fiorente per l’arte e l’architettura tra il Quattrocento e  il Cinquecento. È l’epoca d’oro della città, che sotto la guida di una delle più longevi e importanti famiglie del Rinascimento, i Gonzaga, diventa un centro nevralgico per gli artisti.
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Prima con il marchese Ludovico Gonzaga, che chiamò a sè Alberti e soprattutto Andrea Mantegna, nominato pittore di corte e artefice di  innumerevoli capolavori al servizio dei Gonzaga. Sepolto proprio in una cappella di Sant’Andrea, l’artista ha decorato il trecentesco Castello di San Giorgio, residenza di Ludovico e poi diventato un’ala di quel labirinto che è il Palazzo Ducale, e purtroppo ha subito danni, che sono già in fase di restauro, dal recente terremoto. Proprio qui Mantegna dipinse l’eccezionale Camera degli Sposi, o Camera Picta: al primo piano della torre nord-orientale, fungeva sia da sale delle udienze che camera da letto di rappresentanza, il tema principale dell’affresco è la celebrazione dei Gonzaga. Così i ritratti di Ludovico, della moglie tedesca Barbara, i figli e persino la nana sono tramandati ai posteri mentre una serie di putti osservano dall’alto del soffito. Mantegna era talmente amato a corte che il marchese gli donò un terreno dove costruire la sua casa: oggi Casa Mantegna è uno splendido edificio rinascimentale che ospita mostre ed esibizioni artistiche, quasi in un passaggio di consegne tra passato e futuro. Se Ludovico Gonzaga ha lasciato il segno sulla sua città, lo sviluppo e la grandezza di Mantova sono dovuti ad una signora dal carattere forte, dall’occhio critico e dalla voglia di collezionare il bello: Isabella d’Este, sposa del condottiero Francesco Gonzaga, spesso via per le battaglie, e quindi di fatto reggente della città.  Isabella, arrivata giovanissima sposa da Ferrara con un corteo di barche sul fiume, ancora rimasto negli annali della Storia, è la mecenate per eccellenza, la classica figura “illuminata” del Rinascimento: un pò per sfida con le altre Signorie italiane, un pò per amore dell’arte, si circonda di tutto il massimo di un’epoca che ha davvero espresso il meglio. A Mantova rimane Mantegna, sempre più osannato dai contemporanei, approdano Ludovico Ariosto, Giulio Romano, Raffaello, persino Leonardo e Tiziano, che ritraggono Isabella. Ovviamente la marchesa amplia il Palazzo Ducale con il suo famoso Studiolo con gli arredamenti lignei. Palazzo Ducale è un altro cuore di questa città: con le innumerevoli e decorate sale, con i cortili interni (uno dei quali si dice contenga la tombe dei cani amati dai Gonzaga), con le tante opere d’arte è da visitare con calma per goderne la bellezza. L’imponente struttura sorge su una vasta piazza, dominata dal Duomo e dal campanile di Santa Barbara, dove è sepolta Isabella. Ma Mantova offre altri prestigiosi angoli da ammirare, tante sono le vie, le chiese e i luoghi che la rendono affascinante. Da non perdere, è anche Palazzo Te, un tempo residenza di vacanza e oggi alla periferia della città. Si trova sull’isola detta nel Medioevo “Teietto”, da bosco di tigli, da qui il nome odierno di “Te”. Qui c’erano le scuderie degli adorati cavalli di Francesco, suo figlio Federico II ingaggiò Giulio Romano per ristrutturarle e creare un palazzo di rappresentanza: obiettivo raggiunto, in queste sale,  anche queste splendidamente affrescate e ricche di simbologia, come la monumetale Sala dei Giganti, ospitarono gente come l’imperatore Carlo V e il re di Francia Enrico III. Su tutto sembra dominare la salamandra , il simbolo di Federico II che volle questo palazzo anche per impressionare la sua amante un pò restia. Tra le curiosità, il Giardino Segreto, stanzetta utilizzata come bagno, dalla realizzazione davvero insolita. L’apertura è stata creata come a dare l’idea si tratti di un ambiente naturale, di una caverna, non ci sono i marmi e i materiali ricercati del resto del palazzo, gli interni erano tappezzati di conchiglie e giochi d’acqua dovevano allietare il visitatore e stupirlo al tempo stesso. Un’altra chicca di una città seducente come Mantova.

Per dormire: Casa Pagliette, B&B, via Pagliette 1, 46040 Cavriana (MN), info@pagliette.it, www.pagliette.it
B&B immerso nel verde della campagna mantova, in posizione strategica per visitare la zona: non solo Mantova, ma anche il Lago di Garda, Brescia, Verona. Camere in stile rustico, colazione con prodotti locali e ampio giardino.
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