Lavanda in Monferrato, immersione nel viola tra i borghi

I campi sembrano una distesa viola senza intermittenza. Le spighe della lavanda in fiore colorano l’inizio
dell’estate nel Monferrato per alcune settimane, perfette per scoprire la provincia di Alessandria e le
sue bellezze naturali.

A un’ora d’auto da Torino, Milano e Genova, questo angolo di Piemonte diventa un incredibile sfumatura
di blu, lilla e viola tutto da ammirare. La coltivazione della lavanda non è solo appannaggio dei Paesi
d’Oltrealpe, anzi, qui grazie alla produzione biologica e biodinamica gli oli essenziali vengono esportati
anche in Francia, e si trasforma in una destinazione imperdibile per gli amanti del viola.

Un giro in Monferrato rivela molte sorprese per chi ama il turismo tra la natura e la particolarità dei borghi
italiani.

Ad esempio nell’Alto Monferrato acquese, sulla dorsale che divide la Val Bormida dalla Valle dell’Erro, già vicinissimi al confine ligure, di cui si avvertono le contaminazioni, nell’architettura, nei sapori e anche nell’accento parlato. La zona è quella di Spigno, Ponti, Merana, Castelletto d’Erro.

E, proprio a Castelletto, i sette ettari di lavanda dell’azienda di Anna Calviello offrono un colpo d’occhio che incanta, facilmente raggiungibili dal paese, dopo circa un chilometro, seguendo la provinciale in direzione Montechiaro Alto.

Essendo una azienda che segue i metodi dell’ agricoltura biologica e biodinamica, vi si trovano spesso anche ginestre, orchidee selvatiche e una meravigliosa varietà di erbe officinali. Dalla chiesetta di Sant’Anna si gode il panorama perfetto per fotografare i campi di lavanda al meglio.

Un’altra location perfetta per le foto è dalla torre quadrata del XIII secolo e circondata da alcune rovine delle mura dell’antico castello e da torrette circolari in pietra create anch’esse per scopi militari. Questa torre costituisce ancora oggi un ottimo punto di osservazione per ammirare sia l’Appennino Ligure che le Langhe, con il vicino comune astigiano di Roccaverano e la sua pregiata formaggetta di capra (la robiola di Roccaverano), la pianura alessandrina e in lontananza il Monviso e alcune vette lombarde.

Ma per chi della lavanda vuole conoscere tutto, anche la sua trasformazione e le sue molteplici declinazioni, vale la pena un salto a Spigno alla cooperativa Agronatura (http://agronatura.it). Qui si trasformano erbe officinali e si coordina la trasformazione di tutta la lavanda della provincia conferita dai soci produttori.

Agronatura è nata nel 1986 per mettere a sistema la produzione di colture alternative per gli abitanti creando reddito in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente e coltiva piante officinali seguendo i metodi dell’Agricoltura Biologica e Biodinamica.

Quest’ultimo metodo si basa sui principi del filosofo ed esoterista Rudolf Steiner e comprende sistemi sostenibili per la produzione agricola, che rispettino l’ecosistema terrestre includendo l’idea di agricoltura biologica. Più precisamente grazie ai macchinari della cooperativa si può provvedere alla raccolta della lavanda, ai vari servizi e alla sua distillazione per creare olii essenziali (in gran parte esportati in Francia) e acque profumate per cosmesi e aromaterapia.

Ci sono visite su prenotazione e spaccio per acquisto degli olii essenziali e delle acque profumate. Una curiosità: per ottenere una boccetta da dieci millilitri di olio essenziale, occorrono circa due chili di lavanda, pari a cinque metri quadrati di coltura.

Ad Alessandria, invece, la visita perfetta è all’azienda agricola Cascina Ospedale della signora Franca Goggi
(https://www.cascinadellanonna.com). La si può raggiungere anche con una piacevole passeggiata a piedi, dalla città. Qui si coltiva la lavanda sia officinale che ibrida, tutta biologica, oltre che farine e cereali come farro, soia, grani, ceci, mais e poi macinati a pietra.

I campi sono spettacolari e si possono fare vere esperienze, poiché sono stati creati laboratori per fattoria didattica: un piccolo mulino per fare la farina, semi da piantare e scoprire e poi portarsi a casa ed ovviamente la passeggiata nella lavanda. C’è anche un piccolo punto vendita, dal lunedì al sabato (8.30-12.30 no martedì). Info tecniche per vedere la lavanda: lavanda officinalis da metà maggio a venti giugno, mentre per la ibrida i tempi sono da fine maggio a luglio.

Da Alessandria venti km più a nord si è nella parte settentrionale della provincia, in quel Monferrato delle colline Patrimonio Unesco, con i loro paesaggi vitati e gli affascinanti infernot, le specule vinarie ipogee scavate per sottrazione nel tufo ( pietra da cantone). Al centro Casale Monferrato, perla di romanico e barocco.

Nel cuore del Monferrato, una strada panoramica che anche senza lavanda sarebbe da sola oggetto di meta imperdibile, a piedi o in bicicletta: rigorosamente chiusa al traffico salvo i residenti, è una strada interna che collega i due borghi di Cuccaro e Lu.

