Romantico lago di Garda in barca tra tuffi e brindisi

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Il caldo eccezionale di un sabato settembrino rende difficile stare sotto il sole. Per fortuna basta un tuffo dal motoscafo e le acque fresche del lago di Garda portano subito sollievo. Come ben sanno i bambini e i ragazzi che giocano a riva, alla Baia delle Sirene.

Qui il parco attrezzato e adatto a tutta la famiglia, animali compresi, offre un angolo di natura e bellezza sul lago. Poco più in là, sulla terraferma, il promontorio di San Vigilio può diventare una tappa della gita in barca. Il piccolo molo attrezzato ha un’aria romantica, spesso è set fotografico per le spose, ma è soprattutto chi è in vena di un po’ di relax ad usufruire dei tavolini del caffè sparsi sul pontile.

Pochi passi uniscono l’imbarcadero all’antico borgo, subito si incontra un’antica residenza,
trasformata nell’hotel e ristorante Locanda San Vigilio (www.locanda-sanvigilio.it), dove assaggiare le prelibatezze del buffet o i piatti del menù sulla terrazza panoramica. Finito il pranzo, si può salire la strada acciottolata fino agli uliveti, alla villa chiusa al pubblico
e al Parco che si espande fino alla riva della baia delle Sirene.

San Vigilio è una delle tante tappe relative al giro in barca del lago proposte dalla cantina Cesari. L’azienda, ormai ottantenne, è molto legata al territorio e ha studiato una serie di pacchetti che uniscono degustazioni e attività  sul lago, dal benessere e la Spa alla mountain bike e il golf. Tutte accompagnate dai vini, in particolare il Lugana doc, con i vigneti sparsi intorno al lago della sponda veronese. Tra le idee proposte, sicuramente quella della gita in motoscafo unisce alla perfezione enogastronomia e natura, meraviglie alla vista e al palato.

La barca si prende a Bardolino, presso un piccolo molo dove si possono noleggiare imbarcazioni a motore e a vela, anche con il capitano disposto a fare da guida (www.boatgarda.it). Mentre i bagnanti, soprattutto turisti tedeschi e inglesi, si godono il sole cocente sulla spiaggia di Bardolino, il motoscafo comincia a lasciarsi una scia nell’acqua.

Avvicina le barche a vela che stanno gareggiando nella prestigiosa Centomiglia, si lancia verso il centro del lago e costeggia borghi, vigneti, uliveti. I cigni, i gabbiani e le tantissimi germani reali sembrano lasciare il passo alle barche. Per combattere il caldo infernale, ci si può
tuffare nelle acque limpide e soprattutto fresche come nella baia delle Sirene.

Altro giro, altro tuffo: stavolta verso la sponda bresciana, a Punta Belvedere, Manerba, davanti all’isola di San Biagio o dei conigli. Facile capire perché è chiamata così: alcuni esemplari cicciotti di conigli rovistano tra gli arbusti in riva, mentre una serie di rocce emerge dall’acqua creando un effetto laguna blu. Poco più al largo si trova lo scoglio dell’Altare, famoso per le immersioni nel Garda e per una messa che veniva celebrata una volta l’anno dove
i pescatori assistevano a bordo delle loro imbarcazioni.

Un altro tuffo è possibile davanti alle Terme di Sirmione, all’estremità  della penisola. Dall’acqua si gode una vista eccezionale sulle antiche rovine della villa di Valerio Catullo: questa è un’area archeologica, tra resti romani e cavità naturali, secondo la tradizione risalente al XV secolo quello che rimane dell’edificio romano si è sempre identificato come la villa della famiglia del poeta. Secondo i versi da lui composti, è certo che avesse una residenza a Sirmione,
per secoli un’importante stazione lungo la via che univa Brescia a Verona. Oggi l’area denominata Grotte di Catullo, sullo sperone roccioso proteso verso il lago, ospita anche un museo archeologico.

Ma la zona è famosa anche per l’acqua termale e si può praticare una sorta di “caccia” alla bolla: secondo un mito che si gonfia con i passaparola, davanti alla villa si formano in superficie bolle di acqua termale che vanno a confondersi nel lago. Una piccola curiosità che rende la gita in motoscafo ancora più divertente.

Il lago racchiude tante leggende e storie: dal tesoro della Repubblica di Salò all’arsenale di armi e proiettili dei nazisti esploso durante la Seconda Guerra Mondiale, al relitto intatto sul fondo di una galea veneziana del Cinquecento, allo Spitfire inglese, vari idrovolanti, carri armati e velieri, oltre a pescherecci. Ci sarebbe persino un mostro, Bennie, che abiterebbe
in una cavità  sotto l’isola del Garda.

E proprio questa isola è una delle tappe imprescindibili del giro sul lago. Si attracca al molo privato, all’ombra della torre d’avvistamento, e si va alla scoperta della residenza e dei bellissimi giardini, dove vivono i proprietari, la nobile famiglia Cavazza. L’isola era nota già  in epoca romana, si dice che San Francesco la visitò quando era in decadenza, diventata un covo di pirati, e volle trasformarla in un luogo ideale per un monastero: da allora i frati francescani si stabilirono qui, ci passò anche San Bernardino da Siena che fece ampliare il monastero.
La comunità  religiosa visse sull’isola fino al 1697, dopo di allora la proprietà passò attraverso varie famiglie nobiliari, ognuna delle quali inserì ammodernamenti, ristrutturazioni e creazione di nuovi edifici, fino ai Cavazza di oggi, che ancora ci abitano, sono disposti a fare visite guidate e ospitano spesso e volentieri matrimoni sotto il portico con la tela affrescata del Settecento sul soffitto, nonostante le provviste debbano essere portate qui tramite barche, matrimoni (www.isoladelgarda.com).

La villa, in neogotico veneziano, è stata progettata agli inizi del Novecento, mentre le terrazze si affacciano sul lago e i giardini all’italiana offrono angoli romantici, tra piante di agrumi, rose, giuggiole, palme. Una volta ritemprati dalla frescura del giardino e dalla visione delle acque trasparenti del lago, si può riprendere il motoscafo e proseguire il giro. Senza dimenticare un brindisi con i vini Cesari, perfetto al tramonto per creare ancora di più l’effetto romantico.

Foto di Sonia Anselmo

Info: www.lago-di-garda.org, www.cesariverona.it

In collaborazione con www.cesariverona.it

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