Lipari, natura, storia e cultura nell’isola delle Eolie

In lontananza lo scoglio di Strombolicchio appare ovattato nella luce del tramonto. Da Lipari il panorama sembra magico, mentre lo sguardo spiazza tra il mare e le altre isole delle Eolie.

Soprattutto se si raggiunge l’Osservatorio Geofisico, a picco sulle rocce: da qui si ha una vista incredibile su tutto l’arcipelago.

Fare una passeggiata fino all’osservatorio, che monitora da 50 anni anche l’attività del vulcano di Lipari, è una delle escursioni da fare sull’isola più grande e più frequentata.

Lipari offre un’immersione in una natura incontaminata e attività sportive, come il trekking tra i sentieri dell’entroterra e le immersioni nel blu delle sue acque, ma anche molte attrazioni storiche e culturali tra le chiese e il castello con la cittadella fortificata.

Il primo impatto è proprio con il porto, dove approdano i traghetti che partono dalla Sicilia, mentre un giro tra i vicoli del borgo rivela un altro aspetto di Lipari, quello più caratteristico.

Da non perdere, ovviamente, le numerose spiagge, frequentatissime d’estate e che offrono pace a settembre, con il clima dolce: come quella di Valle Muria, abbracciata dai promontori, con i faraglioni persi a largo e la vista su Vulcano, come quella Porticello, ghiaiosa e caratterizzata dalla presenza della pomice bianca, quella di Canneto adatta alle immersioni nel mare turchese e limpido, o ancora quella Papesca, nelle zona delle cave di ossidiana e pomice dove si possono
scorgere i pontili utilizzati un tempo per caricare sulle navi i minerali estratti.

Le spiagge di Lipari sono una tappa immancabile in un soggiorno in qualsiasi stagione. L’ideale è prendere una barca e fare il giro dall’acqua, ammirando le bellezze naturali, grotte, faraglioni e scogli di origine vulcanica, da un’altra prospettiva. Inoltre, dal piccolo porto nella baia Marina Corta, ricca di locali tipici, partono anche le imbarcazioni per fare le escursioni nelle altre Eolie.

Sull’isola, ci sono altri borghi come Acquacalda, Canneto, Pianoconte e Quattropani, tutti da visitare. Il centro nevralgico rimane però la cittadina di Lipari con i suoi vicoli, la cattedrale e il Museo Archeologico.

Appena sbarcati a Lipari, la prima cosa che si vede è il Castello con le sue mura del Cinquecento: la fortezza sorge su un promontorio naturale tra due insenature, si affaccia sul mare e ha rappresentato per secoli il punto di riferimento di naviganti e viaggiatori.

L’antica città di Lipari fu realizzata proprio su una collina di lava naturale, in posizione inaccessibile, rendendola sicura alla popolazione proprio per la conformazione naturale, a strapiombo. Per questo, la rocca fu abitata sin dalla preistoria con insediamenti risalenti
al Neolitico, all’età del Rame e all’età del Bronzo: tra i ritrovamenti alcune capanne di quattro villaggi succeduti durante un millennio di storia. Diodoro Siculo racconta che Lipàra, ossia grassa, fertile, venne fondata durante la cinquantesima Olimpiade (580-576 a.C.) da abitanti di
Cnido insieme a un gruppo dell’isola di Rodi, con un primo stanziamento sulla Rocca.

Presto il villaggio si estese verso la pianura e la Rocca divenne l’Acropoli, la parte alta cinta da mura, con all’interno case, templi e l’agorà. Lipari era un centro florido sin dalla fondazione grazie allo sfruttamento delle cave di ossidiana, che resero prospera la vita degli abitanti.

La fortezza è una testimonianza architettonica dei tanti passaggi di popoli, dai greci ai normanni,
fino agli spagnoli di Carlo V che volle costruire le mura a scopo difensivo, dopo l’incursione del 1544 del pirata Barbarossa che distrusse Lipari e deportò molti abitanti.

Inoltre, il castello divenne a fine Settecento zona di confino e detenzione, fino a dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando iniziarono gli scavi. Oggi fa parte di un parco archeologico. Tutte queste intrigate vicende storiche sono raccontate, con i reperti, all’interessante museo nella fortezza.

Una volta ridiscesi si scopre il borgo con le sue chiese barocche e il santuario di Maria SS. della Catena, risalente al Cinquecento e ricco di preziosi oggetti: è protagonista di una delle tante feste religiose che si svolgono a Lipari, in questo caso ogni anno dal 29 agosto all’8 settembre i pellegrini affollano il Santuario e le suggestive processioni notturne per la novena in onore di Maria.

Un’altra importante festa tradizionale di Lipari è quella in onore del patrono San Bartolomeo: il 24 agosto c’è la coreografica processione della statua del Santo con il vascelluzzo, un reliquiario d’argento che contiene due chili di oro e trenta di argento, con all’interno una teca con il frammento di pelle e la statuetta di San Bartolomeo tutta d’oro massiccio, entrambi portati a spalla dalle varie confraternite.

La festa si chiude con spettacolari fuochi d’artificio sul mare e offre un’occasione per vedere la Cattedrale dell’isola: maestosa, è stata costruita su un sito di un tempio ellenico e nei secoli
ha subito molte modifiche, l’ultima dopo la distruzione del Barbarossa.

All’interno tre navate circondate da colonne tutte diverse, provenienti dalle abitazioni greco-romane, mentre il chiostro risale all’antica abbazia normanna.

Non mancano a Lipari le soste gastronomiche per scoprire la cucina delle Eolie e i prodotti tipici: pesce, malvasia, la zuppa di scorfano, capperi e i loro fiori, i cucunci, i pomodorini a pennula, il passito, i formaggi di capra, e i dolci, come i sesamini, giggi (palline di pasta fritta con glassa al vino) , piparelli alle mandorle , tutti biscotti da accompagnare alle degustazione di
malvasia.

Lipari, detta il salotto buono delle Eolie, è un mix unico di arte, storia, natura, culture e sapori.

Info:
www.visitsicily.info
www.turismoeolie.com

Foto dreamstime.com, pixabay

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