Oggi proprio per la sua suggestività entrambi i borghi hanno apposto le big bench, le panchine iper-dimensionate che affacciano sui paesaggi più affascinanti del Piemonte e, quella di Cuccaro, proprio come tributo alla distesa profumata, è di un colore blu intenso che unisce le diverse stesse tonalità di cielo e campi.

Il modo migliore per percorrerla è da Cuccaro, partendo dalla chiesetta della Madonna delle Nevi, imboccando la strada a destra e andando nella direzione di Lu.

Ma se si è qui, nella lavanda accanto alla big bench, assolutamente imperdibile per la gioia degli occhi (e anche per mini shopping alla lavanda), il campo a perdita d’occhio dell’azienda Lalavandadilu di Sergio Amadori. (www.lalavandadilu.it ).

Non semplicissimo da trovare ma a un chilometro circa di distanza soltanto, meglio raggiungerlo in auto o in bicicletta, lo si raggiunge imboccando la strada che diparte a sinistra rispetto all’imbocco della strada interna Lu –Cuccaro, tenendo sempre la sinistra e attraversando campi di grano e noccioleti, sino alla inconfondibile distesa di viola presidiata anche da un gazebo di vendita di prodotti derivati dalla lavanda, come oli essenziali, sacchetti aromatici per biancheria e tanto altro. La lavanda infatti viene qui trasformata in olio
essenziale con estrazione in corrente di vapore, e in parte fatta essiccare raccolta in mazzetti per poi essere sgranata manualmente e racchiusa in sacchetti confezionati artigianalmente con tessuti ricercati per meglio esaltarne la profumazione.

A metà strada tra Valenza e Casale Monferrato c’è il borgo di Giarole, noto per ospitare uno dei più bei castelli della provincia (www.castellosannazzaro.it) abitato dalla sua costruzione (da un editto di Federico Barbarossa nel 1163) dai conti Sannazzaro Natta e oggi bed and breakfast e dimora storica visitabile.

A poche centinaia di metri, l’azienda agricola Pavese Andrea tra inserito tra le sue coltivazioni, proprio in zona confinante con il comune di Pomaro, campi di lavanda biologica, che si snodano tra il torrente Grana, le colline e la valle.

Una passeggiata piacevolissima nel blu profumato, partendo dalla strada che costeggia il vecchio camposanto del paese e che dà anche modo di incappare nella deliziosa pieve di San Pietro, proprio accanto al campo di due ettari circa e originariamente denominata Santa Tecla, nata nel settimo secolo dopo Cristo come convento e poi appunto divenuto parrocchiale a cui afferivano ben cinque canonici.

Ci si sposta nella parte più orientale della provincia di Alessandria, sui dolci colli tortonesi famosi per il vino timorasso e la coltivazione della frutta, le strade dei campionissimi, oltre che per avere borghi fuori dal tempo, come Garbagna (uno dei borghi più belli d’Italia) e Pontecurone, o Volpedo, ove ha sede lo studio del pittore Pelizza. Per seguire la lavanda si deve andare a Viguzzolo, perla romanica dell’XI secolo.

Ecco, in strada Castelletto, una piccola visione: da una casa e terreni dei nonni, su un declivio morbido e sinuoso si stagliano i campi della tenuta di Giancarlo Nossa, giardiniere appassionato, che qui dal 2007 coltiva fragole e lavanda.

Perché, come dice lui, non c’è come svegliarsi al mattino e aprire le finestre sul blu. Il proprietario ha anche accolto le arnie di alcuni apicoltori, per consentire alla natura di fare il suo corso.

Una volta poi raccolta, la lavanda viene portata alla cooperativa Agronatura di Spigno, per il processo di trasformazione. Ormai il suo campo è meta di pellegrinaggi di appassionati che spesso si organizzano momenti di convivialità per condividere l’emozione che si prova davanti alla lavanda.

In Monferrato non manca la possibilità di dormire a pochi metri dal viola dei campi. Ad esempio Verdita, Localita Caiti, a Merana (www.verdita.com/it/starsbox-it), nell’Alto Monferrato acquese, è un agriturismo tra la lavanda, le cui finestre si aprono sulla splendida campagna circostante, fatta di colline, boschi, vigneti e noccioleti.

Quattro camere ( Rosmarino Biancospino Ginestra e… ovviamente Lavanda) con la chicca: la possibilità di avere in
aggiunta l’esperienza di dormire o rilassarsi nella starsbox, la romantica capanna di legno in mezzo alla lavanda, per addormentarsi e svegliarsi nel profumo più intenso e sotto a un tetto che si apre con un semplice gesto, unendo il comfort di materasso e piumone a un’esperienza di immersione totale nella natura, senza filtri o mediazioni.

Altra possibilità è Villa Cheti, in località Monterosso – Spigno Monferrato (www.villacheti.it). E’ un agriturismo con coltivazioni frutta e erbe aromatiche a km zero, con camere nella natura e tra le piante officinali coltivate, tra cui lavanda e zafferano, che fiorisce in autunno, ugualmente imperdibile. Possibilità di passeggiate ai campi di lavanda dell’azienda, giardino con piscina e punto vendita nella struttura per vari prodotti officinali.

Se poi si riesce ad arrivare in Monferrato per il momento migliore della fioritura della lavanda, da metà giugno a luglio, l’immersione nel viola è assicurata.

Info: www.alexala.it

Foto www.alexala.it e Pixabay

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